Mobilitazione medici di base, opposizione: protesta di oggi smonta propaganda destra
21 maggio 2026 - 15:26

(ACRA) - “È un fortissimo segnale quello che arriva dai medici di famiglia, che questa mattina sono arrivati a bloccare per alcuni minuti la strada e a manifestare sotto l’assessorato alla sanità per chiedere di essere messi nelle condizioni di curare i loro pazienti. Un segnale che non può essere ignorato dalla destra abruzzese, che da otto anni è alla guida della Regione, collezionando un fallimento dopo l’altro” ad affermarlo sono i consiglieri regionali di opposizione Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Antonio Di Marco del PD, Francesco Taglieri M5S e Alessio Monaco AVS, “che hanno partecipato alla mobilitazione regionale dei medici di medicina generale, e di tutte le organizzazioni sindacali, tenutasi questa mattina a Pescara sotto gli uffici dell’assessorato alla sanità” si legge in una nota. “Siamo qui per sostenere la protesta di chi si prende cura delle persone. Con questa mobilitazione – continuano - sono i medici a smentire tutte le fandonie della destra sulla sanità abruzzese. Oggi in strada c’erano tantissimi medici, anche giovani, che rappresentano il futuro della sanità pubblica territoriale. Essere al loro fianco è importante: da mesi denunciamo il fallimento della programmazione sanitaria della Giunta composta da Fratelli D'Italia, Lega e Forza Italia, e la mobilitazione di oggi conferma quanto abbiamo sempre detto. I medici di famiglia sono il primo baluardo della salute – incalzano i consiglieri - svolgono un lavoro indispensabile, eppure devo fare i conti quotidianamente con ritardi, assenza di confronto, mancanza di una visione e progressivo smantellamento della sanità di prossimità. Altro che rilancio del territorio, con questa destra siamo davanti a una politica fatta di tagli, annunci e immotivato ottimismo, che serve solo a celare fallimenti e inefficienza. Marsilio, Verì, e tutta la Giunta, continuano a non raccontare la verità. Eppure le carte parlano chiaro: nel Programma Operativo la Regione ha previsto fino a 12 milioni di euro di tagli sulla medicina territoriale, e in particolar modo sui contratti regionali di medici di base, non consentendo di sottoscrivere gli accordi, proprio mentre mancano centinaia di medici di base. Senza contare il fallimento sullo stato di attuazione del PNRR sanitario. Le Case di Comunità dovevano rappresentare il perno della nuova assistenza territoriale, invece oggi molte strutture risultano in ritardo, altre vengono inaugurate come scatole vuote, senza personale sufficiente e senza una reale integrazione con la medicina generale. Una messa in scena degna dei peggiori anni della propaganda nazionalista, volta solo a gettare fumo negli occhi dei cittadini. E mentre loro fanno selfie e conferenza stampa, nei territori, soprattutto nelle aree interne, si continua a perdere prossimità sanitaria e continuità assistenziale. Migliaia di famiglie rinunciano a curarsi per difficoltà economiche, liste d’attesa interminabili e assenza di servizi vicini. È il segno più drammatico del fallimento delle politiche sanitarie regionali e nazionali”. “Non si può costruire la medicina del territorio contro i medici di famiglia, o senza coinvolgere chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini. Servono subito azioni chiare: il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale, investimenti veri sulla medicina generale, il pieno utilizzo delle risorse del PNRR e un piano credibile per salvare la sanità territoriale abruzzese. In poche parole serve governare e non limitarsi a farlocche narrazioni di successo. L’Abruzzo ha bisogno di chi amministra la Cosa pubblica, non degli influencer della politica”, concludono. (com/red)