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Pietrucci su "Giornata della Memoria": bisogna imparare a riconoscere il male dei nostri giorni

27 gennaio 2026 - 14:36

(ACRA) - "Ecco perché oggi la Giornata della Memoria ci serve più che mai. Perché è l'unico allarme che ci resta. Siamo diventati bravissimi a condannare il male dei libri di storia, ma siamo analfabeti davanti a quello di oggi: quello che porta la cravatta e parla la nostra lingua". Lo scrive in una nota il consigliere regionale PD, Pierpaolo Pietrucci, e aggiunge: "Il nostro sistema è in tilt. Siamo cresciuti dividendo il mondo tra vittime e mostri, e ora che vediamo chi è stato vittima ieri usare contro i palestinesi gli stessi metodi dei carnefici di allora, restiamo zitti. Per l'imbarazzo scegliamo l'indifferenza. È lo stesso silenzio che ci blocca mentre le democrazie muoiono: dall'America di Trump, che sdogana la caccia all'uomo, alle piccole ingiustizie che accettiamo noi ogni giorno in nome della 'sicurezza'. La democrazia non muore con un botto, muore un passo alla volta nel nostro silenzio. Muore quando pensi che, finché non toccano te, va bene così. Oggi ricordare significa reimparare a rompere questo silenzio, a toglierci il dubbio atroce che, se fossimo vissuti allora, saremmo stati proprio come siamo ora: silenziosi, impreparati, convinti che il cerchio si sarebbe fermato prima di noi". "La Memoria serve a non aspettare che il male indossi una divisa per reagire, perché allora sarà tardi. Alziamo la testa e agiamo ora. Prima che quella porta che oggi resta chiusa, sia la nostra", conclude Pietrucci. (com/red)

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