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Pd: Scelta chiara della destra, tasse e tagli fino al 2029

03 marzo 2026 - 14:49

(ACRA) -  “La destra ha bocciato oggi in Commissione la nostra richiesta di restituire alla comunità le maggiori tasse volute dalla Giunta Marsilio per colmare il deficit sanitario, se nel 2028, dopo la riscrittura del Programma Operativo, i conti della sanità dovessero andare in pareggio o emergessero maggiori risorse. La destra decide continuare a chiedere sacrifici agli abruzzesi: tra 40 e 50 milioni di euro di tasse in più ogni anno fino al 2029, oltre 170 milioni di euro di tagli alla sanità”, per il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale questi sono i numeri che certificano “un fallimento vero e proprio” della gestione sanitaria della destra al governo della Regione. Lasciare le tasse al massimo per tutta la legislatura fino al 2029 – spiegano il capogruppo Silvio Paolucci, proponente del testo insieme ai consiglieri Antonio Di Marco, Pierpaolo Pietrucci, Sandro Mariani, Antonio Blasioli e Dino Pepe – significa dare a famiglie e imprese l’ennesimo schiaffo. È del tutto irresponsabile aver dichiarato prima del voto che non si sarebbero mai messe le mani nelle tasche dei cittadini e aver fatto come primo atto proprio l’aumento dell’addizionale regionale al massimo consentito. Una scelta aggravata dal fatto che, con una norma dello Stato voluta lo scorso anno, si è di fatto commissariata la gestione della sanità e ridimensionato il ruolo del Consiglio regionale, esautorato dalle scelte strategiche". "Non parliamo di ipotesi astratte. Il Ministero della Salute e il MEF - aggiungono i Consiglieri - hanno imposto alla Regione di rivedere al ribasso le entrate 2027–2028. Se, nonostante questo, il sistema dovesse dimostrare un equilibrio finanziario o addirittura beneficiare di maggiori risorse dal riparto nazionale, verrebbe meno la giustificazione politica che ha sostenuto l’aumento dell’addizionale IRPEF e dell’IRAP deciso dalla destra nel 2011 e soprattutto nel 2025 da Marsilio. Una posizione che resta difficile anche nel merito tecnico: se dobbiamo presentare un Programma Operativo con meno entrate, come chiesto dai Ministeri, per 64 milioni di euro in meno, allora cade la tesi della maggioranza sulla necessità di maggiori risorse in sede di riparto del fondo sanitario. Se invece saremo in grado di ottenere più fondi garantendo equilibrio con minori entrate, quelle risorse devono tornare alla comunità. Intanto si propone un Programma Operativo 2026/2028 di enormi tagli con prescrizioni vincolanti da recepire obbligatoriamente dal Consiglio Regionale, in sostanza un vero e proprio commissariamento”. (com/red)

 

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