Servizio idrico, Monaco: "Sì ai due gestori, ma stop al rischio di sovrastrutture e poltrone"
06 agosto 2026 - 09:58

(ACRA) – “Si sono riunite oggi (ieri ndr) pomeriggio in seduta congiunta la prima commissione, competente in materia di Bilancio, Affari Generali e Istituzionali, e la seconda commissione, competente in materia di Territorio, Ambiente e Infrastrutture, per l'esame del parere relativo allo studio di fattibilità dell'Ersi, Ente regionale per il servizio idrico dell'Abruzzo, sulla suddivisione dell'Ambito Territoriale Unico Regionale, ATUR, in sub ambiti territoriali” si legge in una nota del gruppo AVS “nel corso del dibattito incentrato sulla proposta di riorganizzazione, il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Alessio Monaco, ha ribadito la posizione nel merito del piano strategico dell'ente”. “Sì alla gestione dell'acqua su due ambiti per rimanere vicini ai territori, ma stop al rischio di creare nuove poltrone e sovrastrutture: l'Abruzzo non soffre per mancanza d'acqua, ma per trent'anni di mancati investimenti sulla rete. La priorità assoluta dev'essere ammodernare le infrastrutture – scrive - introducendo l'obbligo di intervenire sui sottoservizi in ogni cantiere pubblico, valorizzare le professionalità esistenti, potenziare la depurazione e garantire il contenimento delle tariffe per i cittadini”. “Accogliamo favorevolmente la scelta di strutturare il servizio idrico su due gestori anziché su un unico mega-gestore centralizzato”, chiarisce Alessio Monaco, “è una soluzione condivisa con tantissimi amministratori locali, perché risponde alla necessità di garantire una vicinanza operativa sia alle aree interne che a quelle costiere, assicurando una governance pubblica dinamica e orientata ai reali fabbisogni del territorio, in linea con le valutazioni tecniche effettuate dall'Ersi”. Il capogruppo Monaco “mette poi in evidenza il grande paradosso della Regione: viviamo in una terra baciata dalla natura, dove la quantità d'acqua che proviene dalle nostre sorgenti supera di gran lunga il fabbisogno effettivo della popolazione. Mentre in molte parti del mondo la carenza idrica è drammatica e si soffre letteralmente la sete perché le sorgenti non ci sono, da noi l'acqua abbonda. La carenza che viviamo è dovuta unicamente all'assenza di infrastrutture adeguate e a trent'anni di mancati investimenti sulla manutenzione. Le reti colabrodo non sono una fatalità, ma il risultato del disinteresse del passato”. Monaco ricorda inoltre “i punti fermi già ottenuti dal Patto per l'Abruzzo nel percorso normativo, a partire dalla salvaguardia dei Comuni sotto i 3.000 abitanti, di cui è stata evitata l'esclusione dall'assemblea Ersi garantendo loro pieno diritto di voto e di rappresentanza, fino alla tutela e alla valorizzazione delle competenze e delle professionalità di tutto il personale attualmente impiegato presso i gestori uscenti. Resta tuttavia altissima la guardia - aggiunge - sulle modalità attuative della transizione societaria. Il rappresentante consiliare esprime forte preoccupazione affinché la riforma non si traduca in un aumento delle strutture gestionali, con consorzi intermedi o reti d'impresa che finirebbero soltanto per moltiplicare costi e poltrone, anziché generare aziende pubbliche snelle ed efficienti”. “A questo proposito”, Alessio Monaco rilancia “le proposte concrete per il settore: l'introduzione di un vincolo normativo per destinare una quota obbligatoria delle risorse di qualsiasi opera pubblica (comunale, provinciale, regionale o statale) alla posa e all'ammodernamento delle reti idriche e fognarie sotterranee; investimenti prioritari sui depuratori a tutela dell'ambiente, dei fiumi e del mare; una rigorosa politica di tutela dell'utenza orientata al contenimento delle tariffe in bolletta; e infine una programmazione a lungo termine per lo stop all'uso improprio di acqua potabile, incentivando il recupero delle acque piovane e il riutilizzo di quelle depurate per usi non potabili”. “La gestione dell'acqua deve rimanere pubblica, ben gestita e protetta. Terremo la guardia altissima affinché questo percorso porti a tubi riparati, servizi efficienti, tariffe eque e valorizzazione delle professionalità, e non a nuove structures burocratiche”, conclude il capogruppo. (com/red)