Il presidente Sospiri e i Consiglieri regionali celebrano L'Aquila capitale della Cultura alla presenza di Mattarella
17 gennaio 2026 - 13:35

(ACRA) - E’ iniziato ufficialmente l’anno della Cultura, con L’Aquila Capitale 2026. L’inaugurazione si è tenuta questa mattina nell’Auditorium della Guardia di Finanza dell’Aquila, luogo di accoglienza all’indomani del sisma del 2009, simbolo di rinascita sociale e culturale 17 anni dopo. Sono intervenuti il capo dello Stato Sergio Mattarella, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Ospiti istituzionali, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, una folta rappresentanza dei consiglieri regionali, rappresentanti del mondo politico, culturale e intellettuale con la partecipazione di numerosi sindaci, autentica forza e struttura portante della candidatura e della designazione dell’Aquila Capitale della Cultura 2026. La cerimonia è stata curata dal maestro Leonardo De Amicis, con la conduzione di Francesca Fagnani e Paride Vitale.
Saranno oltre 300 gli eventi che porteranno la città territorio, ad allargare e consolidare i propri confini nel cuore degli Appennini, delle aree interne e dei borghi autentici dell’intero Abruzzo.
Giorgio Pasotti, Pietrangelo Buttafuoco e Simone Cristicchi hanno raccontato le origini della città, la nascita e la rinascita, la miriade di capitali e i grandi personaggi a cui l’Abruzzo ha dato i natali da Ignazio Silone a Benedetto Croce, Ennio Flaiano e Gabriele d’Annunzio, passando per l’età classica di Ovidio fino alla contemporaneità di Dacia Maraini con le note di Ennio Morricone molto legato alla città. Le voci di Gianluca Ginoble e Amara, la transumanza e l’emigrazione, con il caldo abbraccio delle corali, dei giovani del Conservatorio “A. Casella”, dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dei Solisti Aquilani hanno accompagnato la cerimonia di apertura.
Un omaggio speciale è stato portato dal capo dello Stato a Celestino V, “il papa Santo che ha fatto dell’Aquila, la capitale del Perdono” alla libertà di Ignazio Silone, al bisogno di pace, di riconciliazione e di speranza con una citazione di Ovidio e dell’età classica per portare un augurio speciale al 2026, come motore di rinascita culturale ed economica, in particolar modo delle aree interne, “le distinzioni tra i centri storici e le periferie svaniscono - ha detto il presidente della Repubblica – ciò che resta periferico è lo squilibrio e la marginalità, la nostra responsabilità è seminare e lasciare traccia”. (red)