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Pichetto Fratin candida l'Abruzzo a regione modello per la riforma del sistema acqua

16 febbraio 2026 - 15:55

(ACRA) - Pescara, 16 febbraio - “La riforma del sistema idrico immaginata per l’Abruzzo potrebbe essere un modello per tutto il territorio nazionale”. A dirlo è il ministro per l’ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto questa mattina, all’Aurum di Pescara, al convegno del Consiglio regionale, “Acqua, la nostra forza”. “La sfida - ha sottolineato - è la modernizzazione del nostro sistema: da parte dello Stato ci saranno sicuramente interventi agevolativi. Servono meno gestori, più robusti, per dare un beneficio maggiore rispetto a un quadro in cui abbiamo un sistema idrico che ha perdite superiori al 40%”. L’evento, introdotto dall’ex consigliera regionale, presidente della Commissione d'inchiesta sull'acqua, Sara Marcozzi, e dai saluti del Sindaco di Pescara, si innesta all’interno del percorso di riforma, avviato in campo normativo regionale, che intende razionalizzare i gestori abruzzesi del sistema acqua. Una legge che dovrà procedere in tempi rapidi, divenendo esecutiva prima della scadenza della maggior parte delle concessioni, fissata a fine 2027. Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, certifica l’avanzamento dell’iter legislativo. “L’Abruzzo chiuderà questa partita in tempo utile per permettere ad Ersi di ridisegnare il sistema di gestione del servizio idrico - dichiara - Tenderemo ad una tariffa giusta che non faccia comunque venir meno investimenti e controlli”. Sospiri si è soffermato, inoltre, sulla modalità di gestione del servizio, esprimendo la sua netta preferenza per la gestione pubblica. Anche il ricercatore e divulgatore scientifico, Mario Tozzi, ospite del convegno, ha rimarcato come “il bene acqua” non possa che essere di competenza esclusivamente pubblica. “Solo il pubblico - ha detto - può coniugare valore etico e costi. Il privato avrebbe comunque poco margine”. Tozzi ha, inoltre, presentato esperienze, anche innovative, che in diversi paesi del mondo hanno contribuito a ridurre sprechi e rendere più sensibili i cittadini sul problema delle risorse. “L’Appenino - ha aggiunto -  è tendenzialmente ricco d’acqua, ma c’è una grande disparità tra i territori”. Il presidente di Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha parlato di “superamento dei piccoli e piccolissimi interessi in nome di un obiettivo generale”. “I limiti dei soggetti dell'attuale gestione del modello che abbiamo ereditato - ha aggiunto - credo che siano sotto gli occhi di tutti: troppi cittadini continuano ad avere problemi ad aprire il rubinetto e a trovare l'acqua potabile dentro casa. Mi auguro che la maggioranza non abbia paura di assumere decisioni e di innovare un modello di gestione per offrire un servizio migliore ai cittadini”. Convergono su un concetto comune gli interventi di Luigi Di Loreto, presidente Ersi, e Giovanna Brandelli, presidente ACA: “l’unica soluzione del problema sta nel riuscire a lavorare in squadra, costruendo forme di aggregazioni reali”. Di particolare rilievo, la presenza dei tre rettori delle università abruzzesi, che hanno inquadrato il tema acqua in ambito sistemico, centrando sulla ricerca e la formazione. “Ritengo essenziale concentrarci sull’analisi dei dati, allo scopo di valorizzare la risorsa acqua, concentrando le informazioni che arrivano dai nuovi contatori e supportando il gestore aquilano”, ha detto Fabio Graziosi, rettore dell’Università dell’AquilaLiborio Stuppia, rettore dell’Università Chieti-Pescara, ha ricordato l’impegno sancito dall’Obiettivo 6 dell'Agenda ONU 2030, "Acqua pulita e servizi igienico-sanitari", che mira a garantire entro il 2030 l'accesso universale ed equo all'acqua potabile, sicura ed economica, e a servizi igienici adeguati per tutti. Christian Corsi, a guida dell’Ateneo teramano, ha parlato di “cambio di paradigma”, studiando l’acqua secondo tra variabili principali: naturale, sociologica ed economica. Ha lanciato, infine, l’idea di un dottorato di ricerca dedicato proprio ai temi legati al sistema idrico. (red)

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