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Linea Roma-Pescara, Di Marco deposita interrogazione. Vigilanza su liste d'attesa Asl

12 gennaio 2026 - 08:41

(ACRA) – “A distanza di nove mesi dall’inaugurazione del cantiere di Manoppello per la velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara, restano ancora tanti dubbi e punti oscuri. A parte la questione delle mancate coperture per tutta l’opera tanto da farla divenire, nella strategia del presidente Marsilio, infrastruttura militare, serve fare luce e dare risposte alla comunità che merita di sapere anche su altri aspetti fin qui insondati. Così li ho ricompresi in un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Giunta e all’assessore competente”, annuncia il consigliere Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Infrastrutture e Territorio. “Va chiarito, innanzitutto lo stato reale di operatività del cantiere, dove, come segnalatoci anche dal territorio, lavorerebbero sempre meno unità rispetto al ritmo dei primi giorni e a quanto annunciato, e se i lavori siano effettivamente in grado di procedere a pieno regime – sottolinea - . Ma non solo: l’interrogazione affronta anche una serie di aspetti ancora “misteriosi” dell’opera, a partire dai lotti, che non risultano tutti pienamente definiti, autorizzati o conoscibili nei loro contenuti complessivi. Parliamo di un intervento imponente, che incide su ambiente, territorio, imprese e proprietà private e che non può procedere senza un quadro chiaro su autorizzazioni, espropri, tempistiche, risorse e reali condizioni operative, nonché sulle intenzioni relative alle opere viarie chieste dai Comuni in variante e le strategie di delocalizzazione per i due impianti produttivi Orsini-Blasioli e Alfasigma Italia che avrebbero danni maggiori dei vantaggi legati alla realizzazione dell’opera. Tutto questo è ad oggi fermo. Ma la trasparenza non è un optional, bensì un dovere verso i cittadini e le comunità coinvolte, peraltro più volte disatteso nell’iter andato in onda finora, a cui è mancato un confronto di cui la Regione avrebbe dovuto farsi carico. A tal proposito, considero un primo segnale positivo il confronto annunciato in Regione per il 28 gennaio, il primo promosso ufficialmente dal Governo regionale sul progetto, mosso su iniziativa dell’assessora alle Attività produttive, Tiziana Magnacca. È un appuntamento che ho a lungo invocato insieme alle forze di opposizione, perché il dibattito pubblico e istituzionale non può arrivare quando le decisioni sono già calate dall’alto. Continuerò a esercitare il mio ruolo di controllo e vigilanza, perché opere di questa portata richiedono chiarezza, partecipazione e responsabilità, non annunci e zone d’ombra. Il territorio merita risposte e ascolto, non slogan e progetti calati dall’alto con incognite come quelle fin qui viste e sentite”. Inoltre, il consigliere Di Marco, interviene sulle liste d’attesa della Asl di Pescara. “Lo avevo detto chiaramente lo scorso ottobre e lo ribadisco oggi – scrive - alla luce di quanto emerge anche a mezzo stampa: se si fossero verificate le condizioni di incompatibilità, il direttore generale avrebbe dovuto fare un passo indietro. Oggi quelle condizioni non solo si sono verificate, ma sono state formalizzate nero su bianco: la Asl di Pescara si è costituita parte civile contro il suo attuale direttore generale, contro il precedente e contro un funzionario, nell’ambito del procedimento penale sulle liste d’attesa. Un fatto gravissimo, senza precedenti, che apre una questione politica, amministrativa e giuridica enorme. Ma che soprattutto rende non solo opportune, ma necessarie le dimissioni del direttore generale”, chiede Di Marco, che sulla questione ha chiesto una commissione di Vigilanza che si terrà il 29 gennaio. “Come ho già denunciato pubblicamente, da quel momento l’attuale DG si trova in una situazione di incompatibilità evidente, perché ha di fatto – spiega l’esponente PD - una causa pendente con l’ente che dovrebbe amministrare. E la legge è chiarissima: il decreto legislativo 502 del 1992 stabilisce che per ricoprire il ruolo di Direttore generale non devono sussistere incompatibilità, né originarie né sopravvenute. Di questo parlerò anche il 29 gennaio alla commissione vigilanza convocata su mia richiesta proprio su questo caso. Eppure, nonostante ciò, il Direttore generale è ancora in carica, firma delibere e prende decisioni, mentre la Asl chiede nei suoi confronti anche un risarcimento danni per lo stallo delle prestazioni sanitarie. Un cortocircuito istituzionale e amministrativo che non si era mai visto prima. Siamo davanti a un pasticcio amministrativo che si innesta su una sanità già fortemente compromessa, tra deficit, disservizi e liste d’attesa che negano ai cittadini il diritto alle cure. Per la prima volta, inoltre, si parla apertamente di responsabilità per servizi e prestazioni non erogate: un passaggio che non può essere minimizzato. La domanda finale resta, purtroppo, attualissima: siamo davvero sicuri che chi governa la sanità regionale stia applicando correttamente la legge che è chiamato a rispettare? Ora servono scelte chiare. Serve un’azione di responsabilità vera nel rispetto della comunità”, conclude.  (com/red)

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