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Sanità: Ruffini e Di Luca su Asl di Teramo

03 novembre 2012 - 16:32

(ACRA) - "Appare ormai chiaro a tutti che il manager della Asl di Teramo, Giustino Varrassi, ha scelto la strada del contenzioso con la Regione Abruzzo. Ieri, nel presentare l'apertura di alcuni centri territoriali in provincia di Teramo, ha infatti dichiarato che non se ne andra'. Se il manager decide di aprire un contenzioso contro la sua revoca certamente la Asl di Teramo ed i cittadini teramani subiranno dei danni. Chi paghera' queste somme, chi risarcira' Varrassi? Pagheranno come al solito i cittadini?". E' quanto affermano i consiglieri regionali del Pd, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca che tornano sul licenziamento di Varrassi, deciso dalla giunta regionale dopo la serie di inchieste giudiziarie in atto alla Asl di Teramo. "Noi riteniamo che a pagare debba essere Chiodi - spiegano Di Luca e Ruffini - anche perche' e' stato lui e la sua giunta a riconfermarlo (il 29 agosto scorso) e a difenderlo con ostinazione per poi ritornare sui loro passi. Adesso che hanno fatto la frittata vogliono farla mangiare ai cittadini teramani, noi invece pensiamo che Chiodi aveva tutti gli elementi a sua disposizione per non riconfermare subito Varrassi, come da tempo gli avevamo indicato. Adesso e' troppo tardi per tornare indietro e vuole scaricare le sue colpe sullo stesso Varrassi e sui cittadini teramani". Ruffini e Di Luca chiedono a Varrassi di fare un passo indietro. "La sua questione contrattuale, Varrassi se la vedesse con Chiodi e la sua giunta, a noi interessa il destino e l'efficienza della direzione della Asl di Teramo. Deve pero' essere chiaro che Varrassi non puo' anteporre questioni personali o di natura contrattuale agli interessi generali dei cittadini teramani. La sua era e resta una nomina fiduciaria ed oggi deve prendere atto che nessuno ha piu' fiducia in lui, da ultimo chi lo aveva nominato. Quindi a nostro giudizio non può legare la sua permanenza alla Direzione della Asl di Teramo al solo contratto ma deve prendere atto con serenità che nei suoi confronti è venuta a mancare la fiducia del governo regionale. Così come pretendiamo da Chiodi e dalla sua giunta un esame di coscienza ed il riconoscimento che sulla vicenda Varrassi non ne ha azzeccata una".(com/gil.pet.)