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Blasioli su scuole Penne: "Istituto Marconi fuori sede da nove anni. Via ai sopralluoghi"

09 gennaio 2026 - 15:57

(ACRA) - "Passano gli anni ma l’ITCG “Guglielmo Marconi” di Penne è ancora lontano dal tornare nella sua sede storica. Era il lontano 2017 quando la combinazione di neve e terremoto determinò il crollo di parte del soffitto, costringendo professori e studenti ad abbandonare palazzo De Sterlich, situato nel centro cittadino, per poi trovare ospitalità nel 2019 in un MUST (moduli a uso scolastico temporaneo, allestiti in località Fonte Nuova) realizzato grazie al contributo della Regione Abruzzo a guida centrosinistra". Lo scrive il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli, che questa mattina, insieme al consigliere provinciale del Partito democratico, Piero Giampietro, e la segretaria del Circolo democratico di Penne, Margherita D’Agostino, ha tenuto una conferenza stampa sul tema. "Mentre nelle precedenti conferenze stampa abbiamo messo in evidenza i ritardi e le anomalie, questa volta ci preme sottolineare la scarsa capacità della nostra Regione di incidere presso le istituzioni romane - sottolinea Blasioli -, sebbene i due governi, quello regionale e nazionale, abbiano lo stesso colore politico. Se è vero, infatti, quello che ha accertato il consigliere provinciale Piero Giampietro, e cioè che sarebbero stati risolti i problemi degli impianti (per un importo minimo di  35.000 euro) che non potevano trovare copertura nel finanziamento legato al terremoto (inserendoli come lavori complementari) e ci sarebbe il parere positivo della struttura di missione del terremoto di Teramo già da agosto 2025, ma mancherebbe il via libera della Cabina di regia nazionale per il terremoto (richiesta per l’aumento del costo dei lavori da 3.189.000 euro a oltre 6 milioni), ci chiediamo come mai questo nulla osta da Roma non sia ancora arrivato. Da agosto sono trascorsi altri quattro mesi e parrebbe che questa cabina di regia non si sia neanche riunita. Per questo oggi presentiamo una risoluzione in Consiglio regionale per sollecitare l’intervento diretto del Presidente Marsilio al fine di far calendarizzare quanto prima questa seduta che potrebbe sbloccare i lavori. L’importanza dell’intervento è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di una scuola superiore di un’area interna, di una comunità scolastica che merita spazi più sicuri e funzionali di quelli in cui è temporaneamente dislocata, di un Comune che, seppur centrale nell’area vestina, negli ultimi venti anni ha perso 1.000 residenti su una popolazione di 11.325 abitanti. Se la Cabina di regia desse il via libera nel giro di un paio di mesi la Provincia potrebbe aggiudicare la direzione dei lavori e l’esecuzione degli stessi, con la prospettiva realistica di un rientro nella sede storica entro i primi mesi del 2028". "Ma c’è dell’altro - aggiunge il Vicepresidente - Il Consigliere provinciale Giampietro ha avuto modo di verificare come alla mozione presentata dai consiglieri provinciali, Emidio Camplese e Antonio Romano, finalizzata al reperimento di 500mila euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli spazi che ospitano gli studenti delle superiori, non sia seguita alcuna variazione al bilancio provinciale tesa a stanziare effettivamente queste risorse. In sostanza, non c’è traccia di questi fondi essenziali per preservare la piena fruibilità dei locali didattici, per questo nei prossimi giorni verrà richiesto un sopralluogo della Commissione per verificare lo stato dei Must e quantificare l’importo necessario per l’intervento manutentivo. La Commissione svolgerà inoltre un sopralluogo presso il Liceo artistico di via Caselli per appurare se in loco si possano ricavare altre 4-5 aule per ospitare gli studenti fino alla riconsegna della sede centrale. Allestire queste aule è fondamentale anche per liberare l’aula magna del Must, che al momento ospita anche una seconda classe, dopo che due giorni fa si è dovuto procedere a liberare i portici per il freddo, ed è quindi inservibile come aula magna. L’obiettivo di rientrare, nella più ottimistica delle aspettative, entro i primi mesi del 2028 nella sede storica, richiede un lavoro coeso dell’intero consiglio provinciale sia per reperire i fondi finalizzati a intervenire sul Must che per trovare provvisoriamente le 4-5 aule mancanti. In quest’ottica, il circolo del Partito Democratico di Penne e i consiglieri comunali di riferimento incalzeranno l’amministrazione comunale a vagliare più soluzioni per il reperimento di queste aule, precisa la segretaria del circolo cittadino Margherita D’Agostino. Crediamo, infatti, sia assolutamente scorretto annunciare finanziamenti inesistenti a studenti che legittimamente reclamano attenzione sulla loro scuola. E ai consiglieri provinciali, in special modo quelli che hanno promesso finanziamenti cui però non sono seguiti atti di modifica del bilancio provinciale chiediamo di attivarsi nel reperimento dei locali mancanti, ancora di più visto l’importante ruolo di Vice Sindaco svolto da uno di essi nella compagine che guida il Comune di Penne". "Confidiamo inoltre nel reale interessamento del Presidente della Regione, il quale ha l’obbligo di dimostrare con i fatti, non più solo con le parole, quanto sia importante combattere lo spopolamento dell'entroterra, cominciando dal salvaguardare gli spazi scolastici. Certo, non è solo dai mancati investimenti sulla scuola che deriva il fenomeno dello spopolamento, ma è proprio sulla scuola che Penne continua a pagare il prezzo più alto. L’unico demansionamento scolastico del 2024 è infatti ricaduto, ricordiamo, sui due istituti comprensivi di Penne: il “Giardini” e il “Ciulli Paratore”, mentre il Marconi continua a vivere in un modulo provvisorio. Restituire dignità e decoro ai nostri istituti scolastici costituisce una delle chiavi per far sì che gli studenti dell’area vestina continuino ad animare il territorio invece di iscriversi nelle scuole di Pescara, ma le scelte del centrodestra regionale e provinciale non sembrano andare in questa direzione, come confermato anche dal progressivo processo di spoliazione cui è soggetto da tempo l’ospedale San Massimo, spesso al centro dei nostri interventi. Nelle aree interne i servizi latitano al pari delle istituzioni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti", conclude Blasioli. (com/red)

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