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Blasioli visita la nuova sala asta del mercato ittico a Pescara

15 maggio 2026 - 16:27

 (ACRA9) - “Il vecchio mercato ittico non sarà abbattuto e continuerà a servire da ripostiglio per le scafette di pesce. Quello nuovo, invece, versa già ora in condizioni esterne fatiscenti e all’interno il nastro della sala d’asta è ben più corto di quello attuale, gli spazi sono enormemente più ridotti e permangono le criticità di accesso veicolare. Queste sono cose che la marineria che protesta aveva già messo in evidenza e che abbiamo constatato di persona  durante il sopralluogo effettuato grazie alla disponibilità dei dirigenti comunali”  ad affermarlo sono il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli e i consiglieri comunali del Pd a seguito della visita ispettiva effettuata questa mattina negli spazi del nuovo mercato ittico della banchina sud di Pescara. “A seguito della richiesta avanzata lo scorso 27 aprile – spiega nel dettaglio Blasioli -  questa mattina, accompagnati dai dirigenti comunali competenti per materia, ci siamo recati in sopralluogo presso la ex biglietteria della “Tiziano” sulla banchina sud, destinata a diventare, secondo le intenzioni del Sindaco Masci, la nuova sala d’asta al posto della storica struttura del mercato ittico. La visita ispettiva è stata richiesta per constatare dal vivo l’idoneità della struttura a ospitare le attività alle quali è stata destinata dal Comune e per verificare la rispondenza sull’utilizzo dei Fondi PO  Feamp Misura 1.43, fondi europei gestiti dalla Regione Abruzzo. Al sopralluogo odierno, abbiamo fatto precedere una richiesta di accesso agli atti al Servizio Economia Ittica della Regione Abruzzo, che è quello che ha concesso, nell’ambito dei fondi Feamp 2014-2020 (bando 2021), circa 1 milione di euro al Comune di Pescara per i lavori necessari al cambio di destinazione d’uso della struttura. Dalla documentazione trasmessa, abbiamo appurato come il Comune di Pescara sia in ritardo rispetto alle scadenze richieste dall’Unione Europea, da cui provengono i fondi Feamp. A seguito di numerose proroghe, alcune generate anche dalla guerra in Ucraina, il Comune ha rendicontato le somme spese il 18 marzo 2024 ma la struttura è definita “non funzionante e necessita di ulteriori adeguamenti per renderla effettivamente fruibile” dal servizio regionale. Proprio per Pescara la Regione Abruzzo ha chiesto un parere al Ministero che ha determinato la data ultima per l’effettiva messa in esercizio per il 15 febbraio 2027, dovendo in caso contrario rimborsare tutte le somme.
 Quindi oggi abbiamo un termine, messo nero su bianco dal “Servizio Economia Ittica” della Regione Abruzzo, che è quello del 15 febbraio 2027. Fino ad oggi c’era grande incertezza su questa data. Abbiamo avuto modo di verificare con i consiglieri Giampietro, Pagnanelli, Di Stefano, Presutti e Di Iacovo anche le opere necessarie per renderla effettivamente fruibile. Sono ancora necessari 5 magazzini prefabbricati a servizio della sala d’asta e due moduli prefabbricati refrigerati. Queste ulteriori attività, che ci hanno confermato i tecnici, essere l’ostacolo alla prova da effettuare con marineria e pescatori e con il settore commerciale, hanno necessità di tempi. Si è ipotizzato fine luglio ma vedremo nelle prossime settimane con quali tempi effettivi. C’è invece la copertura economica. Queste opere, come il parcheggio a servizio del nuovo mercato saranno finanziate con i fondi FSC “lavori di completamento Waterfront fluviale”, un fondo di circa 2 milioni di euro. Ma dalla lettura degli atti e dalle conferme avute in mattinata abbiamo scoperto che il progetto è stato rimodulato proprio per cercare la copertura a queste ulteriori lavorazioni necessarie per rendere operativa la nuova sala d’asta. Se infatti, il Documento di indirizzo progettuale di questo progetto prevedeva la demolizione (senza ricostruzione) del vecchio mercato ittico, il Progetto di fattibilità tecnica ed economica prevede la nascita di un parcheggio in un’area dell’ex Cofa, ceduto dalla Regione al Comune. Il Parcheggio serve a separare l’accesso tra operatori, che continueranno ad accedere dall’area portuale, e acquirenti, che entreranno vicino al Ponte del Mare. Questo parcheggio non era quindi previsto e riteniamo (ma accerteremo tramite la capitaneria e il genio civile) se questo sia preliminare alla messa in funzione del mercato. Ci sembra difficile che la capitaneria possa autorizzare l’accesso nell’area portuale (che oggi è chiusa da una sbarra), anche agli acquirenti e ci sembra difficilmente conciliabile un parcheggio con le norme del PSDA. I consiglieri comunali del PD avranno modo di prendere le autorizzazioni e sentire capitaneria e Genio civile per le proprie competenze. La questione non è di poco conto. Leggendo il cronoprogramma dell’opera si prevede la fine dei lavori (di tutti e tre i lotti per il 2029, un termine che non si concilierebbe con quello del 15 febbraio 2027. Ad oggi c’è solo l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica e non è stata ancora approvata la progettazione esecutiva e l’appalto per l’esecuzione dei lavori, su cui vigileremo affinché non ci siano fughe in avanti per coprire errori progettuali. Oggi però sappiamo con certezza che il progetto di questi ulteriori due milioni di fondi FSC, a differenza di quanto inizialmente previsto, non prevede più l’abbattimento del vecchio mercato ittico e su questo ci sarà un lavoro da fare con la Soprintendenza per la tutela futura. Ma non è stata solo questa la sorpresa. Il vecchio mercato ittico non solo resta ma continuerà a servire da ripostiglio per le scafette di pesce. Si legge nel progetto di fattibilità che “in merito alla prescrizione definita dalla Asl il 28 luglio 2025, inerente la necessità di allocare, nelle aree esterne alla nuova sala d’asta, una struttura adibita allo stoccaggio delle cassette utilizzate per contenere i prodotti della pesca, l’Amministrazione committente ha definito di poter utilizzare, a tal fine, i locali, presenti all’interno della attuale sala d’asta, che già attualmente adempiono a tale funzione”. L’amministrazione Masci risponde cioè a questa prescrizione della Asl dicendo che mentre l’asta si sposterà a sud del fiume, le scafette verranno riposte dove si ripongono ora. Questo è il sistema immaginato. A questo punto il Ponte del Mare potrà cambiare nome in “Ponte delle scafette”. E’ una vicenda che, assieme a quella scandalosa del dragaggio, ci sta impegnando molto e continueremo a farlo a sostegno di un settore importante per la nostra città. La sensazione è che il mancato coinvolgimento e la partecipazione mancata a questa scelta abbia creato tanti problemi su cui oggi si cerca di trovare soluzioni tardive”, conclude il vicepresidente del Consiglio regionale. (com/red)

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