Atto aziendale Asl Teramo, Cavallari: Comitato ristretto dei Sindaci faccia chiarezza
02 febbraio 2026 - 12:17

(ACRA) – “La bocciatura dell’atto aziendale della Asl di Teramo non è un semplice passaggio burocratico: rappresenta una delle pagine più nere e umilianti della storia sanitaria della nostra provincia. Questo atto certifica, senza più alibi, la totale mancanza di rispetto dell’assessore Nicoletta Verì e del presidente Marco Marsilio nei confronti del territorio teramano”, è quanto dichiara il capogruppo di Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari. “A rendere la vicenda ancora più grave - spiega - è l’opacità che da settimane avvolge lo stesso atto aziendale. Da oltre due settimane viene dato per bocciato dall’Agenzia Sanitaria Regionale, sotto la direzione del dott. Cosenza, ma secondo i rappresentanti del centrodestra questa bocciatura non sarebbe ancora definitiva. Come se un atto respinto potesse restare sospeso in un limbo amministrativo, potenzialmente ancora adottabile e approvabile. Un’incertezza incomprensibile e inaccettabile, che alimenta confusione e mina la credibilità delle istituzioni, mentre il destino della sanità teramana resta avvolto in un silenzio che ha ormai il sapore del mistero”. “Bisogna smettere di giocare con le parole: la Chirurgia di Sant’Omero non era un’idea sulla carta, ma una struttura esistente e operativa; Malattie Infettive a Teramo non era un’ipotesi per un progetto futuro, ma un reparto d’eccellenza fondamentale; la retrocessione della Medicina Trasfusionale da UOC a UOSD rappresenta un evidente ridimensionamento che mette a rischio la sicurezza delle cure” aggiunge Cavallari. “Il direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale ha applicato una logica puramente ragionieristica, una vera e propria mannaia contabile che ignora i bisogni reali dei malati. Si è scelto deliberatamente di colpire le funzioni cliniche – quelle che curano le persone – invece di avere il coraggio di intervenire sulle UOC amministrative. Ancora una volta si sacrifica la salute per tutelare l’apparato burocratico. Tutto questo avviene ai danni dell’unica Asl che negli ultimi anni ha chiuso i bilanci in attivo, mentre altre aziende sanitarie accumulavano milioni di euro di deficit. Un paradosso inaccettabile: Teramo, che ha dimostrato rigore e responsabilità, viene trattata come una provincia sacrificabile, costretta a pagare il prezzo dell’inefficienza altrui. Il quadro politico è desolante. Mentre la maggioranza regionale è paralizzata da scontri interni e giochi di potere, assistiamo all’imbarazzante silenzio dei consiglieri regionali di maggioranza eletti nel nostro territorio. È evidente che le decisioni vengono prese sopra le loro teste, rendendoli di fatto spettatori mentre Teramo viene declassata a provincia di serie B”. “Altrettanto grave è il silenzio assordante del Comitato Ristretto dei Sindaci. Di fronte a un attacco così pesante - prosegue il capogruppo - e a una situazione così opaca, l’assenza di una reazione istituzionale non è più prudenza: è omissione politica. Non c’è più spazio per ambiguità o attendismi. È arrivato il momento di convocare immediatamente il Comitato Ristretto dei Sindaci per fare chiarezza definitiva sul destino dell’atto aziendale”. “Ognuno deve assumersi pubblicamente le proprie responsabilità: i cittadini hanno il diritto di sapere se chi li rappresenta - conclude - sta dalla parte del territorio o dalla parte di chi lo sta smantellando”. (com/red)