Blasioli: pazienti oncologici non riconosciuti dal sistema sanitario regionale
04 maggio 2026 - 18:08

(ACRA) - "Per ragioni cliniche o su indicazione dei propri specialisti, molti pazienti oncologici abruzzesi si sottopongono terapie e interventi lontano dalla propria regione. Una volta terminate le cure avrebbero bisogno di monitorare l’andamento della malattia attraverso visite ed esami di vario tipo, tuttavia non vengono riconosciuti come pazienti oncologici assegnati al servizio sanitario regionale. Un ostacolo non da poco, perché comporta l’esclusione dalle liste dedicate per quanto concerne esami fondamentali di controllo e sorveglianza attiva, tra cui TAC, risonanze magnetiche o PET, costringendo il paziente fragile ad affrontare le liste d’attesa ordinarie, spesso incompatibili con le proprie condizioni cliniche". Lo scrive il vicepresidente del Consiglio e consigliere regionale PD, Antonio Blasioli, e aggiunge: "Ho presentato una Risoluzione che mira a colmare questa lacuna, indicando una soluzione concreta già sperimentata con successo in altre Regioni. Il Sistema sanitario abruzzese non può continuare a ignorare un vuoto normativo che blocca di fatto l’assistenza a una parte sempre crescente dei pazienti oncologici. "Questi pazienti – spiega nel dettaglio Blasioli - devono sottoporsi ad esami di controllo indispensabili per seguire l’evoluzione della malattia e valutare l’efficacia delle terapie, ed è proprio in questa fase che emergono le maggiori difficoltà. I pazienti si scontrano con problemi concreti nella prenotazione degli esami presso le ASL abruzzesi, in quanto non risulterebbero “in carico” ai servizi oncologici regionali. Quindi non possono accedere alle agende dedicate e le impegnative, redatte dai medici di medicina generale, li obbligano a passaggi ordinari attraverso il CUP regionale, con attese incompatibili con le tempistiche previste dai protocolli oncologici. Il risultato – sottolinea – è un vuoto assistenziale nella nostra regione che determina ritardi nei controlli, rischi clinici evidenti e un impatto psicologico pesantissimo su persone che vivono già una condizione di grande fragilità. La continuità assistenziale, soprattutto in oncologia – incalza Blasioli - non è un favore ma un diritto garantito dal Servizio sanitario nazionale. La Regione ha il dovere di assicurare a ogni cittadino la possibilità di effettuare gli esami di controllo nei tempi giusti, indipendentemente dal luogo in cui ha ricevuto l’intervento o la terapia. L’Abruzzo deve fare un passo avanti – aggiunge – come hanno già fatto Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lombardia: in queste regioni, i pazienti rientrati da fuori possono accedere alle agende prioritarie e ai percorsi di controllo, grazie al riconoscimento delle prescrizioni specialistiche extra-regionali. In questo modo il paziente non è costretto a una presa in carico formale da parte di un oncologo regionale né a ripetere visite inutili solo per ottenere un esame nei tempi corretti. Anche in Abruzzo bisogna rimettere al centro la persona, non l’incartamento amministrativo. Per questo – conclude il Vicepresidente del Consiglio regionale – ho chiesto alla Regione Abruzzo di impegnarsi ad adottare misure concrete per garantire l’accesso agli esami di controllo a tutti i pazienti oncologici abruzzesi, anche quando il percorso di cura si svolge fuori regione, attivando canali di prenotazione diretti e coerenti con i protocolli clinici. Ho chiesto, inoltre, di aprire un confronto con le altre Regioni per uniformare le modalità prescrittive e rendere subito riconoscibili le priorità oncologiche, evitando penalizzazioni legate a cavilli burocratici, e a fornire indicazioni chiare alle ASL e ai medici di medicina generale, attraverso una circolare regionale, per eliminare ambiguità e disallineamenti. Qui non parliamo di regole astratte, ma di persone, di tempo e di cure che non possono aspettare". (com/red)