Commissione Pari Opportunità su Giornata contro le mutilazioni genitali femminili
06 febbraio 2026 - 09:39

(ACRA) - In occasione della Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, la Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo richiama con fermezza l’attenzione sulla gravità di una pratica che rappresenta una delle forme più estreme, invasive e invalidanti di violenza contro donne e bambine. "Le mutilazioni genitali femminili (mgf) - si legge nella nota Cpo - non possono essere considerate un rito, né una tradizione culturale da preservare: sono una brutale aggressione che segna in modo indelebile l’esistenza di chi la subisce, compromettendo salute, dignità e libertà. Le MGF costituiscono una menomazione permanente. Provocano sofferenza estrema, compromettono funzioni vitali e espongono a complicazioni mediche croniche. Si tratta della negazione più radicale del diritto fondamentale all’integrità fisica. Accanto al danno fisico, si aggiunge una violenza psicologica silenziosa e duratura: lo shock del tradimento, la frattura nella percezione di sé, il peso emotivo che può sfociare in disturbi post-traumatici. È un tentativo di annientare l’autonomia e la libertà della donna attraverso il controllo del suo corpo". La presidente Cpo Abruzzo, Rosa Pestilli, dichiara: “Il corpo di ogni donna e di ogni bambina appartiene soltanto a lei. Ogni intervento coercitivo è un atto di violenza che la società intera deve condannare senza esitazioni. La tutela dell’integrità fisica e psicologica è un dovere collettivo, che chiama in causa istituzioni, comunità e sistemi educativi. La Cpo Abruzzo continuerà a promuovere una cultura della protezione, del rispetto e della cura, affinché nessuna forma di violenza venga tollerata o ignorata”. La Commissione ribadisce la propria determinazione nel: sostenere percorsi di prevenzione e informazione; promuovere iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nei territori; collaborare con istituzioni, enti sanitari e associazioni; rafforzare la cultura dei diritti umani e dell’autodeterminazione femminile. "Le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti fondamentali. Contrastarle significa difendere la dignità, la salute e il futuro di migliaia di donne e bambine nel mondo", dice in conclusione la Commissione. (com/red)