Pepe: "bocciatura atto aziendale della ASL di Teramo certifica un fallimento"
14 gennaio 2026 - 10:54

(ACRA) - "Dopo oltre due anni, tre ASL abruzzesi su quattro hanno ottenuto il via libera agli atti aziendali. Fa eccezione la ASL di Teramo, il cui atto è stato bocciato dalla Regione, certificando le gravi contraddizioni della politica sanitaria del centrodestra. La sanità abruzzese sta vivendo una delle fasi più critiche della sua storia – dichiara il consigliere regionale PD, Dino Pepe –. Liste d’attesa interminabili, carenza di personale e l’impossibilità di ottenere prestazioni in tempi accettabili stanno spingendo migliaia di cittadini verso il privato o, peggio ancora, a rinunciare del tutto alle cure. Nel solo 2024 oltre 160.000 abruzzesi non hanno potuto curarsi". Un dato drammatico, secondo Pepe, "che si accompagna all’esplosione della mobilità passiva, ormai a livelli tali da mettere seriamente in difficoltà i conti regionali. Ogni anno milioni di euro vengono trasferiti ad altre regioni, sottraendo risorse preziose che potrebbero, anzi dovrebbero, essere investite nel potenziamento degli ospedali e dei servizi territoriali". "Di fronte a un disavanzo sanitario che si aggira intorno ai 130 milioni di euro – prosegue Pepe – la Giunta Marsilio ha scelto la strada più semplice e più ingiusta: aumentare le tasse agli abruzzesi e avviare una stagione di tagli orizzontali e indiscriminati, senza alcuna visione strategica. Dal 2023, in occasione dell’approvazione della nuova rete ospedaliera e per tutto il 2024 e il 2025, insieme a sindaci, comitati e cittadini, Pepe ha portato avanti una battaglia fondata su un principio chiaro: «Indebolire gli ospedali di confine significa aumentare la mobilità passiva e condannare intere aree alla marginalità sanitaria". Dopo l’eliminazione dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia a Sant’Omero, a fronte della promozione di quella di Sulmona, ben più modesta nei numeri, abbiamo ribadito l’importanza strategica dell’ospedale della Val Vibrata, presidio fondamentale per un bacino di utenza che guarda inevitabilmente anche fuori regione". Pepe ricorda come nel documento di riordino della rete ospedaliera, licenziato a dicembre 2023, fosse già prevista la soppressione della UOC di Chirurgia dell’ospedale di Sant’Omero. Proprio per questo mi sono opposto con determinazione, denunciandone le conseguenze gravissime in termini di servizi, attrattività e sicurezza per i cittadini. In risposta – aggiunge – esponenti della maggioranza di centrodestra hanno accusato me e il Comitato per la salvaguardia dell’ospedale di Sant’Omero di fare “terrorismo”, sostenendo che denunciavamo scenari irreali e che nessun depotenziamento sarebbe avvenuto. Oggi, però, i fatti parlano chiaro. L’atto aziendale della ASL di Teramo è stato bocciato dalla Giunta regionale perché contiene due Unità Operative Complesse in più rispetto a quanto stabilito dal riordino della rete ospedaliera: la Chirurgia di Sant’Omero e le Malattie Infettive di Teramo. Parole inequivocabili arrivano dagli stessi vertici regionali – conclude Pepe –: la ASL di Teramo dovrà obbligatoriamente tornare indietro sui suoi passi, altrimenti l’atto aziendale non potrà mai essere approvato. Altro che terrorismo: era tutto scritto nero su bianco nei documenti ufficiali della Regione. Questa maggioranza continua a negare l’evidenza, scaricando sui territori il prezzo di scelte sbagliate e di una gestione della sanità priva di visione, coraggio e trasparenza. Insieme al sindaco di Sant’Omero Andrea Luzii continueremo a batterci affinché il diritto alla salute sia garantito a tutti e nessun cittadino venga lasciato solo". "Ci aspettiamo che in questa battaglia a difesa del nostro territorio, questa volta, siano tutti presenti: consiglieri regionali di centrodestra eletti in questa provincia, sindaci, comitato ristretto dei sindaci", conclude Dino Pepe, vicecapogruppo PD Abruzzo. (com/red)