Blasioli: La Regione Abruzzo rischia di perdere 45 milioni di euro dei fondi Pinqua/Pnrr
17 aprile 2026 - 15:41

(ACRA) - "L’Abruzzo sta per perdere 45 milioni di euro di opere pubbliche a causa della lentezza della Regione a trazione Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia. I fondi a rischio sono quelli del Programma Innovativo Nazionale qualità dell’abitare (Pinqua), finanziato con le risorse Pnrr. Il bando è stato assegnato nel 2021 e la Regione, che gestisce gli interventi, ha i fondi in cassa già dall’inizio del 2022. Eppure le opere non ci sono. Non realizzate entro il termine inizialmente previsto del 31 marzo e a rischio nonostante la proroga al 30 giugno. Errori procedurali, lentezza e assenza di corretta programmazione stanno mettendo in crisi opere per ben 61 comuni, tra cui gli interventi per la riqualificazione di Borgomarino sud e del tratto finale della riviera sud di Pescara. Porteremo il caso all’attenzione del Consiglio regionale attraverso un’interpellanza con la quale chiediamo alla Giunta chiarimenti. La Regione ha partecipato al bando con 3 progetti, che sono stati finanziati per 15 milioni di euro ciascuno, con il coinvolgimento di numerosi comuni abruzzesi. Due dei tre progetti, sostanzialmente identici, prevedono rispettivamente uno interventi per 29Comuni, tra cui quelli di Pescara e L’Aquila, e l’altro in 27 Comuni tutti in Provincia di Chieti. Parliamo di opere destinate a migliorare la qualità dei luoghi pubblici: piste ciclabili, elementi di arredo urbano, bagni pubblici, playground, insomma un mix di realizzazioni. Il terzo progetto è il più ambizioso e coinvolge i Comuni di Silvi, Atri, Pineto, Città Sant’Angelo e Montesilvano, prevedendo anche dei cofinanziamenti che dovrebbero portare il totale degli interventi a 28 milioni, grazie al contributo di altri soggetti come Tua, Asp e Ferrovie dello Stato. Tra le opere previste anche in questo caso piste ciclabili e in aggiunta riqualificazione di immobili, edilizia sociale, autostazioni e sottopassi. Tutto bello, ma tutto sulla carta! Perché è concreto il rischio che nessuna di queste opere veda la luce. Il motivo è molto semplice, ed è stato esposto con grande chiarezza in tutti i decreti e le note del Ministero delle Infrastrutture: i lavori devono concludersi entro il 31 marzo 2026. Data già trascorsa, e recentemente posticipata dal Ministero al 30 giugno. Il problema è che a oggi, poco è stato fatto, e nessun cantiere dei tantissimi necessari, vista la quantità di Comuni coinvolti, è partito. Tra gli interventi che rischiano di saltare c’è quello da 1,75 milioni di euro che riguarda Borgomarino Sud e il tratto di lungomare tra l’incrocio con Via Vespucci e quello con Via Giovanni da Verrazzano: l’unico non riqualificato dell’intero Lungomare Colombo. In queste aree, oltre alla riqualificazione del viale per unificarlo ai tratti precedenti e successivi, sono previsti lavori di rifacimento del manto stradale in Via Vespucci, Via Mezzanotte, Via Tommasi e Via Thaon de Revel, dove sarà realizzata anche una piazzetta. La gestione delle opere è affidata alla Regione Abruzzo che, come detto, ha i fondi in cassa già dall’inizio del 2022. Analizzando il carteggio delle operazioni svolte dalla Regione, sin da subito è facile individuare i primi ritardi. Per esempio si evince che, tra la redazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione (Dip) e l’affidamento del progetti di fattibilità, ci sono voluti ben 7 mesi. Inoltre, il coinvolgimento di così tanti enti ha richiesto una conferenza dei servizi per ciascuno dei tre progetti. Questo ha portato l’impiego di oltre un anno solo per l’approvazione dei progetti di fattibilità. Siamo quindi arrivati ad agosto 2023, dopo un anno e mezzo dalla sottoscrizione della convenzione con il Ministero e quasi due dalla notizia dei finanziamenti, e ci si trovava ancora a uno stato preliminare di progettazione. A questo punto è intervenuta l’attività di Areacom, il killer dei crono programmi. Infatti, l’8 agosto 2023, la Regione ha trasmesso all’Agenzia i documenti per la redazione delle tre gare d’appalto integrato, che prevedono la redazione dei progetti definitivi e l’esecuzione dei lavori. Areacom, a ottobre 2023, indice le gare, ma a questo punto ci si accorge di un errore nella predisposizione del modello sulla piattaforma. Risultato? Solita revoca in autotutela della gara e nuova indizione, che arriva a febbraio 2024. Ma non basta! A marzo devono differire di 15 giorni i termini, perché è sbagliato uno dei link progettuali caricato sulla piattaforma. Stancamente, a settembre 2024 (a più di un anno di distanza dalla trasmissione dei documenti) si arriva agli affidamenti, con le progettazioni consegnate in via d’urgenza a dicembre, poiché altrimenti le normali procedure avrebbero richiesto ancora più tempo. Dobbiamo attendere gennaio 2026 per la conclusione positiva delle conferenze dei servizi. Nel frattempo però, siamo arrivati al 17 aprile e solo uno dei progetti ha ricevuto, pochi giorni fa,esattamente il 9 aprile, l’approvazione definitiva da parte della Regione. Parliamo del progettoriguardante la Provincia di Chieti. Gli altri due sono ancora in fase di verifica, così risulta dal sito. L’avvio dei lavori pare quindi ancora piuttosto lontano e a oggi appare impossibile il rispetto del termine del 30 giugno: aprire cantieri in 61 Comuni non è un’operazione di poco conto. Questa cronistoria si traduce nel concreto rischio di perdere 45 milioni di euro. Si è dimostrata completamente errata la strategia messa in atto dalla Regione Abruzzo a guida Marsilio didistribuire microinterventi in tantissimi comuni, generando caos e complicando eccessivamente le procedure per appalti che avrebbero dovuto procedere con celerità, vista la perentorietà delle scadenze imposte dal Pnrr. Lo scotto di questa mala gestio lo pagheranno come sempre i cittadini e lo pagheranno due volte. La prima, perché è a loro che le opere che non vedranno mai la luce erano destinate. La seconda,perché c’è il rischio di dover restituire tutti i fondi, compresi quelli già spesi per le progettazioni e gli incarichi, al Ministero, dovendo poi coprirli con risorse regionali e quindi ancora una volta con soldi pubblici degli abruzzesi. Per quanto riguarda la riqualificazione di Borgo Marino Sud, si tratterebbe di una vera beffa: certi dei fondi Pinqua, sull’area non sono infatti stati calati altri finanziamenti, e ora la riqualificazione rischia di restare una grande incompiuta così come rischia di restare al palo il riutilizzo del tratto finale di via Mezzanotte appositamente acquisito al patrimonio comunale nell’ambito di questo progetto. Tutti temi che, come anticipato, saranno oggetto di una interpellanza in Consiglio Regionale per chiedere aggiornamenti e rassicurazioni alla Giunta regionale e per sollecitare a mettere in atto tutto quanto possibile, sia nelle interlocuzioni ministeriali, che nelle sue attività amministrative, per evitare di perdere 45 milioni". E' quanto si legge in una nota a firma del vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli. (com/red)