Politica Condividi

Verrecchia replica su Programma Operativo della Sanità: "non esiste alcun commissariamento"

04 febbraio 2026 - 09:21

(ACRA) - “La procedura di commissariamento è una, disciplinata dalla legge e ben definita nei passaggi. Non esiste alcun commissariamento di fatto, come l’opposizione sta cercando di far passare da settimane con la vicenda del programma operativo. La realtà è che il governo regionale continua a battersi in tutte le sedi per sostenere il nostro sistema sanitario. Sarebbe stato molto più semplice e comodo fare come ha fatto il centrosinistra: azzerare le assunzioni di personale e cancellare ogni tipo di investimento, sia sulle infrastrutture che sulle tecnologie. Se fossero intervenuti gradualmente su questi fronti negli anni della loro amministrazione, non ci saremmo certo trovati a dover fare tutto noi”. E’ la replica del capogruppo di FdI in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia, che interviene sugli attacchi da parte della minoranza sul Programma operativo 2026-2028, approvato dalla giunta regionale venerdì e trasmesso ai Ministeri affiancanti. “A volte – continua – sembra che il centrosinistra tifi contro l’Abruzzo, sperando che i ministeri respingano ogni nostra proposta. E per sostenere la loro tesi, hanno fatto addirittura fronte comune, alleandosi con chi in passato ha costantemente attaccato la loro gestione fatta solo di tagli. In 7 anni non ho mai sentito arrivare da loro una proposta concreta e fattibile. Mi si risponderà che siamo noi a dover governare ed è giusto, ma allora evitino solo di attaccare e soprattutto evitino di farlo in quelle stesse materie dove non hanno portato alcun risultato”. “Ci dicano almeno un obiettivo – puntualizza – che hanno raggiunto durante gli anni del loro governo, che non sia quello dell’uscita dal commissariamento, ottenuto semplicemente tagliando indiscriminatamente spese e investimenti. I fondi dell’edilizia sanitaria sono stati sbloccati dal governo Marsilio, perché tutti ricordano ancora la fantasiosa storia del Ministro Lorenzin che nel 2018 dichiarò che mancava solo la firma di un funzionario in missione in Australia. Le grandi apparecchiature le abbiamo acquistate noi, così come gli elettromedicali che erano vecchi di 20 anni. Le assunzioni e le stabilizzazioni del personale le abbiamo fatte tutte noi, perché il centrosinistra ricorreva massicciamente ai contratti interinali con tutte le drammatiche conseguenze che questo ha comportato e alle quali abbiamo cercato di porre rimedio. La rete ospedaliera, con tutte le note difficoltà, l’abbiamo approvata noi, così come la rete territoriale, che non era mai stata contemplata. E tutto questo nel bel mezzo di una pandemia che ha bloccato ogni attività per 3 anni”.  Ma il Capogruppo puntualizza anche alcuni aspetti contenuti nel nuovo Programma Operativo. “Programma Operativo – rimarca – che non è stato approvato in una settimana, come la minoranza cerca di far credere agli abruzzesi. E’ un aggiornamento di quello approvato in giunta a luglio e che riguardava il triennio 2025-2027. E i pilastri restano gli stessi, a partire dalla rimodulazione del personale amministrativo, interinale e delle consulenze esterne. Le risorse sono limitate e il governo regionale, Presidente Marsilio e Assessore Verì, legittimamente hanno ritenuto di concentrare le risorse a disposizione sulle assunzioni di personale sanitario e sulle incentivazioni. E’ sotto gli occhi di tutti la difficoltà, in tutto il Paese, a reperire medici e infermieri: concorsi e avvisi vanno spesso deserti e dunque si è puntato a creare almeno condizioni di base, che possano rendere più attrattivo scegliere di lavorare nelle nostre Asl”. Un ultimo appunto è sulla spesa farmaceutica. “Non vorrei – conclude Verrecchia – che si riproponesse il solito ritornello più volte rilanciato negli ultimi anni e che cioè la Regione taglia i farmaci ai pazienti. Non c’è alcuna riduzione di quantità e nessun limite ai bisogni rilevati dai medici: il risparmio è collegato alle gare d’acquisto accentrate e alla sostituzione con i farmaci generici con lo stesso principio attivo. E lo stesso vale per l’acquisto di beni e servizi, che ogni Asl conduceva in autonomia con rilevanti differenze di prezzo tra una provincia e l’altra. Finiamola di seminare timori ingiustificati nei cittadini, perché questo, pur comprendendo le ragioni elettoralistiche dello scontro politico, è inaccettabile quando si parla di salute delle persone”.

Notizie correlate