TPL, Cavallari: Il centrodestra tradisce le aree interne. Più costi, meno servizi
27 aprile 2026 - 09:01

(ACRA) - “Dalla Commissione di Vigilanza è arrivata una conferma netta: il centrodestra abruzzese, mentre a parole si dice vicino alle aree interne, nei fatti le sta abbandonando.”Lo dichiara Giovanni Cavallari, Capogruppo regionale di Abruzzo Insieme che aggiunge: “La gestione del trasporto pubblico è ormai fuori da qualsiasi indirizzo politico. Il management di TUA SpA decide in autonomia, perseguendo logiche esclusivamente economico-finanziarie e scaricando sui territori più fragili il peso delle proprie scelte. È una resa della politica, grave e inaccettabile.” La linea è chiara: esternalizzare i servizi nelle aree interne, ridurre le corse, abbassare gli standard e aumentare i costi per cittadini e lavoratori. Altro che efficienza: questo è un disimpegno deliberato che colpisce le comunità montane e accelera lo spopolamento. I numeri parlano chiaro: nelle province dell’Aquila e di Teramo si paga fino al triplo rispetto all’area metropolitana Chieti-Pescara, con biglietti che superano i 4 euro per tratta e abbonamenti che arrivano a costare centinaia di euro in più l’anno. E tutto questo a fronte di un servizio ridotto al minimo, con corse sempre più rare e orari incompatibili con la vita quotidiana di studenti e lavoratori. Si crea così un Abruzzo a due velocità: da una parte territori serviti e integrati, dall’altra cittadini costretti a pagare di più per avere meno. Una disparità inaccettabile che trasforma un diritto essenziale in un privilegio. Gravissima anche la scelta di spingere sulle sub-concessioni ai privati: meno tutele per i lavoratori, salari compressi e qualità del servizio più bassa. Si smantella il pubblico e si costruisce lavoro povero, senza alcuna visione industriale. Il paradosso è evidente: la stessa maggioranza che giustamente mantiene presidi sanitari anche in perdita nelle aree interne, sui trasporti applica la logica opposta, trattandoli come un costo da tagliare. È una contraddizione politica che dimostra tutta l’ipocrisia di questa gestione. Il mancato avvio del biglietto unico regionale, nonostante impegni già assunti, è l’ennesima prova dell’immobilismo della Giunta". “Questa non è inefficienza - conclude Cavallari - è una scelta politica precisa. E noi continueremo a contrastarla con determinazione, perché il diritto alla mobilità non può dipendere dal luogo in cui si vive”. (com/red)