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Sistema idrico, Monaco: La gestione pubblica è una priorità assoluta

25 maggio 2026 - 09:42

(ACRA) - "Ci sono riforme nate per gestire l'ordinario e riforme capaci di tracciare il solco per le prossime generazioni. Il riordino del sistema idrico abruzzese appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. La politica regionale è oggi chiamata a decidere il destino di una risorsa preziosa e vitale attraverso una pianificazione che vincolerà il territorio per i primi trent’anni. Una responsabilità altissima, che richiede lungimiranza e che non può essere affrontata con la logica della fretta o delle contingenze del momento". ​Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), Alessio Monaco, definisce i contorni di una sfida cruciale in vista del dibattito in Aula: "La posizione di AVS rimane ferma su un principio cardine, coerente con le battaglie storiche portate avanti sia a livello locale che nazionale: l’acqua è un bene comune e la sua gestione deve rimanere saldamente in mani pubbliche. ​Un provvedimento di tale portata avrebbe richiesto un percorso lineare e approfondito. Il dato politico più macroscopico ed evidente balza agli occhi guardando indietro di qualche mese: a novembre del 2024, furono proprio alcuni consiglieri di maggioranza a chiedere a gran voce l’istituzione di una commissione speciale che potesse dedicarsi interamente all’analisi del sistema idrico integrato. Una richiesta che arrivava da chi governa la Regione, ma che è stata clamorosamente smentita dai fatti successivi.
​Le dinamiche politiche interne alla maggioranza hanno infatti voluto che il percorso si arenasse sul nascere per volontà di alcuni autorevoli esponenti della maggioranza stessa. A causa di questo stallo, l'organismo non è mai riuscito nemmeno a riunirsi per eleggere il proprio presidente o per iniziare i lavori. ​Solo un anno dopo è arrivata la proposta a firma del presidente Sospiri direttamente nella Commissione Ambiente e Territorio, estromettendo di fatto la commissione speciale. Sarebbe stato sicuramente meglio iniziare con un percorso diverso, cercando sin dall'inizio un confronto costruttivo tra maggioranza e minoranza su un tema così strategico. Invece, dopo aver perso mesi preziosi, adesso la maggioranza evoca la massima urgenza e ci viene a dire che dobbiamo muoverci per forza. Lo spettro agitato è quello della scadenza del 30 giugno: se si va oltre questa data, il rischio concreto è che il sistema idrico abruzzese finisca a gara pubblica, aprendo alla privatizzazione. Ma il tempo non è mancato per fatalità: lo hanno sprecato loro con i veti incrociati del centrodestra. Un'architettura istituzionale che regolerà i primi trent’anni merita un esame rigoroso, non un'accelerazione forzata dettata da ritardi autoinflitti. ​La gestione su due ambiti territoriali ​Il fulcro della discussione risiede nella scelta del modello organizzativo. Se l'ipotesi dell'accentramento in un unico ambito regionale viene giustificata con una teorica riduzione dei costi diretti, una valutazione più ampia mostra come la concentrazione eccessiva rischi di tradursi in una perdita di controllo logistico, sociale e operativo sul territorio".
"La gestione di una struttura pubblica che eroga un servizio essenziale non può essere equiparata a quella della classica azienda privata - sostiene Alessio Monaco - La politica ha il dovere di far quadrare i conti, ma anche quello di garantire l'efficacia dei servizi distribuiti sul territorio. ​Per questo motivo, la proposta di prevedere la gestione divisa in due ambiti territoriali emerge come la soluzione più equilibrata e fattibile. Si tratta di un'opzione concreta che ha già riscontrato una forte condivisione da parte di numerosi sindaci e che, in sede di audizione, è stata presa in ottima considerazione dallo stesso Ersi (Ente Regionale Servizio Idrico), l'organismo che sarà poi chiamato a decidere ufficialmente sulla fattibilità tecnica del progetto. Suddividere la gestione in due ambiti consentirebbe di preservare la capillarità del servizio, valorizzando le specificità geomorfologiche dell'Abruzzo e aumentando l'efficienza decisionale.
​Accanto al modello di gestione, si pone una questione imprescindibile di democrazia e di rappresentanza istituzionale. L'attuale proposta a firma Sospiri contiene infatti una grave stortura: esclude i Comuni fino a 3.000 abitanti dai processi decisionali diretti dell'Ersi, di fatto azzerando la loro voce in capitolo. ​Per Alleanza Verdi e Sinistra si tratta di una discriminazione inaccettabile. Noi vogliamo che questo non accada: deve essere garantita pari dignità per tutti i comuni, senza distinzioni basate sulla dimensione demografica. Isolare e privare del diritto di voto i piccoli centri, che costituiscono l'ossatura delle aree interne abruzzesi e che spesso custodiscono le sorgenti più ricche, significa compiere un atto di ingiustizia territoriale. La risorsa idrica appartiene a tutti e ogni comunità ha il diritto di partecipare attivamente alle scelte strategiche che la riguardano. C'è un limite invalicabile che non permetteremo venga superato: la gestione privata dell'acqua abruzzese. Siamo completamente contro questa ipotesi e l'obiettivo prioritario del nostro mandato è evitare assolutamente questo rischio. L'acqua non è una merce e non deve rispondere a logiche di profitto o essere consegnata ai privati. Su questo punto non sono ammessi passi indietro: per noi la gestione pubblica è un dogma e ci batteremo fino in fondo per salvaguardarla, pronti a fare le barricate per difendere il patrimonio dei cittadini.
"​La tutela del sistema - conclude Monaco - passa inevitabilmente anche attraverso la salvaguardia di chi lo fa funzionare ogni giorno. Per il capogruppo AVS, qualsiasi modello di riordino deve garantire la piena stabilità occupazionale e i diritti di tutti i dipendenti attualmente in forza nei sei gestori operativi nella regione. L'auspicio e l'impegno in Aula dovranno essere orientati verso una soluzione che metta da parte le convenienze di fazione e persegua esclusivamente l’interesse pubblico, l'equità tariffaria e la tutela del patrimonio idrico dell'Abruzzo per i decenni a venire". (com/red)

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