Abbateggio, Festa del farro. Di Marco: "Il valore della tradizione e della nostra comunità"
11 agosto 2026 - 11:03

(ACRA) – “Un piccolo borgo, ma da sempre tra i più belli del nostro Paese, continua da ben 32 anni a promuovere instancabilmente la storia, l'identità e la bontà del cereale antico per eccellenza: il farro. Per tre giorni Abbateggio si trasforma nella vera capitale delle tipicità, accogliendo tantissimi affezionati arrivati da ogni angolo dell'Abruzzo e un numero sempre crescente di turisti, richiamati dalle prelibatezze della nostra cucina: dalle tradizionali zuppe alle fresche insalate, fino ai dolci realizzati con la farina di questo prezioso cereale che ci accompagna da sempre”, così il consigliere regionale Antonio Di Marco (PD), presidente dell’associazione Borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise. “La 32ma edizione della Festa del Farro è iniziata con una partecipazione straordinaria. La prima giornata ha accolto tantissime persone, confermando il valore profondo di un appuntamento che, nel tempo, è riuscito a ritagliarsi un posto di rilievo tra gli eventi più attesi dell'estate abruzzese – sottolinea - . Non si tratta soltanto di una manifestazione enogastronomica, ma di una festa di comunità che unisce gli amici del territorio e chi sceglie di scoprire per la prima volta la bellezza autentica di Abbateggio. I numeri e il grande apprezzamento del pubblico sono il risultato di un impegno corale, la dimostrazione che quando ci si mette a disposizione del proprio territorio, i risultati arrivano. Per questo desidero rivolgere i miei più sinceri complimenti e un sentito ringraziamento alla presidente della pro Loco, Valeria D'Amore, a tutto il Direttivo e ai meravigliosi volontari”. “È solo grazie al loro impegno, alla loro passione e a quella straordinaria costanza che, anno dopo anno, la preparazione e la realizzazione di questo evento diventano realtà. Come consigliere regionale e come presidente dell'associazione ‘I Borghi più belli d'Italia’, sono orgoglioso di vedere come iniziative di questo tipo - conclude - sappiano custodire la storia dei nostri centri interni, valorizzare i prodotti della terra e trasformarli in un volano di attrazione turistica e promozione culturale di prima grandezza”. (com/red)