Pronto Soccorso Pescara, Penne, Popoli e Case di Comunità: Blasioli chiede di riferire in Aula
19 gennaio 2026 - 09:27

(ACRA) – “Non passa giorno che non riceviamo segnalazioni di persone in fila ai Pronto Soccorso o di pazienti che stazionano sulle barelle per giorni prima di trovare posto all’interno dei reparti” rileva in una nota stampa il vicepresidente del Consiglio regionale, Antonio Blasioli, con i segretari dei circoli del Partito Democratico di Penne e di Popoli. “Da alcuni anni ormai portiamo avanti in proposito un’intensa attività di controllo e denuncia, ma spesso la direzione Asl di Pescara ha avuto modo di precisare che non sussistono problemi di personale, del resto anche la recentissima delibera (revocata) di creazione dell’Admission Room all’interno del Pronto Soccorso non prevedeva alcun incremento di medici”. “Scopriamo oggi che invece anche per quanto riguarda i medici si registra una grave carenza, carenza che in via eccezionale la Asl vorrebbe coprire chiedendo su base volontaria ai medici di altri reparti di effettuare turni aggiuntivi e meglio remunerati. Quello che emerge dai documenti ufficiali della Asl di Pescara - riportano - è gravissimo e non può lasciarci indifferenti. La direzione sanitaria, con una comunicazione interna datata 15 gennaio, certifica una situazione di profonda sofferenza nei Pronto Soccorso di Penne, Popoli, Pescara e nel Servizio sanitario di urgenza-emergenza medica 118, causata dall’impossibilità di procedere alla contrattualizzazione dei medici con rapporto co.co.co. e dalla carenza strutturale di personale medico. La richiesta chiede ai medici dei reparti di aderire, su base volontaria, a turni suppletivi, oltre a quelli che prestano nei loro reparti, all’interno dei Pronto Soccorso. A Popoli e Penne, la copertura dei turni viene rimessa alla disponibilità di medici di Chirurgia e Medicina. A Pescara, si parla esplicitamente di una carenza stimata di almeno 5 unità mediche, con la necessità di ricorrere, in via straordinaria e temporanea, al personale di altri reparti quali dipartimento Chirurgia, dipartimento Medicina, Anestesia e Rianimazione, Cardiologia per turni nelle aree di Admission room, Osservazione, Boarding”. “I turni da effettuare - proseguono - verranno eseguiti al di fuori dell’orario di lavoro e quindi con un aggravio di costi per l’azienda - in quanto effettuati in regime di libera professione, 480 euro lordi per un turno eseguito di mattina o pomeriggio, 640 euro lordi per un turno notturno - da medici che già prestano il proprio servizio, mettendo a dura la prova la loro resistenza fisica e in pericolo la sicurezza dei pazienti. La Asl di Pescara, che ci ha sempre rassicurato sull’adeguatezza dei dirigenti medici, ora si trova a dover chiedere ai medici di altri reparti di supplire alla carenza di medici di Pronto Soccorso”. “Siamo molto preoccupati per questa situazione. In questa Asl la programmazione sanitaria sembra un miraggio e la gestione approssimativa emergenziale permanente. È inaccettabile - sottolineano - che la tenuta dei servizi di emergenza-urgenza venga affidata alla buona volontà dei singoli professionisti, chiamati a coprire turni aggiuntivi in condizioni di precarietà e stress, con notevoli rischi per loro stessi e per i pazienti. È inaccettabile che la sicurezza delle cure venga subordinata all’improvvisazione e alla mancanza di soluzioni strutturali. È inaccettabile, inoltre, che questo aggravio di costi ricada al solito sui cittadini abruzzesi. Già nel mese di febbraio 2025, attraverso un corposo dossier, avevamo evidenziato le gravi criticità dei Pronto Soccorso di Pescara-Penne-Popoli e la carenza di dirigenti medici, ricevendo dai vertici della Asl le solite rassicurazioni, salvo poi scoprire puntualmente che avevamo ragione”. “Chiedo con forza alla Giunta regionale e all’assessore alla Sanità – conclude Blasioli - di riferire immediatamente in Consiglio Regionale sulla situazione dei Pronto Soccorso della Asl di Pescara, di chiarire quali misure si intendano adottare per garantire la continuità assistenziale, e di chiarire la durata di questa misura eccezionale di reclutamento e le modalità che verranno invece adottate al termine di questo periodo. Non vorremmo ritrovarci un giorno con le prestazioni sanitarie dei Pronto soccorso, e quindi della sanità pubblica, appaltate a cooperative o società private”. Intanto il vice presidente Blasioli, riferisce dei cantieri per riorganizzare la sanità territoriale. “Da un paio di mesi sto portando avanti un vero e proprio tour per quei cantieri dove dovrebbero sorgere strutture centrali per la riorganizzazione della sanità territoriale dopo la traumatica esperienza del covid. Dopo le tappe di Montesilvano, Pescara e Penne – riporta - il nostro viaggio approda a Scafa, nell’area ‘ex Sama’, dove è prevista la realizzazione della Casa della Comunità e della Centrale Operativa Territoriale (Cot), entrambe finanziate dal Pnrr. La Casa della Comunità trova il suo finanziamento nel PNRR missione 6 Salute per 1,5 milioni di euro, sono invece 190mila euro le risorse a disposizione per la Cot. Tuttavia, come abbiamo denunciato più volte, è ormai prossima la scadenza del 31 marzo 2026. Ed è proprio entro questa data che le opere finanziate con fondi PNRR devono essere completate, per poi essere collaudate entro giugno dello stesso anno, pena la perdita dell’intero finanziamento, anche della parte di risorse spese. Di fianco alla Casa della Comunità dovrebbe sorgere anche il CERS (Centro Erogazione Servizi, quello che era il distretto sanitario) finanziata dalla Asl, al cui interno dovrebbe essere collocata proprio la Cot, che, come abbiamo detto, è finanziata invece dai fondi PNRR. L’intervento, nel suo complesso, è di fondamentale importanza per l’intera Val Pescara”. “Come anticipato, però, anche in questo caso la situazione è identica a quanto emerso per i siti di via Inghilterra a Montesilvano, via 8 marzo a Pescara e via Caselli a Penne. Ovvero, ritardi enormi sulla scadenza per l’uso dei fondi, errori grossolani e progettazioni incomplete, continue correzioni in corsa che rischiano di compromettere seriamente il rispetto delle scadenze europee”. Blasioli entra quindi nel dettaglio, “il progetto definitivo-esecutivo della Casa di Comunità è stato approvato dalla Asl con Delibera n. 503 del 31 marzo 2023. Sulla base di questo progetto, Areacom ha indetto la gara per la realizzazione aggiudicandola il successivo 18 settembre 2023. Tuttavia, a sei mesi dall'aggiudicazione, la Asl si è accorta che alla ditta vincitrice mancava una qualifica richiesta per l’esecuzione dei lavori - nel capitolato tecnico era richiesta la qualificazione OG11 (impianti tecnologici) invece di quella OG1 (opere edili) -, per cui il 13 marzo 2024, con Determina n. 53, Areacom ha annullato in autotutela la gara. Annullamento di cui la Asl ha preso atto il 24 giugno 2024, cioè tre mesi dopo, con la Delibera n. 727. Insomma, tra gara errata e annullamento si sono persi 9 mesi. Nel frattempo, il 29 aprile 2024, Areacom avvia una nuova gara con Determina n. 89, aggiudicandola il successivo 29 agosto alla ditta Costruzioni Angelico. L'autorizzazione alla stipula del contratto da parte della Asl arriva però decisamente più tardi, lo scorso 17 dicembre, con Delibera n. 1911”. “Dietro i ritardi, lo scontro tra azienda sanitaria e Areacom sulle cifre dell’affidamento, in quanto la Asl sosteneva che fossero inferiori di ventimila euro rispetto a quanto indicato da Areacom. Morale della favola, per dirimere la controversia si ricorre ad una consulenza legale dal costo di 12.000 euro, praticamente poco meno della differenza contestata che si cercava di risparmiare. Dall’approvazione del progetto all’affidamento dei lavori sono dunque passati venti mesi, mentre dall’accordo di programma tra Comune e Asl per l’utilizzo delle aree, stipulato il 20 settembre 2022, sono trascorsi addirittura più di due anni. Senza considerare - aggiunge ancora - che, anche qui come altrove, i fondi iniziali erano carenti per 250.000 euro, e per questo motivo è stata approvata una modifica del piano economico che prevede un incremento dei costi del 29% (una Delibera in cui delle cifre erano sbagliate, per cui è stato necessario correggerla con un’altra Delibera, la n. 1147 del 13/8/2025). Insomma, il solito pastrocchio che ha dell’incredibile. Ma non è tutto. Ciò che più balza agli occhi, infatti, è l’evidente ritardo dei lavori. Della Casa di Comunità è visibile a malapena uno scheletro e il 31 marzo, tra soli due mesi, scadrà il tempo per il completamento dell’opera, al netto di eventuali proroghe europee che auspichiamo ma che al momento non sono all’orizzonte. Fortunatamente, verrebbe da dire, è stata tenuta fuori dalla gara della Casa di Comunità la demolizione dei manufatti presenti nell'area, finanziata con fondi Asl. Anche per quanto concerne il Centro Erogazione Servizi (CERS) i lavori sembrano in alto mare. Infatti, pur essendo finanziato con fondi ASL, anche il CERS è in un certo qual modo soggetto alle strette tempistiche del PNRR, poiché la centrale operativa territoriale che dovrebbe nascere al suo interno è invece finanziata con fondi PNRR”. “Qualche giorno fa abbiamo letto le preoccupazioni più che legittime del Sindaco di Scafa Giordano Di Fiore. Forse sarebbe più corretto parlare di resa per manifesta incapacità, quella del centrodestra regionale, incapace di realizzare opere fondamentali per la medicina territoriale e per le aree interne, pur nella disponibilità provvidenziale dei fondi PNRR. Chiedo dunque, anche in questo caso, al presidente Marsilio - conclude il vicepresidente - ampie rassicurazioni che le opere vengano completate con fondi PNRR o regionali, e chiedo una rimodulazione di questi fondi che eviti il rischio di perderli”. (com/red)