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Sanità Abruzzo, Taglieri: Marsilio e Verì raccontano sanità che esiste solo nei comunicati

24 luglio 2026 - 11:28

(ACRA) - "Da mesi il presidente Marco Marsilio e l'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, continuano a raccontare agli abruzzesi una sanità finalmente risanata, con i conti in ordine e un sistema che avrebbe imboccato la strada del rilancio. Una narrazione che si scontra quotidianamente con la realtà vissuta da cittadini e operatori del servizio sanitario e che viene puntualmente smentita dai fatti". Lo afferma Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale. "La stessa Corte dei conti, nella Relazione allegata al giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Abruzzo 2025, dedica oltre 170 pagine all'analisi della sanità regionale", spiega. "Non è la fotografia di un sistema finalmente efficiente, ma quella di un servizio sanitario che continua a presentare rilevanti criticità economiche, organizzative e gestionali. La magistratura contabile richiama l'attenzione sul persistente disavanzo sanitario, sulla mobilità sanitaria passiva che continua a sottrarre ingenti risorse all'Abruzzo, sulla necessità di garantire l'equilibrio economico senza compromettere la qualità e l'accessibilità delle prestazioni, sulle difficoltà nel garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, sulle liste d'attesa, sulle criticità legate alla gestione del personale, sulla riorganizzazione della sanità territoriale e sullo stato di attuazione degli interventi finanziati con il PNRR. La Corte richiama inoltre la Regione alla necessità di rafforzare la capacità di programmazione e governo del sistema sanitario, evidenziando come il risanamento economico non possa essere perseguito a discapito dell'efficienza dei servizi e del diritto alla salute dei cittadini. Non è il Movimento 5 Stelle a descrivere questo quadro: è la magistratura contabile dello Stato. I numeri confermano questa situazione. Il disavanzo sanitario resta prossimo ai 70 milioni di euro e la mobilità sanitaria passiva continua a sfiorare gli 88 milioni di euro, dimostrando come migliaia di abruzzesi siano ancora costretti a curarsi fuori regione perché il nostro sistema sanitario non riesce a garantire, in molti casi, risposte adeguate e tempestive. È esattamente ciò che denunciamo da anni. Una gestione che continua a rincorrere le emergenze anziché prevenirle, che affronta i problemi solo quando esplodono e che scarica sui cittadini e sugli operatori sanitari il peso di una programmazione insufficiente. A tutto questo si aggiungono le continue segnalazioni che arrivano dai territori e che descrivono una sanità sempre più in difficoltà nel garantire perfino i servizi essenziali. Solo pochi giorni fa la cronaca ha riportato il caso del Pronto soccorso di Atessa, dove sono state denunciate difficoltà nella disponibilità del materiale necessario per le medicazioni. Oggi registriamo un'ulteriore segnalazione estremamente preoccupante riguardante il laboratorio analisi della ASL Lanciano-Vasto-Chieti e, in particolare, l'ospedale "Renzetti" di Lanciano, dove la carenza di reagenti starebbe determinando rallentamenti nell'esecuzione di numerosi esami ematochimici. Quando si parla di esami di laboratorio non si discute di un semplice disservizio amministrativo. Si parla di diagnosi, di percorsi terapeutici, di pazienti che attendono risposte fondamentali per iniziare una cura, proseguire un trattamento o essere dimessi. Se i campioni biologici restano in attesa di essere processati, è doveroso che la ASL chiarisca immediatamente quali esami siano interessati, da quanto tempo perduri questa situazione, quali misure siano state adottate per garantire la continuità del servizio e come venga assicurato il pieno rispetto degli standard qualitativi. Purtroppo questi episodi non rappresentano più eccezioni. Sono la conseguenza di una gestione incapace di programmare il futuro della sanità abruzzese. Persistono gravissime difficoltà nel reperire medici, in particolare specialisti, professionisti dell'emergenza-urgenza e personale destinato ai mezzi del 118. Le carenze di organico continuano a mettere in seria difficoltà reparti e servizi, aggravando le liste d'attesa e aumentando il ricorso alla mobilità sanitaria passiva. In questo contesto diventa sempre più difficile garantire perfino un diritto fondamentale come quello alle ferie del personale sanitario e sociosanitario. Durante il periodo estivo gli organici ridotti costringono molte strutture a lavorare in condizioni di estrema difficoltà, aumentando il carico di lavoro su chi ogni giorno garantisce servizi essenziali. Non è accettabile che siano sempre gli operatori e, di conseguenza, i cittadini a pagare il prezzo dell'incapacità programmatoria della politica. Altrettanto evidente è il fallimento della riorganizzazione della sanità territoriale. Per anni il centrodestra ha annunciato Case della Comunità, Ospedali di Comunità e una rete territoriale capace di alleggerire la pressione sugli ospedali. Oggi, però, gli abruzzesi continuano a non vedere quella rivoluzione promessa. In molti casi assistiamo semplicemente a strutture già esistenti alle quali è stata cambiata la denominazione o ampliato l'orario di apertura, senza personale aggiuntivo, senza nuovi servizi e senza il modello multidisciplinare previsto dal DM 77. Non basta cambiare l'insegna di un distretto sanitario per poter affermare di aver realizzato una vera Casa della Comunità. La domanda che rivolgo al presidente Marsilio e all'assessore Verì è molto semplice: dov'è la sanità efficiente che continuano a raccontare? Perché gli abruzzesi continuano a trovare ospedali in difficoltà, servizi che arrancano, personale insufficiente, liste d'attesa interminabili, cittadini costretti a curarsi fuori regione e, oggi, perfino segnalazioni di carenza di reagenti nei laboratori analisi?". "Come capogruppo del Movimento 5 Stelle continuerò a portare in Consiglio regionale ogni segnalazione che arriverà dai territori, trasformandola in iniziative ispettive e politiche. Dopo oltre sette anni di governo Marsilio, il problema non è più il singolo disservizio, ma un modello di gestione che continua a rincorrere le emergenze anziché prevenirle. La propaganda può riempire le conferenze stampa, ma non cura i cittadini. Agli abruzzesi servono programmazione, investimenti, personale, servizi efficienti e una sanità pubblica all'altezza dei loro bisogni. È questo il cambiamento che gli abruzzesi aspettano da anni e che, ancora oggi, continua drammaticamente a mancare", conclude. (com/red)

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