San Massimo di Penne, Blasioli sulle condizioni della sala sterilizzazione
03 luglio 2026 - 09:38

(ACRA) - "L’Ospedale San Massimo di Penne continua ad essere al centro di una situazione di estremo abbandono". Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli che spiega: “Più volte abbiamo denunciato il ritardo dei lavori, ridotti della metà a causa dello scippo attuato dalla Giunta Marsilio che ha sottratto al San Massimo ben 12,5 milioni, assegnati dal governo regionale di centrosinistra, a vantaggio di altri presidi ospedalieri. A questo schiaffo si aggiunge la questione relativa alle condizioni di sicurezza, anzi potremmo dire di insicurezza, nelle quali vengono erogati i servizi all’interno del presidio. Dalla lettura della Delibera n. 996 del 29 giugno, infatti, si evince che i NAS già dal 2 ottobre 2025 hanno verificato delle carenze nei locali della centrale di sterilizzazione del San Massimo. Un paradosso, visto che si tratta del principale luogo deputato alla sicurezza igienico-sanitaria di tutta la struttura. Il contenuto del verbale redatto dai Carabinieri ha spinto la Asl, il successivo 21 ottobre 2025, a dichiarare l’impossibilità di adeguamento strutturale della centrale di sterilizzazione, che comunque sembra aver continuato a svolgere regolarmente la sua funzione, nonostante il verbale del Nucleo dei Carabinieri per la tutela della Salute. Di norma il servizio di sterilizzazione del San Massimo riceve a fine turno tutti i ferri chirurgici usati dalle sale operatorie e dai reparti per essere lavati, imbustati, sterilizzati e riconsegnati ai rispettivi servizi. Oggi però sappiamo che da 9 mesi quella sala non è a norma e non ci sono progetti, che riteniamo necessari, per il suo adeguamento. Cosa sia accaduto in tutti questi mesi non è dato saperlo, ma dalla lettura della Delibera n. 996 del 29 giugno dobbiamo desumere che fino a oggi la sala della sterilizzazione degli attrezzi chirurgici dovrebbe aver funzionato. Infatti il documento individua, solo a partire da ieri 1 luglio, una soluzione alternativa: non potendo più far uso della propria sala di sterilizzazione, anche Penne farà ricorso alla centrale di sterilizzazione dell’ospedale Santo Spirito di Pescara. Questo renderà necessario dotare il presidio innanzitutto di ulteriori 90 kit di ferri, triplicando il numero di quelli già in dotazione a Penne, e garantirne il servizio di trasporto da e per Pescara. A fornire l’intero servizio sarà la ditta già affidataria dell’accordo quadro, per un costo di euro 711.000,00 che comprende il trasporto quotidiano dei ferri da Penne a Pescara e viceversa. Ancora una volta si spendono soldi, che dovranno essere stanziati anche per i prossimi anni, per far fronte a situazioni precarie, messe sotto la lente d’ingrandimento questa volta anche dai Carabinieri. Una testimonianza di grave incapacità gestionale, soprattutto se pensiamo che la questione odierna fa il paio con un’altra grande carenza che abbiamo sollevato, ovvero il mancato rinnovo del certificato di prevenzione incendi, l’assenza di un impianto di rilevazione fumi, uscite di emergenza non conformi. Tutte criticità che hanno portato alla chiusura del tunnel di collegamento tra i due padiglioni dell’ospedale e all’avvio di lavori di adeguamento di cui non si conoscono il termine e l’esito dei collaudi. La chiusura del tunnel costringe i pazienti a dover uscire per raggiungere il blocco dove si eseguono esami diagnostici, il tutto a cura di associazioni che per questo servizio vengono pagate ogni giorno 500 euro, per un totale di 180.000 euro l’anno. Davanti a questa situazione insicurezza di un ospedale fondamentale per la garanzia del diritto alle cure dell’area vestina, e non solo, ho già più volte chiesto alla Giunta Marsilio perché la Asl di Pescara da anni si ostini a non nominare, sia nell’ospedale di Penne che in quello di Popoli, il Direttore sanitario di presidio. Si tratta di una figura prevista dall’ordinamento e anche dalla rete ospedaliera del 2023, approvata proprio da questo centrodestra, che prevede in entrambi i nosocomi l’istituzione dell’Unità Operativa Semplice “Direzione medica di Presidio”, in cui dovrebbe essere incardinata questa figura responsabile, tra l’altro, delle funzioni igienico-organizzative e quindi fondamentale in una situazione come quella del San Massimo. L’ho chiesto con conferenze stampa, con note e anche con la recentissima interpellanza discussa nel Consiglio regionale del 16 giugno e ancora durante il Consiglio comunale straordinario di Penne del 15 giugno, ma questa nomina manca. La questione del San Massimo di Penne mette chiaramente in luce l’incapacità della Asl di gestire l’ospedale, ma anche l’incapacità della Giunta regionale di far rispettare alle sue aziende sanitarie le leggi che emana. A pagare i danni di questo incrocio di pressapochismo, lassismo e disattenzione sono sempre i cittadini. E questo è inaccettabile. Continueremo a monitorare la questione e segnalare nelle sedi preposte tutte le criticità che riscontriamo”, conclude Blasioli. (com/red)