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Febbo su partecipazione Regione a Cop21 Parigi

04 dicembre 2015 - 13:00

(ACRA) - "Dopo la bocciatura del Masterplan (così si dice visto che gli atti come al solito sono secretati e ne ho fatto richiesta il lontano 17 novembre) da parte del Governo Renzi, la Regione Abruzzo si consola con un nuovo primato conquistato a Parigi, dove vanta la delegazione più numerosa alla 21esima Conferenza delle Parti (Cop 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc)". E' quanto dichiara il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo. "Sono oltre dieci i rappresentanti della nostra regione presenti in Francia, guidati dal sottosegretario Mazzocca – spiega Febbo - e costituiscono il gruppo più corposo, non solo tra le Regioni, ma anche tra gli Stati. E' l'ennesima chiara dimostrazione che la Giunta D'Alfonso è molto più attenta alla forma che alla sostanza, attuando quei metodi che hanno portato l'Abruzzo al dissesto: emerge infatti una chiara strategia di promozione del Presidente e della Giunta (chiamata istituzionale) che utilizza tutti i canali a disposizione, dalle affissioni auto celebrative dei 6x3, all'acquisto di spazi pubblicitari su siti internet e televisioni (non tutte però, si noti bene), senza tralasciare l'organizzazione di grandi eventi (vedi quello all'ex Cofa). Inoltre è possibile notare un intenso presenzialismo che non trascura nessun luogo o evento a livello regionale ed extra regionale, dove garantire la partecipazione di qualche componente della Giunta, in primis del Presidente che documenta tutti i suoi spostamenti con album fotografici e un aggiornato diario di bordo anche quando gli capita, molto spesso a dire il vero, di trovarsi all'estero. Porterò la questione all'attenzione sia del Consiglio regionale, sia dell'Autorità di Gestione del progetto Ipa (e Parigi non mi risulta affacci sull'Adriatico). Del resto, che l'attenzione al marketing fosse un punto chiave del 'D'Alfonso pensiero' era chiaro sin dalla campagna elettorale – conclude Febbo - ma è stato confermato anche in questi 2 anni di governo regionale, nel corso dei quali sono stati propinati agli abruzzesi innumerevoli spot promozionali, ma ben pochi atti concreti. Altro che Regione facile e veloce: politicamente e amministrativamente l'Abruzzo torna indietro di 20 anni".