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Di Marco su Premio Parco Majella: "Riferimento per la cultura ambientale"

20 luglio 2026 - 10:10

(ACRA) - "Ventinove edizioni rappresentano un patrimonio culturale costruito con costanza e visione. Il Premio Parco Majella è stato fra i primi in Italia a parlare di ambiente, biodiversità e sostenibilità quando questi temi non occupavano ancora il centro del dibattito pubblico. Oggi, alla vigilia del trentennale, possiamo dire che è la cultura a dare voce ai borghi e alle aree interne. Abbateggio ha scelto questa strada quasi trent'anni fa e continua a percorrerla con convinzione, facendo crescere un Premio nazionale che appartiene all'Abruzzo, terra straordinaria di biodiversità, ma anche laboratorio naturale dove costruire una nuova cultura della transizione ecologica”. Lo scrive il consigliere regionale, Antonio Di Marco, che è anche presidente del Premio, a pochi giorni dalla conclusione dell’evento culturale che si è svolto nei giorni 17 e 18 luglio.

Sono state oltre 120 le opere giunte quest'anno al vaglio della Giuria Tecnica, selezionate fino alla rosa dei finalisti poi affidata alla Giuria dei Lettori, protagonista, nella serata di venerdì, di uno dei momenti più identitari del Premio: il confronto diretto con gli autori. La cerimonia finale ha così sancito i vincitori della XXIX edizione. Per la sezione Poesia il riconoscimento è andato a Luigi Natale con “Neve, vento, sassi”, una raccolta che restituisce, attraverso gli elementi della sua Sardegna, un racconto intenso fatto di paesaggio, appartenenza e memoria. La sezione Saggistica è stata vinta da Giuseppe Sabella con “La grande transizione del capitalismo. Dal laboratorio del giuslavorista Marco Biagi”, un'opera che affronta il delicato rapporto tra sviluppo economico e sostenibilità, offrendo una riflessione di grande attualità sul futuro dei modelli produttivi. A chiudere la manifestazione è stata la proclamazione del vincitore della sezione Narrativa, assegnata allo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov, tra le più autorevoli voci della letteratura europea contemporanea, premiato per “Il giardiniere e la morte” (Voland), un romanzo capace di trasformare il dolore della perdita in una riflessione universale sul tempo, sulla cura e sul significato dell'esistenza. Nel ricevere il riconoscimento, Gospodinov ha sottolineato come il valore più autentico del Premio risieda nella sua capacità di creare comunità attraverso la letteratura, facendo incontrare autori, lettori e territorio. Accanto ai premi principali sono stati assegnati i riconoscimenti speciali che da anni qualificano ulteriormente il prestigio della manifestazione. La Medaglia della Presidenza del Senato della Repubblica è stata conferita a Costantino Felice per "Un Mezzogiorno particolare. Storie dell'Abruzzo: contro i luoghi comuni e le retoriche identitari"e; la Medaglia della Camera dei Deputati a Laura Cappellazzo per "La brigata dei fiori selvaggi"; il Premio Speciale del Presidente ad Andrea Ferrazzi per "Le parole della sostenibilità. Il futuro nelle nostre mani"; il Premio Speciale della Giuria a Lucio Di Cicco per "La bottega del pane"; il Premio Speciale Scienza per la Custodia del Creato alla ricercatrice abruzzese Maria Rita D'Orsogna; il Premio alla Carriera per il Giornalismo, con il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo, a Mauro Suttora. Un premio sentito e commovente quello alla memoria di Mario Mazzocca, già sindaco di Caramanico e sottosegretario alla Presidenza della Regione con Luciano D’Alfonso, mancato alla comunità delle aree interne prematuramente, un grande amico del Premio.

“Continueremo a investire su questo percorso, perché custodire la natura significa custodire il futuro delle nostre comunità”, scrive Di Marco in conclusione e chiosa: “Il successo della XXIX edizione è stato possibile grazie al lavoro della Giuria Tecnica, della Giuria dei Lettori, che ancora una volta ha saputo interpretare con competenza e sensibilità il proprio ruolo, e dei tanti volontari che, con passione e dedizione, hanno reso possibile ogni momento della manifestazione, contribuendo a fare del Premio Parco Majella un punto di riferimento nazionale per la cultura ambientale”.

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