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Di Marco sui sostegni alla natalità e diritto alla salute ai senza fissa dimora a Pescara

20 aprile 2026 - 08:33

(ACRA) - “Torno su un tema che considero centrale per il futuro della nostra regione: il sostegno alle famiglie e, in particolare, le misure a favore della natalità. Negli ultimi anni l’assegno di natalità in Abruzzo ha rappresentato un aiuto concreto per molte famiglie e uno strumento importante per contrastare lo spopolamento, soprattutto nei piccoli comuni. Ma oggi emergono criticità che non possiamo ignorare e che non rappresentano un segnale positivo per i futuri sostegni alle famiglie”, così il consigliere regionale Antonio Di Marco (PD). “Dal 2022 al 2024 i bandi sono stati pubblicati con regolarità, consentendo di finanziare le prime annualità e di avviare percorsi triennali per numerosi beneficiari - spiega - .  Nel 2025 non è stato pubblicato alcun avviso a causa della mancanza di risorse. Eppure restano impegni economici già assunti nei confronti delle famiglie. In particolare, devono ancora essere corrisposti gli assegni della seconda e terza annualità per i nati nel 2024 e quelli della terza annualità per i nati nel 2023, per un totale che supera i 2,3 milioni di euro. Il punto è chiaro: anche qualora venissero pubblicati nuovi avvisi nel 2025 e nel 2026, senza ulteriori stanziamenti queste risorse servirebbero esclusivamente a coprire gli impegni già presi, senza garantire nuovi contributi per i bambini nati dopo il 2024. Questo significa, di fatto, che la misura rischia di proseguire solo per chi è già beneficiario, senza offrire alcuna opportunità alle nuove famiglie. In altre parole, stiamo chiudendo il passato senza costruire il futuro. Per questo ritengo indispensabile un intervento immediato e strutturale: servono nuove risorse e una programmazione chiara, che dia continuità a una misura fondamentale non solo per il sostegno economico, ma anche per la tenuta sociale e demografica dell’Abruzzo. Le famiglie non possono restare nell’incertezza, e la natalità non può essere trattata come una voce residuale di bilancio. È una priorità politica, economica e sociale su cui dobbiamo assumere impegni concreti e credibili” aggiunge il consigliere, intervenendo peraltro sul diritto alla salute alle persone senza fissa dimora. “Le misure annunciate dal ministro Orazio Schillaci per garantire il diritto alla salute anche alle persone senza fissa dimora  - rileva - rappresentano un passo importante nella direzione giusta. Ora è necessario fare un ulteriore passo: estendere questi programmi anche alla città di Pescara, riprendendo il cammino iniziato dall’amministrazione di centrosinistra del sindaco Marco Alessandrini che aveva riconosciuto la possibilità di avere documenti proprio al fine della copertura sanitaria già nel 2015”, annunciando di aver “formalizzato la richiesta con una lettera indirizzata al Ministero della Salute, al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e all’assessora alla Sanità Nicoletta Verì, chiedendo l’inserimento di Pescara nella sperimentazione prevista dal cosiddetto ‘Decreto Schillaci’, che introduce modelli innovativi di presa in carico sanitaria delle persone senza fissa dimora”. “Il nuovo piano, illustrato in sede parlamentare, punta alla costruzione di una rete integrata tra servizi sanitari, medici di medicina generale, servizi sociali ed enti del terzo settore, con particolare attenzione alle persone senza dimora e ai minori in condizioni di vulnerabilità. L’obiettivo è superare le barriere che oggi impediscono a chi è privo di residenza anagrafica di accedere ai servizi sanitari di base – spiega ancora Di Marco - : Pescara ha tutte le caratteristiche per essere inserita in questa sperimentazione per dimensione urbana sia per il ruolo che svolge come polo di riferimento territoriale. A fronte di circa 118.000 residenti, la città registra quotidianamente un afflusso significativo di persone non residenti, con un impatto rilevante sui servizi. Inoltre, si stima la presenza di circa 100–120 persone senza fissa dimora, un dato comparabile con quello di altre città già incluse nel programma. Nella lettera si evidenzia anche il lavoro già svolto sul territorio, grazie all’impegno dei servizi sociali, delle unità di strada e delle associazioni, oltre alle esperienze già avviate per favorire l’accesso alla copertura sanitaria attraverso il rilascio di documenti”. “Escludere Pescara – conclude – significherebbe rinunciare a un’opportunità concreta per rafforzare una rete di assistenza che oggi, pur garantendo un primo livello di intervento grazie anche all’attività della Caritas, ha bisogno di essere resa più strutturata e continuativa. Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, senza eccezioni, a partire da chi vive le condizioni di maggiore fragilità”. (com/red)

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