Interruzione volontaria gravidanza: proposta di legge Patto per l'Abruzzo in Regione e in Senato
27 gennaio 2026 - 12:49

(ACRA) – Una proposta di legge regionale sul riordino del servizio di interruzione volontaria di gravidanza (IVG), è stata depositata dai consiglieri regionali di opposizione del Patto per l’Abruzzo. Il testo mira a garantire un diritto previsto dalla legge e un servizio che fa parte a pieno titolo dei Livelli Essenziali di Assistenza ed è un progetto pilota, che i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle porteranno domani in Senato, perché diventi esempio guida anche per altre Regioni. Il testo è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Erika Alessandrini con Francesco Taglieri (M5S); Pierpaolo Pietrucci (PD) e Alessio Monaco (AVS) ed intende “rafforzare il ruolo dei consultori, promuove modelli territoriali e ambulatoriali per l’IVG farmacologica, introduce strumenti di coordinamento regionale e sistemi di monitoraggio, con l’obiettivo di migliorare rapidità, prossimità e qualità delle prestazioni”. “Questa proposta – spiega il Patto per l’Abruzzo - nasce dalla necessità di colmare un divario evidente tra quanto previsto dalla legge nazionale n. 194 del 1978 e ciò che accade nella pratica all’interno del Servizio sanitario abruzzese”. Secondo quanto rilevato degli esponenti delle minoranze, “in Abruzzo l’accesso all’IVG è ancora troppo disomogeneo, poco chiaro e fortemente condizionato dall’organizzazione delle singole strutture sanitarie. Tutto questo si traduce in ritardi, difficoltà di accesso e disuguaglianze tra territori e tra donne. Oggi la scarsa organizzazione di alcune Asl e la mancanza di protocolli omogenei rendono il percorso di accesso all’IVG spesso farraginoso e poco fruibile. A pesare è anche l’eccessivo numero di medici obiettori che non svolgono il servizio, lasciando quindi molti territori in balia di se stessi senza un’assistenza medica omogenea. Una situazione che costringe molte donne a spostarsi da una provincia all’altra, affrontando liste d’attesa congestionate e modelli organizzativi inefficienti, con il rischio concreto di non riuscire a rientrare nei 90 giorni previsti dalla legge”. “A questo si aggiunge un’altra criticità rilevante: il trattamento farmacologico per l’IVG, previsto dalla normativa nazionale e sostenuto dalle linee guida, in Abruzzo non è pienamente garantito” registrano i consiglieri. “In molti casi le donne vengono indirizzate verso l’intervento chirurgico anche quando la soluzione farmacologica sarebbe possibile, sicura e più appropriata. Una carenza che non solo sottopone le donne a procedure invasive anche quando potrebbero essere evitate, ma che comporta - sottolineano - anche un costo maggiore per il sistema sanitario, dal momento che l’IVG farmacologica è meno onerosa rispetto all’intervento chirurgico e riduce il ricorso a ospedalizzazioni non necessarie. Criticità di questo tipo non possono essere ignorate e richiedono un intervento chiaro”. “La proposta di legge – precisano - nasce dall’ascolto dei territori e delle realtà associative impegnate su questo tema. Non aggiunge nuovi diritti e non ne sottrae alcuno, non modifica la legge nazionale ma è indispensabile per rendere concreti e realmente esigibili i diritti che già esistono, anche nella vita quotidiana delle donne abruzzesi che purtroppo sono alle prese con un sistema sanitario regionale inefficiente e carente anche su questo fronte. Il provvedimento inoltre si fonda sui principi sanciti dagli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e sulle competenze regionali in materia di tutela della salute e organizzazione del Servizio sanitario, in coerenza con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia sul diritto delle donne a cure sicure e non discriminatorie”. “L’organizzazione di consultori, ambulatori e ospedali determina se un diritto viene esercitato davvero, nei tempi previsti dalla legge e senza ostacoli, o rimane una norma su carta che poi nella quotidianità mette le donne in situazioni di difficoltà. Ed è proprio su questa organizzazione che si inserisce il nostro progetto di legge. In un ambito in cui il fattore tempo è centrale, una buona organizzazione non è una questione burocratica, ma una condizione essenziale per tutelare la salute, la dignità e la libertà di scelta delle persone. L’obiettivo finale è semplice e concreto: assicurare a tutte le donne residenti in Abruzzo, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalla loro condizione sociale, l’accesso a un servizio previsto dalla legge in modo equo, sicuro e appropriato, contribuendo a costruire una sanità regionale più moderna, efficiente e fedele ai valori costituzionali” concludono. (com/red)