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Legge elettorale, Pavone: Più giovani e più importanza ai cittadini e ai territori

28 luglio 2026 - 12:29

(ACRA) - Il gruppo di Azione in Consiglio regionale ha depositato quattro emendamenti alla proposta di legge sulla riforma della legge elettorale regionale, voluta dal presidente Marsilio, che introduce il collegio unico su base regionale. "Le proposte di modifica, a firma del capogruppo in Consiglio regionale, Enio Pavone - si legge in una nota diramata dal Gruppo consiliare - nascono dalla discussione del Direttivo regionale di Abruzzo in Azione, presieduto dal segretario regionale e deputato, Giulio Sottanelli, e affrontano i due principali rischi della riforma: la marginalizzazione delle aree interne e il vantaggio strutturale garantito ai grandi partiti e ai consiglieri uscenti". "Quattro i punti qualificanti - spiegano - Riserva del 30% per gli under 35. Ogni lista dovrà comprendere almeno il trenta per cento di candidati con meno di trentacinque anni, per aprire davvero le istituzioni regionali a una nuova generazione di amministratori; Tutela delle aree interne. Ogni lista dovrà includere candidati residenti in ciascuna delle quattro province, in misura non inferiore a un quarto del totale: la ripartizione più equa possibile tra i territori, perché nessuna provincia potrà essere lasciata fuori dalla rappresentanza; No alle liste da 42 nomi. Il numero di candidati per lista resta pari a quello dei consiglieri da eleggere, come già prevede la norma attuale, invece dei 42 introdotti dalla riforma; Meno firme per partecipare. Dimezzamento delle sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste, a garanzia del pluralismo e della partecipazione democratica". “Non abbiamo paura del collegio unico - dichiara Enio Pavone - ma non accetteremo che diventi lo strumento con cui i partiti più grandi decidono a tavolino chi siede in Consiglio. Così com'è scritta, la riforma penalizza le aree interne, che già pagano spopolamento e isolamento, e premia chi è già eletto. I nostri emendamenti correggono la rotta: garanzie per i territori, spazio ai giovani e regole di accesso che non escludano nessuno”. “Azione ha una classe dirigente diffusa e radicata in tutta la regione - aggiunge - e non teme il confronto con nessuna legge elettorale. Ma una riforma che tocca le regole della democrazia regionale non può essere imposta a colpi di maggioranza: si discuta nel merito delle nostre proposte, che vanno nell'interesse dei cittadini e non dei partiti". (com/red)

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