Febbo e Sospiri (FI) su regolamento ungulati
26 gennaio 2015 - 11:18

(ACRA) - "Nella lettera indirizzata alle Associazioni degli agricoltori, riferita ai risultati dell'incontro con le Province sul problema cinghiale, l'Assessore Pepe ha fatto il punto sull'applicazione del Regolamento per gli ungulati. Nella riunione del 15 gennaio con le Province lo stesso Assessore ha evidenziato la necessità di attivare da subito tutti gli strumenti previsti dal Regolamento per contenere le popolazioni di cinghiale presenti sul territorio regionale ed ha esortato le Province ad approvare il piano quinquennale di gestione entro il 15 febbraio. Tutti i partecipanti hanno fatto presente che il Regolamento necessita di una revisione con l'inclusione di altre specie di ungulati quali cervo e capriolo. Tutti i nodi prima o poi vengono al pettine". E' quanto dichiarano il Presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. "A chiusura di legislazione – ricordano Febbo e Sospiri - il centrodestra, all'ultimo Consiglio regionale, ha approvato il Regolamento sugli ungulati, senza l'apporto del centrosinistra. L'atto, fortemente osteggiato dal Pd, ha permesso alle Province, nella stagione venatoria 2014-2015, di regolamentare la caccia al cinghiale e iniziare l'iter per l'approvazione del piano quinquennale di gestione del cinghiale". "E' bene ricordare – proseguono i Consiglieri di Forza Italia - che proprio in occasione della dotazione, forti furono le voci riguardo le pressioni attuate sul Pd da parte di alti dirigenti di alcune associazioni venatorie, alcuni dei quali famosi per orientarsi nella direzione del vento in cui soffia la politica e che fino alla penultima campagna elettorale erano schierati con il centrodestra. Se da un lato va riconosciuto a questi soggetti la grande capacità di fiutare in quale direzione tira il vento, dall'altro, purtroppo, dagli stessi soggetti vi è stata la inconsapevole azione distruttrice della caccia in Abruzzo, oltre che lo svilimento delle prerogative del mondo venatorio. E' possibile che stia passando inosservato il rapporto che il Presidente D'Alfonso ha con il WwF?". "Basta ricordare – concludono Febbo e Sospiri - il caso della discarica di Bussi, nel quale non ha perso occasione di intervenire in televisione al fianco del Wwf. O ricordare le nomine fatte, già ampiamente evidenziate. Occorre ancora chiedersi perché il Wwf quest'anno non ha fatto ricorso al Tar sul calendario venatorio? Un calendario che fa acqua da tutte le parti e che solo grazie al senso di responsabilità del centrodestra, da sempre sensibile alle problematiche del mondo venatorio e combattivo verso l'ambientalismo fondamentalista, non è stato impugnato davanti al Tar. Cosa potrebbe chiedere il Wwf in cambio al Presidente della Giunta il prossimo anno? Staremo a vedere".(com/gil.pet.)