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Asl Pescara richiede indennità al personale medico del 118, Di Marco annuncia interpellanza

03 marzo 2026 - 15:11

(ACRA) - “La notizia che la Asl di Pescara stia chiedendo a medici del 118, in servizio e persino in pensione, di restituire somme che arrivano fino a 50mila euro per indennità percepite tra il 2017 e il 2024, previste dall’Accordo integrativo regionale del 2006 e regolarmente erogate per anni è grave e sconcertante” rileva il consigliere Antonio Di Marco (PD). “Parliamo di professionisti che hanno garantito l’emergenza-urgenza, che hanno lavorato sulle ambulanze, nei momenti più drammatici, durante la pandemia, nei territori più difficili. E che oggi ricevono una pec con cui si chiede loro di restituire somme che hanno sempre trovato in busta paga, senza che nessuno abbia mai sollevato rilievi o contestazioni. Andrò a fondo a questa assurda vicenda, portandola in Consiglio regionale con un’interpellanza urgente, perché la Regione prenda una posizione chiara”, annuncia. “È una scelta gravissima. La motivazione addotta dalla Asl, tutelarsi da un possibile danno erariale alla luce di giudizi pendenti davanti alla Corte dei Conti, non può tradursi in una condanna preventiva a carico dei medici – sottolinea Di Marco -. Si chiede di restituire somme ‘con riserva di conguaglio’, cioè prima ancora che la magistratura contabile si pronunci definitivamente. È un ribaltamento inaccettabile del principio di certezza e di buona fede. Non solo: in alcuni casi sarebbero già partite trattenute mensili sugli stipendi. Senza attendere l’esito dei giudizi. Senza una valutazione politica complessiva. Senza una presa di posizione chiara della Regione”. Per questo annuncia “la presentazione di un’interpellanza urgente al Presidente della Giunta e all’assessore alla Sanità per sapere: se la Regione fosse a conoscenza di questa decisione; se condivida l’impostazione della Asl; se ritenga corretto avviare recuperi per decine di migliaia di euro prima della definizione dei procedimenti davanti alla Corte dei Conti; quali iniziative intenda assumere per tutelare i medici coinvolti e garantire la serenità di un servizio essenziale come il 118”. “È legittimo che l’ente tuteli i propri interessi. Ma è altrettanto doveroso che non scarichi sui singoli lavoratori responsabilità che, se esistono, appartengono ai livelli decisionali e amministrativi. Il 118 è un presidio vitale. Alimentare tensioni, sfiducia e conflitti legali dentro un servizio già sotto pressione è un errore politico prima ancora che amministrativo. Chi ha salvato vite non può essere trattato come se avesse commesso un abuso o, peggio, come se fosse abusivo su un fronte che ogni giorno riguarda migliaia di pazienti” conclude. (com/red)

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