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Blasioli su sovraffollamento Pronto Soccorso Pescara: la politica regionale non da risposte

29 maggio 2026 - 13:42

(ACRA) - “L’Applicazione delle linee guida per la gestione del sovraffollamento nel Pronto soccorso di Pescara resta ferma. Il presidente Marsilio e l’assessore Verì, non riescono a dare risposte, eppure si tratta di un’omissione grave che ricade soprattutto sui pazienti e sul personale sanitario. Da luglio 2025 attendiamo risposte. In un anno sono arrivate tre ipotesi per la gestione delle emergenze: una bocciata, una elaborata dal gruppo di lavoro di esperti, ma accantonata prima ancora del parere regionale, e una terza, priva di stime e non sottoposta alla Direzione regionale". Così scrive il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere PD, Antonio Blasioli, e aggiunge: "A causa di questi pasticci, il Pronto Soccorso di Pescara continua a essere alle prese con criticità enormi che mettono a rischio l’erogazione di un servizio efficace ed efficiente, nonostante medici, infermieri e OSS lavorino senza sosta per curare i pazienti. Per questo presenterò una nuova interpellanza regionale da sottoporre all’Assessore Verì, e mi aspetto che ci vengano fornite risposte chiare e celeri”. “Ci arrivano numerose testimonianze di persone costrette ad attendere per giorni all’interno del Pronto Soccorso, spesso in condizioni difficili, su barelle, in spazi comuni e fuori dai reparti che potrebbero fornire le giuste cure. Sono affidate al personale del Pronto Soccorso che però dovrebbe occuparsi esclusivamente dell’emergenza-urgenza e invece è costretto  a gestire anche pazienti che di fatto sono ricoverati per giorni. Questo è il frutto di un disordine e una lentezza amministrativa che partono da lontano. La Regione Abruzzo – spiega ancora Blasioli - con la Delibera di Giunta n. 493 del 30 luglio 2025, ha definito le linee di indirizzo per la gestione del sovraffollamento nei Pronto Soccorso. Tuttavia, a dieci mesi di distanza, la ASL di Pescara non solo non le ha attuate, ma continua a proporre soluzioni fallaci,  in contrasto con tali linee guida e prive di una reale giustificazione per raggiungere il benessere collettivo. Tra gli strumenti previsti nelle linee guida ci sono la Admission Room, la Medicina d’urgenza e la Discharge Room. A distanza di quasi un anno dalle linee guida, non si registra un solo posto letto in più destinato a queste strutture. Anzi, la Asl di Pescara ha perso molto tempo. La proposta, deliberata a novembre 2025, di realizzare la Admission Room all’interno del Pronto Soccorso, riducendone gli spazi di oltre un terzo, con evidenti ricadute su funzionalità e sicurezza – incalza il Vicepresidente del Consiglio -  fu una scelta errata che aggravava la situazione del Pronto soccorso invece di migliorarla. Per questo mi sono attivato per portare la questione in Consiglio regionale del 17 febbraio 2026. In quel frangente l’assessore Verì  fu costretta ad ammettere l’incompatibilità con le linee guida regionali e riuscimmo quindi a salvare il Pronto Soccorso da un taglio drastico di spazi e posti letto per la gestione delle emergenze. Dopo quel passo falso, che ha fatto perdere tanto tempo agli abruzzesi, si è costituito un gruppo di lavoro di esperti all’interno della Asl, con l’obiettivo di individuare una soluzione funzionante e rispondente alle linee guida per gestire il sovraffollamento. Lo scorso 19 marzo, il gruppo ha concluso i suoi lavori, rimettendo una relazione che è stata trasmessa alla Regione per un parere preventivo. Nel documento redatto dagli esperti Asl è prevista la realizzazione di una Admission Room dotata di 22 posti letto, nella struttura che ospitava il vecchio Pronto Soccorso. A questi 22 posti letto, si sarebbero inoltre aggiunti gli 8 posti della medicina d’urgenza, collocati nell’ex Obi, per un totale dunque di 30. Numeri che permetterebbero, sulla base dei dati del 2025, l’abbattimento per circa l’80% del fenomeno del cosiddetto “boarding” – cioè i pazienti che seppur destinati a un reparto restano in carico al pronto soccorso, in barelle, spazi comuni e corridoi, per assenza di posti nel reparto di destinazione. Una condizione che lo scorso anno ha riguardato 6081 pazienti, con una media di 2,2 giorni di attesa e 13.378 giornate di degenza. La proposta genererebbe quindi un ottimo risultato per cittadini e personale. Tuttavia, senza neanche attendere la risposta della Regione, nella giornata del 27 maggio 2026, la Asl di Pescara ha cestinato questo piano, approvando la delibera n. 813 su cui si leggono cose assurde, ma al tempo stesso proprio per questo interessanti. Scompare la realizzazione della Admission Room di 22 posti letto dentro il vecchio Pronto Soccorso. La delibera prevede che sia realizzata al terzo piano dell’ala sud, ma con soli 15 posti letto, e condividendo gli spazi con la chirurgia vascolare cui per questo saranno tolti posti. Diversamente da quanto previsto dal piano elaborato dal gruppo di lavoro, nella Delibera viene nuovamente proposta l’ipotesi, peraltro già bocciata dalla Regione, di collocare gli 8 posti letto della medicina d’urgenza dentro i locali del Pronto Soccorso. Una scelta che cancella 3 posti letto adesso utilizzati per l’assistenza breve e la sala degli infermieri, senza che però vi sia a monte una adeguata diminuzione del boarding a causa della riduzione dei posti letto previsti nell’Admission Room. Una formulazione inefficace, visto che non elimina rimane la fame di spazi del Pronto Soccorso necessari al “ricovero” provvisorio dei pazienti. A fronte dei 30 posti totali previsti dal gruppo di lavoro, la Delibera ne propone 23. Una riduzione forte e inspiegabile, che interviene anche prima del parere di compatibilità della giunta regionale". "Di fronte a tutto questo - scrive in conclusione Blasioli - è legittimo porsi delle domande. Cosa pensa la Regione Abruzzo di questa nuova ipotesi e soprattutto è a conoscenza che di questa terza ipotesi non è stata neanche interpellata? Come valuta la demolizione di una parte di struttura realizzata di recente con fondi pubblici? Perché non si è atteso il parere della Regione sul lavoro del gruppo tecnico? Perché si continua a cambiare soluzione, arrivando già alla terza proposta, e insistendo nel ridurre gli spazi di un Pronto Soccorso ancora costretto a gestire il boarding? E ancora: quale sarà la destinazione dell’ex area OBI, individuata dal gruppo di lavoro per la Medicina d’urgenza? Come mai un progetto che prima aveva una stima di 503.000 euro oggi, pur richiedendo interventi più complessi, non presenta alcuna quantificazione dei costi? E perché una ASL che prima chiedeva esplicitamente il supporto economico della Regione oggi propone una soluzione più onerosa senza indicare risorse? Questi e altri interrogativi sono al centro di una nuova interpellanza sul ritardo nell’applicazione delle linee guida regionali contro il sovraffollamento” conclude. (com/red)

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