Seminario uffici stampa. Grasso (Quirinale): "Noi, in equilibrio tra istituzioni e colleghi"
17 aprile 2026 - 17:29

(ACRA) - L'Aquila - “La pubblica amministrazione dovrebbe correggere il tiro sulla selezione dei giornalisti. Rischiamo di avere uffici stampa pieni di giuristi, perché non sempre si riesce a valorizzare le competenze di settore. Forse servirebbero mini-concorsi mirati per categoria”. Giovanni Grasso, portavoce del Presidente della Repubblica, fa risuonare dall’Aquila gli aspetti più critici del rapporto tra giornalismo, istituzioni e politica. Ospite del seminario sulla comunicazione istituzionale, organizzato dal Consiglio regionale dell’Abruzzo, in collaborazione con Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Grasso ci fa sbirciare tra le mura del Quirinale, raccontando aneddoti e buone prassi di chi, da più di trent’anni, lavora al servizio delle principali istituzioni nazionali. “Noi stiamo in questa posizione mediana, – dice – da un lato l’istituzione e dall’altro i colleghi. È un lavoro estremamente delicato e vi assicuro che anche noi, qualche volta, non riusciamo a farci capire”. Tanti i temi che si sono incrociati nel dibattito ospitato a Palazzo dell’Emiciclo, introdotti dai saluti del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri. “La politica sta dall’altra parte della barricata - ha detto - Chiediamo a voi giornalisti pubblici di aiutarci a far capire che non andiamo a spasso e che, dentro le assemblee legislative, si lavora duro per far si che un testo normativo sia ben fatto e compreso. Animiamo spazi di confronto con i cittadini, dentro e fuori le stanze istituzionali, e questo spaccato di quotidiana battaglia lo trasferiamo all’ufficio stampa che è libero, sempre, di veicolare con i suoi filtri il messaggio. Ovviamente resta l’amarezza, quando una mole così importante di impegno viene vanificata dagli organi di informazione con una estrema semplificazione”. A rappresentare la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative c’era il direttore, Donato Robilotta, che ha parlato dei limiti della legge 150 (istitutiva degli uffici stampa pubblici) e della necessità di revisionare la parte di normativa che regola la “par condicio” nella PA. Ad approfondire il tema, Aurelio Biassoni, coordinatore del gruppo “Uffici Stampa” della Conferenza dei Presidenti e direttore della struttura comunicazione del Consiglio regionale della Lombardia, che ha detto: “Il giornalista deve rimanere al centro del processo informativo della pubblica amministrazione. Chiediamo che anche i portavoce politici siano scelti tra colleghi iscritti all’ordine, e lo stesso valga per chi governa la comunicazione a mezzo social. E, inoltre, va rafforzato il ruolo degli uffici stampa, rendendoli obbligatori in tutti gli enti”. Di rispetto deontologico e trasparenza ha parlato Marina Marinucci, che auspica “un recupero della fiducia dei cittadini nei confronti degli organi di informazione”, e tra gli antidoti propone di “tracciare confini più netti tra informazione istituzionale e comunicazione politica” ed “evitare situazioni in cui collaboratori di testate giornalistiche rivestano in contemporanea ruoli informativi all’interno di istituzioni pubbliche o staff politici”. Il consigliere nazionale dell’Ordine, Stefano Pallotta, ha ricordato che la Regione Abruzzo fece da apripista nel settore della comunicazione pubblica, con una legge regionale, antecedente a quella nazionale del 2000, che nel 1985 istituì le prime strutture stampa. A chiudere la prima parte del seminario, Ruben Razzante, professore di diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, che parla del giornalismo come di “una professione da rilanciare con le armi della coerenza e della professionalità”, e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale dice, “può essere una alleata. Ma, se come accade oggi, quando cerchiamo una notizia online, l’algoritmo ci restituisce come prima fonte un riassuntino sostitutivo dei siti informativi, diventa difficile difendere autorevolezza e credibilità dell’informazione”. Al tavolo si sono poi alternati diversi giornalisti della stampa regionale: Stefano Dascoli (Il Centro), Marco Signori (Il Messaggero), Alberto Orsini (Tgr Rai Abruzzo), Azzurra Caldi (“Abruzzoweb”). Hanno raccontato della loro esperienza professionale nel rapporto con le istituzioni e del ruolo della stampa regionale nella narrazione dei fatti politici e legislativi del territorio. (red)