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Sanità, Taglieri: 28 lavoratori Asl2 assunti e subito licenziati. Pronta interpellanza in Consiglio

25 luglio 2026 - 16:10

(ACRA) - "Questa vicenda rappresenta probabilmente uno dei punti più bassi raggiunti dall'organizzazione della sanità abruzzese. Se non ci fossero di mezzo la dignità dei lavoratori e il futuro delle loro famiglie, sembrerebbe davvero una commedia dell’assurdo". Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, annunciando la presentazione di un'interpellanza urgente sulla vicenda che ha coinvolto 28 Operatori Socio-Sanitari assunti dalla ASL Lanciano-Vasto-Chieti e successivamente estromessi dal servizio dopo pochi giorni. "Alla Giunta regionale chiedo: com'è possibile che la ASL Lanciano-Vasto-Chieti non disponesse di una propria graduatoria di Operatori Socio-Sanitari?», continua Taglieri. «In piena estate, con il fisiologico incremento delle assenze per ferie, un'Azienda sanitaria dovrebbe avere già programmato il proprio fabbisogno di personale e predisposto gli strumenti necessari per garantire la continuità assistenziale. È una criticità che ho segnalato ripetutamente sia in Commissione sia in Consiglio regionale, evidenziando la necessità di programmare per tempo il reclutamento del personale. Alle nostre denunce ci è stato risposto, in una prima fase, che l'Abruzzo disporrebbe di personale sanitario in misura superiore alla media nazionale. Solo pochi giorni fa, invece, mi sono sentito dire che il problema non sarebbe la carenza di personale, ma il fatto che gli operatori scelgano di andare in ferie nel periodo estivo. Una spiegazione che considero francamente inaccettabile. Le ferie sono un diritto dei lavoratori e spetta alle Direzioni aziendali organizzare i servizi affinché quel diritto sia garantito senza compromettere l'assistenza ai cittadini". "Non disponendo di una propria graduatoria di Operatori Socio-Sanitari, la ASL Lanciano-Vasto-Chieti ha richiesto l'utilizzo delle graduatorie di altre Aziende sanitarie», spiega il capogruppo del M5S. «Preso atto dell'indisponibilità della graduatoria della ASL di Teramo, si è quindi rivolta alla ASL di Pescara, che ha autorizzato l'utilizzo della propria graduatoria indicando come punto di partenza il candidato collocato alla posizione n. 600. Successivamente, però, la stessa ASL di Pescara ha comunicato che il corretto scorrimento avrebbe dovuto avere inizio dalla posizione n. 304 e che l'indicazione della posizione n. 600 era frutto di un "mero errore materiale". "Ed è qui che la vicenda assume contorni surreali. Possibile che nessuno, né nella ASL di Pescara né nella ASL Lanciano-Vasto-Chieti, si sia posto una domanda tanto semplice quanto decisiva? Se il primo candidato utile era il numero 304, com'era possibile autorizzare lo scorrimento dal numero 600 senza verificare che davanti vi fossero quasi trecento candidati? Nonostante ciò, la macchina amministrativa è andata avanti: sono state adottate le delibere, sono partite le convocazioni, i lavoratori hanno firmato i contratti individuali, alcuni hanno iniziato regolarmente a prestare servizio. Solo successivamente è arrivata la rettifica e quei contratti sono stati dichiarati nulli. Ancora una volta, a pagare il prezzo degli errori della pubblica amministrazione sono stati esclusivamente i lavoratori". "Qui non stiamo parlando di un semplice errore burocratico», denuncia il capogruppo. «Stiamo parlando di persone che hanno organizzato la propria vita confidando nella legittimità degli atti adottati dalla pubblica amministrazione. Dietro quei contratti ci sono famiglie, rinunce ad altre opportunità lavorative, aspettative e progetti. È inaccettabile che le conseguenze di errori riconducibili alle procedure amministrative e ai vertici delle Aziende sanitarie ricadano interamente su chi ha semplicemente risposto a una convocazione, firmato un contratto e iniziato a lavorare. Per questo presenterò un'interpellanza con carattere d'urgenza affinché la Giunta regionale riferisca immediatamente in Consiglio. Chiederò di conoscere come sia stato possibile arrivare alla firma dei contratti senza che nessuno rilevasse un'anomalia così evidente, quali controlli siano stati effettuati dalle due Aziende sanitarie, chi dovrà rispondere delle responsabilità amministrative emerse e quali iniziative la Regione intenda assumere per tutelare i lavoratori coinvolti e impedire che episodi del genere possano ripetersi". "Sarà anche l'occasione per comprendere quale posizione assumerà l'assessore regionale alla Sanità. Continuerà a sostenere che il sistema funziona perfettamente oppure riterrà finalmente necessario assumersi una responsabilità politica di fronte a una vicenda che mina la credibilità dell'intero Servizio sanitario regionale? Perché una sanità che prima assume, poi fa firmare i contratti, mette il personale al lavoro e infine lo licenzia per un presunto "mero errore materiale" non rappresenta un modello di efficienza, ma il simbolo di una gestione che necessita di risposte, trasparenza e responsabilità", conclude Taglieri. (com/red)

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