Salario accessorio dipendenti Asl Pescara: Blasioli presenta interpellanza
03 giugno 2026 - 11:12

(ACRA) - "Qualche giorno fa avevo sollevato alcuni dubbi in merito all’avviso pubblico per l’attribuzione di 12 “incarichi di funzione professionale”. Lo avevo fatto mentre la procedura era ancora aperta, auspicando un ripensamento da parte della Regione Abruzzo e della Asl di Pescara. Tuttavia, i tempi estremamente ristretti dell’avviso mi hanno costretto a presentare un’interpellanza in Consiglio Regionale per ottenere chiarimenti che, ad oggi, non sono arrivati e cercare di evitare lo sperpero dei soldi pubblici". Lo annuncia in vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente del Partito Democratico, Antonio Blasioli, e aggiunge: "Con lo stipendio di luglio 2025, centinaia di infermieri, operatori sanitari e personale amministrativo della Asl di Pescara – così come delle altre Asl abruzzesi - hanno constatato, per il secondo anno consecutivo, il mancato pagamento del salario accessorio. Una componente della retribuzione prevista dalla contrattazione collettiva e sulla quale molti lavoratori avevano legittimamente fatto affidamento per sostenere spese familiari, mutui e impegni economici. Con ogni probabilità sarà lo stesso anche per il 2026. Proprio per questo l’interpellanza chiede alla Regione e alla Asl di chiarire quali siano le prospettive per il ripristino del salario accessorio. In questo contesto appare quantomeno contraddittoria la decisione della Asl di Pescara di istituire 12 “incarichi di funzione professionale” destinati al personale infermieristico. Si tratta di incarichi caratterizzati da elevati contenuti professionali e specialistici, in ambito clinico-assistenziale, diagnostico, riabilitativo e di prevenzione, con eventuali funzioni di processo, che comportano una specifica indennità economica e che saranno attribuiti a un numero molto limitato di professionisti appartenenti alla stessa categoria alla quale, nel frattempo, viene negato il salario accessorio con la scusa del disavanzo. Da una parte, dunque, si priva l’intera categoria di una componente della retribuzione prevista dal contratto; dall’altra si introducono nuove posizioni retribuite riservate a soli dodici dipendenti. Una scelta che merita spiegazioni ancora più approfondite se si considera che l’avviso è rimasto aperto soltanto sette giorni e che la procedura si è svolta in concomitanza con la prima fase di valutazione degli elaborati del concorso per coordinatore infermieristico. Una coincidenza temporale che rischia inevitabilmente di alimentare dubbi e che richiede la massima trasparenza: il timore infatti è che non si tratti di prescelti ma di pre-non-scelti". "Ma non è questo l’unico elemento che suscita perplessità - aggiunge Blasioli - Dall’analisi della Delibera Asl n. 640 del 30 aprile 2026 emerge infatti che alcune delle funzioni messe a bando sembrano sovrapporsi, almeno in parte, ad attività e competenze già attribuite ad altre strutture aziendali o ad altri incarichi presenti nell’organizzazione della Asl. Manca, inoltre, una chiara analisi dei fabbisogni organizzativi che consenta di comprendere le ragioni che hanno portato all’individuazione proprio di queste figure professionali e non di altre. La valorizzazione della professione infermieristica, sempre più qualificata e centrale nel sistema sanitario, è un obiettivo condivisibile e previsto dagli strumenti della contrattazione nazionale. Tuttavia, il rispetto della contrattazione non può essere a geometria variabile. Valorizzare una professione significa anche garantire il pieno riconoscimento economico di quanto previsto dai contratti, a partire dal salario accessorio. Diversamente, il rischio è quello di mortificare proprio quei professionisti che ogni giorno assicurano il funzionamento dei servizi sanitari". "Gli infermieri continuano a garantire assistenza, qualità delle cure e presenza costante nei reparti, spesso operando in condizioni difficili e con organici insufficienti. Non possono essere considerati una semplice variabile di bilancio né essere chiamati a sopportare, ancora una volta, le conseguenze di scelte organizzative e finanziarie che meritano maggiore chiarezza. Per queste ragioni porterò la questione in aula, chiedendo risposte puntuali e documentate. Qualora non dovessero arrivare chiarimenti adeguati, chiederò che della vicenda si occupi anche la Commissione di Vigilanza presieduta dal presidente Mariani, affinché venga fatta piena luce sulle motivazioni di queste scelte e sull’utilizzo delle risorse pubbliche", conclude il Vicepresidente. (com/red)