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Ciclopedonale Aterno, Pietrucci: "Che fine ha fatto? Lavori bloccati e senza alcuna strategia"

16 luglio 2026 - 16:06

(ACRA) – “Questo comunicato stampa – a cui faremo seguire interrogazioni in Consiglio regionale e al Comune dell’Aquila – può essere racchiuso nella semplice, brevissima domanda del titolo: che fine ha fatto la ciclopedonale lungo l’Aterno?” chiede il consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci. “Lo chiedo perché nel 2016, ormai 10 anni fa, annunciai l’avvio dei lavori – i primi 6 chilometri di pista ciclabile da Sant’Elia a Fossa – il primo tratto di un’opera che, una volta completata, avrebbe abbracciato tutta la Valle dell’Aterno, da Capitignano a Castelvecchio Subequo, passando per L’Aquila e lo stanziamento di altri 20 milioni di euro (fondi FSC e Restart) per la realizzazione dell’intera opera” spiega. “Dopo quei primi 6 chilometri, con poco più di 2,3 milioni di euro di una rimodulazione di un vecchio FAS, i lavori, affidati al Comune dell’Aquila come ente capofila e stazione appaltante, si sono però bloccati. Di questi lavori ad oggi non si sa nulla. E non c’è una strategia”. “Quando avviammo il progetto non c’erano solo 22 milioni di euro per un itinerario di 90 km. lungo il fiume, ma ci fu il coinvolgimento di Comuni, Università e associazioni. C’era soprattutto una visione d’insieme che guardava – e investiva – sulle infrastrutture turistiche sull’Altipiano delle Rocche, dell’Alta valle dell’Aterno e della Valle Subequana, sulla Rete sentieristica e i Rifugi sui Parchi del Gran Sasso-Laga e del Velino-Sirente, sulla valorizzazione del lago di Campotosto con un Protocollo tra Regione, Comune e Enel per favorire il turismo lacustre, sulla legge REASTA ‘Rete Escursionistica Alpinistica Speleologica Torrentistica Abruzzo’ per lo sviluppo sostenibile socio-economico delle zone montane e nuove norme per il soccorso in ambiente montano. Quella visione ambiziosa, ma anche concreta perché sostenuta da progetti, leggi e risorse, purtroppo è morta. Morta”. “Non se ne sa praticamente nulla. Addirittura  - rileva Pietrucci - non si sa quale ufficio e quale assessore al Comune dell’Aquila ne ha la competenza. Ogni tanto riemerge qualche briciola di annuncio o di risorse e su piccoli progetti che non si capisce come si intersecano sul grande progetto di infrastruttura già individuato da noi”. “La strategia per sostenere le ‘Terre alte’ e le zone interne d’Abruzzo è complessa e faticosa, lo sappiamo. Per questo bisognerebbe riconoscere i meriti altrui, accelerare gli interventi, trovare nuove risorse o saper spendere quelle disponibili e soprattutto costruire un progetto generale e condiviso di sviluppo, invece di fare poche e piccole azioni sporadiche senza valore” conclude. (com/red)

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