Interpellanza Blasioli su taglio al salario accessorio dei dipendenti Asl
27 gennaio 2026 - 17:05
(ACRA) - "Come apprendiamo a mezzo stampa, continua a tenere banco, e non potrebbe essere altrimenti, il taglio del salario accessorio ai dipendenti delle Asl abruzzesi. Dopo mesi di trattative sterili con le istituzioni, Cgil e Uil sono pronte a proclamare lo stato di agitazione, e noi non possiamo che schierarci al loro fianco. Medici, infermieri, oss, tecnici e amministrativi pretendono a buon diritto che gli venga riconosciuto il rispetto della propria professionalità. Per questo abbiamo depositato un’interpellanza per chiedere delucidazioni all’Assessore alla Sanità Nicoletta Verì, sollecitandola a ripristinare il confronto con le rappresentanze sindacali per individuare soluzioni condivise che portino, per il 2026 al ripristino del salario accessorio". Così il vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente PD, Antonio Blasioli, e spiega: "Il taglio del 2025 non costituisce una novità. Anche nel 2024 i dipendenti Asl si sono visti negare questa indennità extra erogata in base a orari di lavoro e mansioni specifiche. E pensare che nel 2019, il cosiddetto Decreto Calabria (DL n. 35 del 30.11.2019 art. 11) aveva stanziato fondi straordinari per erogare questo salario accessorio e meglio retribuire turni e reperibilità. Peccato che i lavoratori abruzzesi non ne possano beneficiare, e il motivo è molto semplice: la Regione ha deciso di destinare queste risorse al risanamento del disavanzo sanitario, di cui però i dipendenti non hanno alcuna responsabilità. Anche perché le dichiarazioni pubbliche del Presidente Marsilio e dell’Assessore Verì, secondo cui il disavanzo sarebbe imputabile anche agli adeguamenti contrattuali del personale, non trovano alcun riscontro oggettivo, in quanto la spesa per il personale sanitario è perfettamente in linea con i vincoli di contenimento imposti dalla normativa nazionale. Non solo, il taglio del salario accessorio contrasta vistosamente con il rispetto dei contratti collettivi e si tramuta nella privazione ingiustificata di una somma che varia dai 700 ai 1000 euro, a fronte di una busta paga già ridimensionata dall’aumento delle aliquote Irpef, e a fronte, più generalmente, di un contesto di lavoro sempre più sconfortante, tra turni estenuanti a fronte della carenza di personale e condizioni operative difficili. Insomma, un vero e proprio invito ad abbandonare la professione, o a recarsi in altre Regioni o persino all’estero". "Il disavanzo sanitario non può ricadere su chi quotidianamente si fa in quattro per tutelare il diritto alla salute dei pazienti. La Regione Abruzzo ha il dovere di garantire il giusto salario ai dipendenti Asl, anche attraverso fondi propri o altre forme di finanziamento. E noi siamo pronti ad attivarci affinché ciò accada", conclude Blasioli. (com/red)