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Trinchini di Sulmona, Alessandrini: Servono sgombero, recupero delle somme e gara trasparente

08 luglio 2026 - 12:56

(ACRA) -  “Ci sono voluti anni di inerzia, un patrimonio pubblico lasciato senza reale tutela, la nostra azione in Commissione Vigilanza e il nostro interessamento presso gli organi competenti perché la Giunta Marsilio aprisse finalmente gli occhi sul complesso sportivo-ricreativo ‘A. Trinchini’ di Sulmona. Ma oggi nessuno provi a spacciare questa delibera per un atto di buon governo: è, al contrario, la certificazione del disinteresse politico e amministrativo della destra regionale”. Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, commentando la Deliberazione n. 384 dello scorso 23 giugno 2026, con cui la Giunta regionale interviene sul complesso sportivo Trinchini di Sulmona. “Quello che oggi la Giunta mette nero su bianco — prosegue Alessandrini — è esattamente ciò che abbiamo denunciato: il contratto originario era scaduto il 30 novembre 2007, la struttura è rimasta detenuta senza valido titolo giuridico, la Regione aveva diritto a percepire le indennità per l’occupazione ‘sine titulo’ e la precedente Deliberazione di Giunta Regionale  n.73 del 2020, con cui si immaginava un nuovo affidamento diretto, era in contrasto con il quadro normativo vigente. In altre parole: per anni il patrimonio pubblico regionale è stato trattato con una leggerezza inaccettabile a favore di un singolo operatore, a discapito del tessuto sportivo e associativo sulmonese. La destra arriva oggi, nel 2026, a fare ciò che avrebbe dovuto fare molto tempo fa: disporre l’avvio delle procedure per l’immediato rilascio dell’immobile, prevedere gli atti necessari anche di natura giudiziale ed esecutiva e procedere alla riscossione delle somme dovute. È la prova che se il Movimento 5 Stelle non avesse acceso i riflettori in Commissione, questa vicenda sarebbe probabilmente rimasta ancora sepolta sotto anni di silenzi, omissioni e responsabilità mai chiarite”. Alessandrini ricorda anche quanto accaduto durante i lavori della Commissione Vigilanza lo scorso ottobre 2025: “Quando abbiamo portato il caso Trinchini all’attenzione del Consiglio regionale, la maggioranza preferì abbandonare la seduta invece di assumersi la responsabilità politica di discutere una vicenda gravissima. L’assessore competente non si presentò ma i dirigenti regionali confermarono ufficialmente tutte le nostre analisi. Oggi, finalmente, gli atti parlano più forte delle assenze: la Giunta è costretta a riconoscere che la situazione non poteva più essere ignorata”. “Parliamo di un bene pubblico — aggiunge — non di una proprietà privata della politica, né di uno spazio da gestire secondo logiche opache o discrezionali. Un complesso sportivo regionale deve essere amministrato nell’interesse dei cittadini, delle associazioni sportive, dei giovani e della comunità di Sulmona, non lasciato per anni in una condizione di ambiguità, senza gara, senza piena trasparenza e senza una chiara tutela dell’interesse pubblico”. Per Alessandrini, ora la Regione non può fermarsi alla delibera. “Vigileremo passo dopo passo affinché il rilascio sia reale, rapido e non resti l’ennesimo annuncio scritto sulla carta. Chiediamo che vengano recuperate tutte le somme dovute, che sia fatta una ricognizione puntuale dello stato del bene, che siano chiarite eventuali responsabilità politiche, amministrative e contabili e che la Regione proceda con la massima rapidità affinché il complesso 'A. Trinchini' possa essere rimesso quanto prima a disposizione della comunità sportiva sulmontina, attraverso procedure pienamente legittime e trasparenti, garantendo continuità alla pratica sportiva e pari opportunità di accesso a tutte le realtà del territorio. Gli sportivi, i giovani, le famiglie e tutti gli appassionati di tennis di Sulmona e della Valle Peligna, non devono subire i disagi derivanti da una situazione che certamente non hanno creato loro”.  “Restituire ai cittadini un bene pubblico significa restituire fiducia nelle istituzioni e dimostrare che la legalità non è uno slogan, ma un principio che deve guidare ogni scelta amministrativa e continueremo a impegnarci perché nessuno trasformi questa tardiva presa d’atto nell’ennesima operazione di facciata”, conclude. (com/red)

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