Consiglio regionale Condividi

Demolizione silos dell'ex cementificio di Pescara, Di Marco chiede una Commissione di Vigilanza

22 aprile 2026 - 13:33

(ACRA) – “Un’enorme, immensa, larga, nube grigia ieri ha invaso le strade della periferia ovest di Pescara, una nube di cemento, calce e polvere fuoriuscita da uno dei silos dell’ex cementificio di Pescara, in via Raiale, durante le operazioni di demolizione. Una nube, sicuramente non salubre, che è stata respirata dagli operai presenti, dai passanti, pedoni, automobilisti, ciclisti, motociclisti, ma soprattutto dalle centinaia di residenti nel quartiere che nessuno si è preoccupato di avvisare di quanto stava accadendo, o meglio, di quanto sarebbe accaduto, raccomandando loro di chiudere le finestre di casa, di evitare di sostare all’esterno, e magari di chiudere al traffico la strada creando un raggio minimo di sicurezza” riporta in una nota Antonio Di Marco, vice presidente della Commissione Ambiente e Territorio. “Le immagini di quanto accaduto sono rimbalzate nella tarda serata di ieri sui social, merito di qualche residente che, vista la nube fitta che si stava diffondendo nell’aria, ha avuto l’accortezza e la lungimiranza di girare un video. La dinamica è abbastanza chiara: c’è il braccio di una gru demolitrice che apre un fianco del silos e da lì, a pressione, si scatena l’inferno, con una nube di cemento e calce che si spande tutt’attorno. Inutile anche il fortuito nubifragio che non è riuscito ad abbassare la polvere a terra, anzi il forte vento ha favorito la sua ulteriore dispersione. Da quel momento sappiamo, come da testimonianze inviate sui social, che decine di persone allarmate hanno iniziato a inviare pec al Comune di Pescara, qualcuno dice di aver tentato invano anche con il centralino della Polizia municipale, probabilmente impegnato con le conseguenze dell’improvviso acquazzone, oggi resta il pesante interrogativo su cosa sia accaduto ieri in via Raiale” scrive il consigliere. “Sappiamo che il cantiere fa capo a un’impresa privata che ha acquistato l’ex cementificio, e che da qualche mese ha inaugurato l’intervento di demolizione dell’ex industria, destinata a essere riconvertita con finalità di hub turistico. Abbiamo ancora impresse nella mente le immagini del primo e del secondo colpo di benna, a mesi di distanza, con la presenza del presidente di Regione Marsilio e del sindaco di Pescara Masci, con tanto di elmetti sulle teste – ricorda Di Marco - sopra la gru a schiacciare bottoni come un gioco Lego per adulti, ricordiamo i sorrisi, le pacche sulle spalle, la sicumera dell’essere i più bravi. Peccato che ieri non c’era più la sicumera, non c’erano i sorrisi, non c’erano neanche i fotografi ufficiali delle grandi occasioni, e non c’erano le Istituzioni onnipresenti per i brindisi inaugurali. C’erano però i cittadini attaccati alle finestre cercando di capire cosa stavano respirando a pieni polmoni, cosa stava penetrando nelle loro case, e quali ne sarebbero state le conseguenze sotto il profilo ambientale e sanitario. Soprattutto si chiedevano dov’era la vigilanza di quel cantiere, dov’erano le autorità preposte a garantire la tutela della salute pubblica”. “Porterò il tema all’attenzione della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo – annuncia Di Marco -  chiedendo la convocazione contestuale dei responsabili del cantiere, compreso direttore dei lavori e responsabile della sicurezza, delle autorità sanitarie regionali e cittadine, dei vertici dell’ARPA di Pescara e degli enti preposti a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro”. “Chiare le domande che poniamo sin d’ora alle istituzioni interessate” aggiunge “partendo dalla consapevolezza che sull’ex cementificio è in atto un cantiere privato, ampiamente promosso però dall’orgoglio di tutte le Istituzioni pubbliche che non hanno disdegnato sopralluoghi e presenze ufficiali a ogni aperitivo, rivendicando la paternità di quell’opera, cosa è successo nel pomeriggio del 21 aprile sul cantiere? Qual è con esattezza la natura della nube bianca che è fuoriuscita a pressione dal primo silos demolito e perché non sono state adottate misure strutturali utili a contenere la dispersione della nube nell’aria invadendo tutto il quartiere di Villa del Fuoco, a partire da via Raiale? A fronte di quella fuoriuscita incontrollata, sono state avvisate le Autorità sanitarie, a partire dalla Asl e dall’ARPA per l’esecuzione urgente e tempestiva dei campionamenti dell’aria per scongiurare fenomeni di inquinamento ambientale e quindi danni a carico della popolazione? Sapendo che ieri si sarebbe proceduto con la demolizione del primo silos, chi si è assunto la responsabilità di non chiedere e predisporre la chiusura al traffico di via Raiale e anche dell’asse attrezzato, entrambi invasi dalla nube, creando non solo rischi sanitario-ambientali, ma anche alla circolazione stradale per la ridotta visibilità? A fronte di quelle immagini rimbalzate sui social e divenute ormai virali – si chiede Di Marco - le istituzioni cittadine, a partire dal sindaco che, ricordo, è il primo responsabile della salute della popolazione, ha provveduto a chiedere spiegazioni all’impresa impegnata sul cantiere e al responsabile della sicurezza, oltre che a inoltrare una formale segnalazione alle Autorità competenti di garantire il rispetto delle leggi e della giustizia? Cosa prevede il Piano della Sicurezza evidentemente, supponiamo, depositato in Comune con il progetto di demo-ricostruzione (e fondamentale per il rilascio delle licenze edilizie), in riferimento alla demolizione dei silos, ex depositi del cemento prodotto dall’azienda? Come mai quel silos era ancora pieno di quel materiale fuoriuscito? Erano state effettuate delle verifiche e ricognizioni preliminari? In caso affermativo, perché non si è studiato un modo alternativo per svuotare il silos prima della sua demolizione a colpi di benna? Esistono delle relazioni progettuali che attestino le condizioni attuali degli altri silos, ovvero cosa contengono, con delle prescrizioni precise circa il loro abbattimento? Prima di autorizzare la realizzazione del progetto Hub Turistico, è stata indetta e chiusa la conferenza dei servizi con l’acquisizione di tutti i pareri istituzionali?” “ A tal proposito chiederemo di vedere in Commissione i verbali della conferenza dei servizi con le eventuali prescrizioni circa il cantiere, con la consapevolezza che quell’area ha ospitato un cementificio e non un vivaio di betulle e orchidee. C’è qualcosa che evidentemente non ha funzionato all’interno dell’intervento, qualcosa che ora potrebbe aver creato un pregiudizio ambientale sulla salute pubblica, e sul quale vogliamo vederci chiaro. Al Comune di Pescara ufficializzeremo tutti gli atti, eventualmente anche chiedendo la sospensione dell’intervento in corso  - conclude - fino a quando non avremo certezze circa gli aspetti inerenti alla pubblica incolumità”. (com/red)

Notizie correlate