Pietrucci: Il San Filippo non dimentichi chi gli ha dato il cuore. La storia non si cancella, si onora
13 aprile 2026 - 13:14

(ACRA) - "Negli anni ’70, dove tutti vedevano solo polvere e una chiesa sconsacrata ridotta a magazzino, Maria Cristina Giambruno, Antonio Centofanti e Antonio Massena hanno visto il futuro. Hanno preso quel vuoto e lo hanno trasformato in una fabbrica di sogni, facendone il cuore pulsante della nostra città. A 17 anni dal terremoto, il Teatro San Filippo finalmente riapre. Sarà bellissimo. Ma siamo onesti: un teatro senza memoria è solo una scenografia vuota. È una scatola senza anima. Se oggi restituiamo agli aquilani lo splendore di quegli affreschi e la magia del palcoscenico, lo dobbiamo a quella visione folle e meravigliosa. Perché sì, con la nascita de L’Uovo Maria Cristina e i due Antonio hanno preso per mano L’Aquila e l’hanno portata nel mondo: hanno fatto di noi una Capitale della Cultura e dell’Innovazione con cinquant’anni d’anticipo rispetto al 2026, trasformando quel vuoto in una “scatola magica” d’avanguardia, un modello studiato in tutta Italia. Per loro, il San Filippo non è mai stato un semplice edificio: è stato un figlio. Lo hanno accudito, nutrito di arte e difeso con sacrifici personali immensi. Tra quelle mura abbiamo ospitato la storia del teatro italiano (e non solo!) solo perché qualcuno aveva costruito il ponte per farli arrivare fin qui. Eppure, oggi accade qualcosa di assurdo. C’è una targa, proposta da Antonio Massena, che racconta semplicemente questa verità storica: un vanto per la nostra città. La Soprintendenza ha già dato parere favorevole, riconoscendone il valore. Eppure, il Comune dell’Aquila e il FEC oggi si oppongono e questa targa viene negata. Una targa. Ma di cosa hanno paura? Quella targa non celebra una fazione, celebra il lavoro e la tenacia aquilana. Negare il riconoscimento a chi ha inventato questo spazio dal nulla non è solamente un atto politico, ma soprattutto un peccato di ingratitudine che ferisce tutta la città, di destra e di sinistra. Ora provate, per un momento, a mettervi nei panni di chi ha creato tutto questo. Pensate che qualcuno decida che la vostra fatica, il vostro genio e i vostri sacrifici non sono mai esistiti. Fa male, vero? Fa rabbia a chiunque faccia un lavoro con dignità. Perché l’ingratitudine è la forma più meschina di potere. L’Aquila è Capitale della Cultura 2026. Ma come possiamo esserlo se non abbiamo il coraggio di onorare chi la cultura l’ha costruita in questa città? Chiedo al Comune e al FEC: abbiate un sussulto di dignità. Non lasciate che questa riapertura sia macchiata dall’arroganza. Dimostriamo di essere una città matura, capace di onorare chi ha costruito la nostra identità. Restituiamo al San Filippo non solo un restauro, ma il nome e il cognome dei suoi genitori". Così in una nota il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci. (com/red)