Di Marco sull'alienazione della sede di Pescara della Camera di Commercio
27 aprile 2026 - 09:05

(ACRA) - "Una fusione tra due o più Enti si realizza quando gli stessi cessano di esistere come soggetti autonomi per dare vita a un nuovo ente distinto, a un nuovo soggetto giuridico, a cui vengono trasferiti diritti, obblighi e patrimonio. Una fusione non è un’annessione, né una incorporazione, ed è stata una fusione quella che si è realizzata tra le due distinte Camere di Commercio di Chieti e di Pescara, dando vita a un unico Ente Camerale. Nella organizzazione del processo alcuni uffici sono stati riorganizzati tra le sedi di Chieti e Pescara, molti servizi sono stati digitalizzati, come il registro imprese, certificati, supporto export, e soprattutto è aumentato il peso dell’Ente nel dialogo con Regione e Istituzioni, che era il vero obiettivo dell’intera operazione, dunque razionalizzazione e unificazione per contare di più. Credo che sia giusto e corretto rammentare tali dettagli, ricchi di significato e di consequenzialità, per non perdere mai di vista la mission più autentica della Camera di Commercio: operare a tutela e supporto del mondo dell’impresa, sostenere la nascita di nuove start up, snellimento e facilitazione della burocrazia, e vicinanza ai territori, garantendo la conservazione di presidi di rappresentanza istituzionale che non si riducano a una sportellistica di ricezione pratiche e rilascio certificazioni di esistenza in vita. Lo scorso 9 aprile la giunta Camerale di Chieti-Pescara ha approvato una deliberazione per l’attuazione del Piano di razionalizzazione del patrimonio immobiliare che, sostanzialmente, statuisce l’avvio dell’iter procedimentale, in termini di progettazione e nomina RUP, per la realizzazione ‘della sede legale unica presso il complesso del Foro Boario in Chieti, via F.lli Pomilio, mediante la demolizione integrale e la ricostruzione ex novo della Palazzina Uffici, e gli interventi di adeguamento statico e miglioramento sismico dei Padiglioni ‘B’ e ‘C’ dello stesso complesso fieristico-espositivo’. Nella stessa deliberazione si individuano il mantenimento di un presidio di servizi al pubblico nella città di Pescara e la messa a reddito, ovvero l’alienazione, degli ulteriori immobili non più strumentali all’attività istituzionale, segnatamente le sedi storiche di Chieti – Palazzo di piazza Vico n.3 - e di Pescara – via Conte di Ruvo 2, subordinatamente al completamento della nuova sede’. Ora, soprassedendo sulla portata finanziaria ed economica di una tale operazione, mi chiedo cosa renda una sede storica, come quella della Camera di Commercio, a Pescara, in via Conte di Ruvo, una struttura ‘non più strumentale all’attività istituzionale dell’Ente Camerale’? Ricordo innanzitutto il valore storico del fabbricato: progettato negli anni ’30 da Vincenzo Pilotti, sede del Palazzo dell’Economia Nazionale, poi trasformato nel dopoguerra in Camera di Commercio, è da sempre il punto di riferimento visivo, emotivo e professionale per chi fa impresa sul nostro territorio. E’ per definizione il luogo degli incontri economici, un alimentatore e incubatore naturale di dibattito e confronto istituzionale, una sede di prestigio che impone rigore e impegno a chi varca la sua soglia, il luogo in cui anche la politica si spoglia della sua eventuale ridondanza e prolissità, per farsi concretezza d’azione. Quella Sala Camplone del primo piano ha ospitato grandi Presidenti camerali, Presidenti operosi e operai, persone che di giorno vestivano la giacca e la cravatta di rappresentanza istituzionale, e la sera reindossavano il pullover del lavoro. Penso a Gilberto Ferri, un uomo che ha contribuito agli anni inimitabili del boom economico adriatico, Presidente della Camera di Commercio di Pescara dal 1979 al 1997, ben 18 anni. Durante la sua Presidenza fu realizzato il porto turistico Marina di Pescara, presero forma e sostanza gli strumenti finanziari per le imprese come i consorzi fidi, ha lasciato un’impronta rintracciabile nella storia economica della città. Penso a Ezio Ardizzi, presidente in una fase di transizione molto delicata e strategica, l’uomo che ha concentrato le proprie energie nella facilitazione dell’accesso al credito per le piccole imprese e nella promozione dell’export organizzando missioni e incontri cruciali con i mercati esteri per aiutare le imprese locali a uscire da una dimensione troppo “provinciale”, generando 3 risultati essenziali: la progressiva digitalizzazione dei servizi, il miglioramento del registro imprese e la semplificazione amministrativa. Penso a Daniele Becci, purtroppo scomparso prematuramente, che è stato il primo Presidente delle Camere di Commercio unificate, assumendo sulle proprie spalle una responsabilità strategica enorme che ha saputo portare avanti con grande consapevolezza e professionalità. Sono tre nomi che riassumono almeno trent’anni di storia economica cittadina, 3 Presidenti che hanno dato personalità istituzionale all’Ente Camerale, identificabile con la loro voce, con i loro nomi, con la loro capacità decisionale e attuativa. Tre personalità che hanno dato identità alla stessa Camera di Commercio, e mai, nessuno dei tre, avrebbe pensato di definire la sede pescarese ‘non più strumentale all’attività istituzionale dell’Ente’. Parimenti anche la sede storica di Chieti non può finire al macero per la storia e le ambizioni che merita ancora di esprimere e rappresentare per tutta la città. Credo che lavorare per l’innovazione, per l’ammodernamento, persino per l’eventuale ingrandimento, non significhi cancellare la storia e i suoi simboli. Vale per la sede teatina dell’Ente camerale, in via Vico, vale per la sede di Pescara, in via Conte di Ruvo, che non è struttura secondaria, ma deve conservare, anche nell’immaginario e nella considerazione collettiva, la sua nobiltà e rilevanza. Non si riduca un processo di fusione a una dimensione campanilistica, ma si conservi il doveroso rispetto territoriale per una rappresentanza che non è mai stata di pura facciata, di visione estetica, ma è stata simbolo di operatività capace e strutturata. La deliberazione va ovviamente cambiata. La presenza sostanziale della Camera di Commercio su Pescara non può essere ridotta alla conservazione di sportelli al cittadino, in un’era di digitalizzazione tanto avanzata da sembrare una disattenzione superficiale. Si mantengano per Chieti e Pescara identica attenzione e riguardo, al fine di non sminuire la rilevanza stessa di quella operazione di fusione che fu dimostrazione di coraggio e di modernità". Così il consigliere regionale Antonio Di Marco. (com/red)