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Medici in aree montane e disagiate, Monaco: incentivi insufficienti, diritto alla salute a rischio

24 marzo 2026 - 16:22

(ACRA) – Oggi in Consiglio Regionale è stata discussa l’interpellanza urgente presentata dal capogruppo Alessio Monaco (Alleanza Verdi e Sinistra) sulla delibera di Giunta regionale che definisce le zone disagiate e disagiatissime per la medicina generale e pediatrica. “Monaco ha evidenziato come la Regione abbia adottato un criterio basato sulla percentuale di superficie comunale sopra i 599 metri, invece che sull’altitudine del centro abitato principale, come previsto dai parametri ISTAT” rileva una nota stampa. “Questo approccio crea distorsioni e ingiustizie, escludendo comuni montani con centri abitati sopra i 600 metri e includendo comuni a bassa quota solo per porzioni di territorio elevate. Durante la discussione, sono state confermate le perplessità sulla inefficienza delle azioni regionali a tutela delle aree disagiate e disagiatissime. Gli incentivi previsti – 400 euro lordi al mese per le zone disagiate e 600 euro per le disagiatissime – risultano ampiamente insufficienti, e di fatto i cittadini di queste zone vengono penalizzati, senza garanzia del diritto alla salute sancito dalla Costituzione. A titolo di confronto, in Sardegna i medici che operano in aree disagiate e disagiatissime ricevono un incentivo mensile che può arrivare fino a 2.000 euro, dimostrando che è possibile valorizzare concretamente chi lavora in territori difficili, accompagnando gli incentivi con strumenti organizzativi come le AFT e le Case di comunità” commenta il capogruppo. “La questione degli incentivi si inserisce in un contesto nazionale più ampio di criticità della medicina generale, con i sindacati dei medici di famiglia che evidenziano carenze strutturali, perdita di attrattività della professione e insufficienza delle misure contrattuali. Anche il rinnovo dell’accordo integrativo regionale è stato oggetto di critiche, confermando la necessità di adottare misure concrete e incentivi reali per assicurare la presenza dei professionisti nei territori più difficili” aggiunge. Monaco ha sottolineato “che è necessario definire criteri oggettivi e trasparenti per individuare le zone disagiate e disagiatissime, includendo parametri come l’altimetria dei centri abitati, in modo da riflettere il reale disagio dei territori ed evitare effetti distorsivi. La sanità nelle aree interne non può più essere trascurata – dichiara Monaco – perché molte comunità soffrono la carenza di medici di famiglia e servizi essenziali. In alcuni comuni montani, la figura del medico di base è ormai introvabile, con conseguenze pesanti soprattutto per anziani e cittadini fragili”. “Oggi ho portato questo tema in Consiglio regionale con l’obiettivo di ottenere risposte chiare dalla Giunta, rivedere i criteri attuali e promuovere strumenti concreti che assicurino un sistema di medicina di base capillare, equo e sostenibile per tutti gli abruzzesi. Ancora una volta, la Giunta regionale ha dimostrato l’indifferenza verso i problemi veri delle aree più disagiate” conclude. (com/red)