Consorzio industriale Chieti-Pescara, M5S: "Aree abbandonate e 20 milioni di euro di debiti"
07 maggio 2026 - 17:57

(ACRA) - “Il centrodestra abruzzese prova oggi a raccontare la liquidazione del Consorzio industriale Chieti-Pescara come un atto di coraggio amministrativo. In realtà è soltanto la certificazione definitiva del proprio fallimento politico”. È l’intervento del capogruppo del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri e della consigliera Erika Alessandrini “dopo le ultime dichiarazioni sul futuro del Consorzio industriale e sul sistema che fa capo all’Azienda Regionale delle Attività Produttive (ARAP)” si legge in una nota. “Da anni denunciamo una gestione confusa, contraddittoria e propagandistica da parte della Giunta Marsilio e della destra regionale”, sottolineano. “Per anni hanno minimizzato il problema, poi hanno promesso salvataggi, fusioni, rilanci industriali e riforme risolutive. Nel frattempo il debito del Consorzio Chieti-Pescara continuava a crescere fino a raggiungere cifre insostenibili, superiori ai 20 milioni di euro, mentre le aree industriali cadevano nell’abbandono più totale. Le imprese della Val Pescara e del territorio chietino hanno continuato a pagare contributi e oneri consortili senza ricevere servizi adeguati. Strade dissestate, manutenzioni assenti, illuminazione carente, infrastrutture degradate, aree produttive lasciate senza programmazione e senza visione. Questa è l’eredità concreta lasciata dalla destra dopo anni di governo regionale”. Secondo gli esponenti del M5S, “la responsabilità politica di quanto accaduto è enorme e non può essere scaricata oggi sulla burocrazia o genericamente sul passato. Il centrodestra governa la Regione Abruzzo da anni e per larga parte degli ultimi decenni ha governato anche gli assetti politici e amministrativi che ruotavano intorno ai consorzi industriali. Non possono fingersi spettatori di fronte a un disastro maturato sotto i loro occhi”. “Abbiamo contestato fin dall’inizio anche il modo in cui la Giunta Marsilio ha affrontato la riforma dell’ARAP”, aggiungono i consiglieri. “Ci è stato presentato come un progetto di rilancio quello che in realtà appariva come un enorme contenitore nel quale far confluire debiti, criticità e funzioni senza un vero piano industriale, senza garanzie economiche e senza trasparenza sui numeri reali dell’operazione”. Taglieri e Alessandrini ricordano come “il Movimento 5 Stelle abbia più volte chiesto chiarezza sui conti del sistema ARAP e del Consorzio Chieti-Pescara. Abbiamo chiesto quanti fossero realmente i debiti, quali fossero le esposizioni verso fornitori e creditori, quali rischi esistessero per i lavoratori, quali risorse la Regione intendesse mettere in campo e quale sarebbe stato il destino delle infrastrutture industriali. Non abbiamo mai ricevuto risposte complete. Abbiamo assistito invece a continui annunci politici, conferenze stampa e dichiarazioni trionfalistiche mentre la situazione precipitava. Prima ci hanno raccontato che ARAP avrebbe risolto tutto. Poi che sarebbe servita una nuova agenzia regionale. Poi ancora che la liquidazione fosse inevitabile. Una linea altalenante e contraddittoria che dimostra l’assenza totale di una strategia industriale da parte della Giunta Marsilio”. “La cosa più grave - aggiungono - è che in questi anni si sia scelto di intervenire soltanto sulle strutture amministrative senza affrontare i problemi reali delle aree produttive abruzzesi. Nessuna visione sullo sviluppo industriale, nessun grande piano infrastrutturale, nessun rilancio concreto delle zone industriali strategiche. Solo propaganda”. “La destra oggi tenta disperatamente di intestarsi la soluzione di un problema che essa stessa ha contribuito ad aggravare, ma i fatti parlano chiaro: il Consorzio Chieti-Pescara arriva alla liquidazione con oltre 20 milioni di debiti, con infrastrutture compromesse e con anni di occasioni perdute. E tutto questo accade mentre Marsilio e la sua maggioranza continuavano a raccontare agli abruzzesi una realtà completamente diversa” rilevano ancora. “Il Movimento 5 Stelle continuerà a pretendere verità, trasparenza e responsabilità politiche precise”, concludono i consiglieri “non consentiremo che questa vicenda venga archiviata come una semplice pratica amministrativa. Qui siamo davanti al fallimento di un modello di gestione del centrodestra che ha prodotto debiti, immobilismo e abbandono dei territori industriali abruzzesi”. (com/red)