Condividi

Caduti agricoltura: cerimonia a Giuliano Teatino

05 dicembre 2015 - 15:28

(ACRA) – Età troppo avanzata di molti addetti, obsolescenza di macchinari e attrezzature, caratteristiche orografiche del terreno, in tanti punti scosceso. Sono le cause principali degli infortuni in agricoltura, che vedono l'Abruzzo ancora ai primi posti della classifica italiana delle regioni "maglia nera". Il dato è emerso questa mattina a Giuliano Teatino, dove si è tenuta la seconda edizione della "Giornata in memoria dei caduti sui campi", organizzata dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e istituita dalla legge 30 del 2013. Un'occasione che vuol essere non solo una celebrazione in memoria di coloro che hanno perso la vita nei campi mentre svolgevano il loro lavoro (durante il convegno sono state consegnate delle targhe in memoria degli abitanti di Giuliano Teatino vittime di infortuni agricoli), ma anche un momento di riflessione sulla cultura della sicurezza. Al convegno di oggi hanno partecipato il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il Vice Presidente Lucrezio Paolini, l'Assessore regionale all'Agricoltura Dino Pepe, il Presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Lorenzo Berardinetti, il Sindaco di Giuliano Teatino Nicola Andreacola, il Prefetto di Chieti Antonio Corona, il Preside della facoltà di Scienze agrarie dell'Università di Teramo Dario Compagnone e il Direttore regionale dell'Inail Nicola Negri. E Negri ha illustrato i dati più recenti sugli infortuni sul lavoro (riferiti al 2014), che dopo il trend in diminuzione degli ultimi anni, sono tornati – pur se lievemente – a crescere. "Lo scorso anno – ha spiegato – i morti sul lavoro in Abruzzo sono stati 31, mentre nel 2013 erano stati 29. Un dato che, se rapportato al numero degli addetti e alla frequenza, ci pone purtroppo ai primi posti in Italia. In agricoltura, più nel dettaglio, le vittime sono state 7, delle quali 4 in provincia in Chieti. Alla base delle tragedie ci sono soprattutto le caratteristiche dei terreni, che provocano spesso ribaltamenti dei mezzi e anche le condizioni degli stessi macchinari, troppo spesso vecchi e usurati. Va detto, però, che qualcosa sta cambiando nella cultura della sicurezza in Abruzzo, perché nell'ultimo bando a sportello proposto dall'Inail (che prevedeva risorse per un milione di euro), sono pervenute ai nostri uffici circa 1200 richieste per piccoli interventi di messa in sicurezza, riferiti soprattutto a trattori e altri mezzi agricoli. Le risorse erano insufficienti per far fronte a tutte le richieste, ma nel 2016 proporremo un altro bando con una dotazione finanziaria più consistente". "In Abruzzo il legame con la terra è sempre stato forte – ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio – ma il lavoro dei campi ha significato anche un elevato numero di caduti e la giornata della memoria che ci vede riuniti qui oggi, a Giuliano Teatino è, certamente, un omaggio alle vittime, ma soprattutto un monito per ricordarci che la vita è sacra come la terra che si coltiva. E oggi è necessaria una normativa specifica che tenga conto delle peculiarità di un settore già ingolfato dalla burocrazia, ma sono necessari anche dei contributi mirati, che riescano a supportare le imprese nell'importante processo di adeguamento di un lavoro, che avrà sempre più a che fare con l'automazione. E su questo fronte gioca un ruolo fondamentale il nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 che. tra le varie misure. prevede interventi per la modernizzazione delle imprese agricole e, dunque, anche per migliorarne la sicurezza". Sull'importanza di diffondere la cultura della sicurezza si è soffermato anche il Vice Presidente vicario Lucrezio Paolini, che anche nella precedente Legislatura aveva lanciato spesso iniziative su questo tema. "Queste occasioni sono opportunità soprattutto di formazione e informazione per gli addetti del settore – ha rimarcato – l'agricoltura rappresenta, infatti, uno dei pilastri dell'economia della nostra regione, e per questo è indispensabile che gli operatori possano avere la possibilità di lavorare con le migliori garanzie di sicurezza. Credo che il miglior investimento sia la conoscenza, perché conoscere significa prevenire". (f.f.)