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Menna-Cavallari su Protezione Civile: meno personale e nessuna catena di comando

17 febbraio 2026 - 16:13

(ACRA) - "Altro che polemica sugli straordinari. Il punto da cui siamo partiti resta intatto: la decisione di limitare il riconoscimento dello straordinario ai dipendenti impegnati nei progetti europei colpisce personale altamente qualificato e disincentiva attività finanziate con fondi dedicati, che non gravano sul bilancio ordinario. Ma oggi il quadro è ancora più grave", lo dichiarano i consiglieri regionali degl gruppo "Abruzzo Insieme", Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna. "Il Piano Integrato di Attività (PIAO) e Organizzazione 2026, approvato dal Direttore dell’Agenzia il 31 gennaio scorso come previsto dalla legge, certifica una carenza di 21 unità di personale, pari al 40% dell’organico attuale, e la mancanza di due dirigenti, tra cui quello del Servizio Emergenze", spiegano i Consiglieri e sottolineano: "Il Servizio Emergenze non ha né dirigente né responsabile di ufficio, il che significa che, in caso di calamità, non esiste una catena di comando formalmente definita. Questo è un fatto amministrativo, non una valutazione politica. La carenza di personale determina inoltre gravi difficoltà nella copertura delle turnazioni e della reperibilità del Centro Funzionale, la struttura che monitora il rischio meteorologico e idrogeologico ed emette le allerte ai Sindaci, come segnalato più volte dai responsabili di ufficio tramite note formali e verbali interni. Le stesse criticità riguardano la sala operativa, cuore del coordinamento nelle fasi emergenziali. Tradotto in termini semplici: con il 40% di personale in meno, senza dirigenti e con turnazioni scoperte, il sistema di allertamento e risposta rischia di reggersi sull’emergenza permanente. A peggiorare il quadro, il Piano Integrato risulta approvato senza adeguata copertura finanziaria, impedendo all’Agenzia di procedere alle assunzioni necessarie per colmare le carenze già certificate. Siamo davanti a un paradosso amministrativo e politico: si certifica una carenza del 40% del personale, ma non si garantiscono le risorse per superarla. In questo contesto, limitare la partecipazione ai progetti europei o comprimere il riconoscimento dello straordinario appare inefficace e miope. Non si colma una carenza strutturale riducendo le missioni o limitando lo smart working, e non si rafforza una struttura indebolendo ulteriormente la motivazione interna". "Un ulteriore elemento da sottolineare: il principio di sussidiarietà nei confronti del Dipartimento nazionale della Protezione Civile è stato riportato in un verbale interno della Protezione Civile regionale. Questo certifica la difficoltà strutturale del sistema regionale. La domanda è inevitabile: quale capacità di risposta può garantire oggi la Protezione Civile regionale dell’Abruzzo con il 40% di personale in meno, senza dirigenti nel Servizio Emergenze e con un piano di fabbisogno privo di copertura finanziaria? La responsabilità non è tecnica, è politica. Abruzzo Insieme chiede una assunzione immediata di responsabilità da parte della Giunta regionale e del Presidente Marco Marsilio: copertura finanziaria immediata del piano assunzionale; nomina urgente dei dirigenti mancanti; ripristino della catena di comando nel Servizio Emergenze; rafforzamento del Centro Funzionale e della sala operativa; revisione della decisione sugli straordinari nei progetti comunitari. L’Abruzzo è una regione che negli ultimi vent’anni ha conosciuto calamità di rilievo nazionale. Indebolire la propria Protezione Civile significa esporsi a rischi non sottovalutabili. La sicurezza dei cittadini non si garantisce con comunicati rassicuranti, ma con personale, organizzazione e responsabilità politica. Su questo punto non arretreremo di un passo", concludono i consigliei Cavallari e Menna. (com/red)

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