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Giornata del Ricordo: domani convegno Iasric su profughi giuliano-dalmati in Abruzzo

09 febbraio 2026 - 10:16

(ACRA) – L'Aquila, 9 febbraio - L’Istituto abruzzese per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, Iasric, in occasione del Giorno del Ricordo, terrà un incontro nella Sala Ipogea del Consiglio regionale dell’Abruzzo all’Aquila, domani martedì 10 febbraio, alle ore 10. Parteciperanno gli studenti degli Istituti superiori ‘Colecchi-Da Vinci’, ‘Bafile-Muzi’, ‘A. d’Aosta’ e del Convitto nazionale ‘Domenico Cotugno’. Al centro dell’iniziativa, patrocinata dal Consiglio regionale, un approfondimento dedicato a una pagina poco conosciuta della storia del secondo dopoguerra: l’accoglienza dei profughi giuliano-dalmati in Abruzzo. Il presidente dello Iasric, Carlo Fonzi, introdurrà i lavori; seguirà l’intervento del presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli, sul tema ‘Identità nazionale e confini’; e di Costantino Di Sante, UniMol-Iasric, autore con Enrico Miletto dell’Atlante interattivo, "I centri di raccolta dei profughi giuliani e dalmati in Abruzzo. Una storia ancora da scrivere: l’ex colonia montana di Roio dell’Aquila e la caserma Berardi di Chieti”.

L’iniziativa intende riportare l’attenzione sui centri di raccolta che, tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta, ospitarono migliaia di italiani costretti all’esodo dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. Un fenomeno di portata nazionale che trovò espressione concreta anche nel territorio abruzzese, attraverso luoghi oggi in parte dimenticati. Al centro dell’incontro vi saranno dunque due casi emblematici: l’ex colonia montana di Roio dell’Aquila e la caserma Berardi di Chieti, strutture riconvertite in spazi di prima accoglienza per famiglie segnate dalla perdita della propria terra e dalla difficile ricostruzione di una nuova vita. Di Sante, guiderà il pubblico in un percorso di ricostruzione storica basato su fonti documentarie, testimonianze e contesto territoriale. L’intervento metterà in luce il ruolo svolto dall’Abruzzo e dalle sue comunità locali in una fase complessa della storia repubblicana italiana, ancora oggi bisognosa di studio e approfondimento. L’incontro si propone non solo come momento commemorativo, ma come occasione di riflessione civile e culturale, volta a restituire dignità e visibilità a una storia ancora da scrivere, radicata nei luoghi e nella memoria collettiva. Ricordare significa anche riconoscere, comprendere e trasmettere alle nuove generazioni, il valore della memoria come strumento di consapevolezza e responsabilità. (red)

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