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Di Marco su risoluzione dragaggio porto Pescara: "La marineria non può attendere"

23 febbraio 2026 - 14:12

(ACRA) - “Un intervento urgente per il dragaggio del porto di Pescara che non sia la promessa di lavori attesi da troppo tempo, ma la fine di una stasi che ha messo nuovamente in ginocchio la marineria locale. Questo chiede la risoluzione a mia firma che entra nel merito di una criticità ormai cronica: l’insabbiamento dei fondali continua a compromettere l’operatività della marineria, mettendo a rischio il lavoro degli armatori e l’equilibrio economico di un comparto strategico per la città e per l’intero sistema regionale che sembra non interessare il Governo regionale, se non alle scadenze elettorali”, così il consigliere Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente Infrastrutture e Territorio che vaglierà le istanze contenute nell’atto. “La risoluzione impegna la Regione a istituire una commissione portuale che coordini tutti i soggetti coinvolti e rappresenti con forza le esigenze del territorio presso il Ministero; quantificare i danni economici e ambientali causati dai ritardi nel dragaggio; valutare gli effetti sul sistema idrico cittadino, soprattutto in una fase in cui l’aumento dei flussi turistici rende ancora più urgente una gestione efficiente – spiega Di Marco - . È indispensabile dare un segnale, cosa che auspico, perché ancora una volta, siamo di fronte a tempi lunghi che stanno mettendo a dura prova la resistenza del comparto pesca pescarese, lasciato senza sostegni concreti e senza le attenzioni che merita. La politica deve assumersi la responsabilità di risolvere i problemi, non di rimandarli. Servono decisioni vere, non annunci dettati da scadenze elettorali o da logiche di consenso momentaneo. Mi auguro che su questo atto ci sia una condivisione ampia e ringrazio da ora i colleghi consiglieri per l’attenzione che dedicheranno al tema: perché il porto non è una questione di parte, o limitata all’area di Pescara, è una priorità per il lavoro, per l’economia e per il futuro del territorio abruzzese, per la storia dello scalo e per il potenziale di cui nessuno ad oggi, a causa delle condizioni in cui si trova, sta beneficiando”. (com/red)

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