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Di Marco su viabilità SS487: I territori hanno diritto a risposte e tempi certi

10 giugno 2026 - 11:13

(ACRA) - “Mentre cittadini, lavoratori e imprese affrontano ogni giorno disagi sempre più pesanti sulle principali arterie dell'entroterra abruzzese, dalla Regione continuano ad arrivare risposte parziali, ritardi e, troppo spesso, un inaccettabile rimpallo di responsabilità. La viabilità non può essere trattata come una questione secondaria: riguarda la sicurezza delle persone, la competitività delle aziende e il diritto delle comunità interne a non essere lasciate indietro. Per questo, da vicepresidente della Commissione Infrastrutture del Consiglio regionale, ho voluto verificare direttamente lo stato di avanzamento degli interventi sulle principali strade del territorio. Il quadro che emerge è fatto di luci e ombre: da una parte risultati concreti che dimostrano come, quando c'è attenzione e determinazione istituzionale, le soluzioni arrivano; dall'altra opere strategiche bloccate da ritardi, mancanza di trasparenza e continui scaricabarile che non sono più tollerabili”, E' quanto dichiara il consigliere regionale Antonio Di Marco che aggiunge:  “Sulla SS 487, nel tratto compreso tra Caramanico Terme e San Valentino in Abruzzo Citeriore, si registrano finalmente passi avanti significativi. A seguito delle sollecitazioni che ho avanzato nei mesi scorsi, l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis ha accolto e condiviso la mia segnalazione. Oggi i lavori procedono con l’installazione dei pali di sostegno e il rifacimento del manto stradale, le maestranze sono operative e il ripristino della viabilità è ormai in fase avanzata. Si tratta di un risultato positivo che va evidenziato e per il quale ringrazio l’assessore per l’impegno profuso – illustra il consigliere - . Ben diverso, invece, il quadro sulla SS5 Tiburtina Valeria. Nel tratto tra Bolognano e Scafa proseguono i lavori sul ponte del fiume Orta, ma con una lentezza che continua a destare forte preoccupazione. Parliamo di un’opera strategica per la sicurezza, la mobilità e lo sviluppo economico dell’intera vallata. Eppure, nonostante una comunicazione di Anas dello scorso gennaio indicasse febbraio come termine per la conclusione dei lavori da parte della ditta appaltatrice, oggi siamo a giugno e quel termine è stato ampiamente superato senza che siano state fornite informazioni chiare e aggiornate sulle nuove scadenze. La domanda resta sempre la stessa: che fine ha fatto il cronoprogramma? Non è accettabile che cittadini, imprese e amministratori siano ancora privi di tempi certi per il completamento di un’infrastruttura così importante, proprio mentre il traffico aumenta sensibilmente con l’arrivo dell’estate. Per questo chiedo alla Regione e ad Anas di dire con precisione quando verranno completati i lavori e quali siano le ragioni di questi ulteriori ritardi. I territori non possono essere lasciati nell’incertezza e non possono pagare il prezzo di una gestione che appare sempre più confusa.

Ma sulla Tiburtina mi trovo ancora una volta costretto a denunciare una situazione assurda che riguarda la viabilità dopo il ponte di Turrivalignani e, soprattutto, l’atteggiamento superficiale con cui la Regione sta affrontando il problema. Alla mia interrogazione che chiedeva il ripristino della strada, l’assessore regionale ai Trasporti ha risposto sostenendo che la rimozione del terreno presente sulla carreggiata non sarebbe di competenza dell’Anas e che la questione dovrebbe essere risolta dal cosiddetto “frontista”, richiamando addirittura l’articolo 31 del Codice della Strada. In pratica, dopo oltre due mesi di transennamenti, carreggiata ristretta e disagi continui per i cittadini, la priorità sembra essere quella di individuare su chi scaricare la responsabilità invece di intervenire immediatamente. Una risposta che lascia francamente sconcertati. Di fronte a un problema che incide sulla sicurezza della circolazione, ci si aspetterebbe un'azione rapida e risolutiva, non una lezione burocratica sulle competenze. La Regione dovrebbe svolgere un ruolo di coordinamento e di impulso verso tutti i soggetti coinvolti, non limitarsi a prendere atto della situazione e a indicare un presunto responsabile.

La domanda che rivolgo alla Regione è semplice: quanto tempo serve per rimuovere una modesta quantità di terreno franata sulla strada? Quale sarebbe il costo così insostenibile da giustificare mesi di immobilismo? Nel frattempo, però, quel restringimento continua a rappresentare un rischio per gli automobilisti e a rendere più pericolosa la circolazione. La viabilità è una priorità per cittadini, lavoratori e imprese e richiede risposte chiare, tempi certi e impegni rispettati. Il territorio non può più aspettare. Chi governa ha il dovere di decidere, intervenire e risolvere i problemi, non di rinviarli o di nascondersi dietro le competenze amministrative. È su questo che i cittadini giudicano l’azione delle istituzioni”. (com/red)

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