Paolucci su verbale tavoli monitoraggio: Parere non favorevole alla verifica del Piano di Rientro
01 luglio 2026 - 12:41

(ACRA) - “Mentre Marsilio continua a tagliare nastri e inaugurare Case della Comunità e strutture sanitarie ancora prive dei servizi necessari, il Tavolo di monitoraggio e il Comitato LEA certificano un quadro allarmante della sanità abruzzese. Esprimono, anzitutto, un parere non favorevole sulla verifica del Piano di rientro 2025 e rilevano un risultato d'esercizio al IV trimestre 2025 delle 4 ASL in disavanzo di -82 M/Euro con una condizione di squilibrio strutturale dei conti, con un invito a procedere alle necessarie contabilizzazioni dei crediti inesigibili che potrebbero peggiorare ulteriormente il risultato d'esercizio. Richiamano, inoltre, pesanti ritardi nell'attuazione del DM 77, cioè della riforma della sanità territoriale che avrebbe dovuto rappresentare la risposta ai bisogni dei cittadini. A tutto questo si aggiungono criticità sulla copertura vaccinale, sulla mobilità sanitaria e sui servizi territoriali. Non è il giudizio dell'opposizione: è quanto scrivono nero su bianco i Tavoli ministeriali di monitoraggio”, così il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, commenta le conclusioni del verbale di marzo del Tavolo di monitoraggio e del Comitato LEA sulla verifica dei conti e degli adempimenti della sanità abruzzese. “Il documento ministeriale smonta completamente la narrazione della Giunta Marsilio – illustra l'esponente Dem - . La realtà è quella di una sanità in affanno, con un disavanzo strutturale che continua a pesare sui conti della Regione e che costringe gli abruzzesi a pagare un'IRPEF più alta per coprire inefficienze che il governo regionale non è stato in grado di rimuovere. Quelle risorse, inoltre, non possono essere liberate perché devono restare vincolate a coprire il deficit sanitario, sottraendo margini di bilancio a trasporti, politiche sociali, sviluppo e investimenti sui territori. Gli elementi più preoccupanti riguardano proprio la sanità territoriale: Marsilio continua a presentare inaugurazioni come se fossero il simbolo di una rivoluzione in corso, ma i Ministeri raccontano altro. Il DM 77 è in ritardo, le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità non sono ancora in grado di garantire la rete di servizi prevista, la presa in carico dei cittadini resta insufficiente e il sistema continua a scaricare sugli ospedali criticità che avrebbero dovuto essere affrontate sul territorio. Il verbale richiama inoltre una mobilità sanitaria passiva ancora molto elevata, una fuga di pazienti che riguarda sempre più anche prestazioni di media e bassa complessità, insufficiente presa in carico dei pazienti nella rete delle cure palliative e una copertura vaccinale che continua a richiedere interventi di rafforzamento. Il quadro che emerge è quello di una sanità che continua a non dare risposte adeguate agli abruzzesi. Se migliaia di cittadini continuano a curarsi fuori regione anche per prestazioni ordinarie significa che il problema non riguarda soltanto l'alta specializzazione, ma l'organizzazione quotidiana dei servizi. Nonostante le risorse irripetibili del PNRR, la sanità territoriale dopo sei anni di governo Marsilio non è mai realmente decollata: giusto per citare qualche dato, nel verbale si legge che per altri 6 siti la conclusione dei lavori è prevista soltanto entro i primi mesi del 2026, mentre per gli Ospedali di Comunità di Pescina e Tagliacozzo (ASL Avezzano-Sulmona-L'Aquila) e per quello di Montesilvano (ASL Pescara) la stessa Regione evidenzia criticità di natura attuativa, al punto da valutare lo spostamento degli interventi a rischio su altra fonte di finanziamento pur di non pregiudicare il target PNRR. Anche sulle Case di Comunità la Regione si limita a dichiarare di star operando congiuntamente alle ASL affinché siano attivate e operative secondo tutti gli standard del decreto entro il 31 marzo 2026: un ennesimo traguardo rinviato, non un risultato raggiunto. Il dato politico più pesante – conclude Paolucci – è che questa non è una critica del Partito Democratico, ma una certificazione dei Ministeri competenti, che sottolineano la preoccupazione sullo stato dei conti della Regione e in generale sulla sostenibilità del SSR, rilevando che l'Abruzzo e l'unica Regione in piano di rientro in cui si registra una inversione di tendenza, in senso peggiorativo dei risultati d'esercizio, con compromissione degli obiettivi del Piano di rientro. Agli abruzzesi, purtroppo, restano tasse più alte, una sanità che continua a perdere terreno, liste d'attesa interminabili e strutture inaugurate ma troppo spesso ancora prive della capacità di dare risposte concrete. Il fallimento della gestione Marsilio è ormai conclamato e trova conferma proprio negli atti ufficiali dello Stato”. (com/red)