Blasioli: Le Naiadi restano ostaggio di burocrazia e pressapochismo
11 giugno 2026 - 17:28

(ACRA) - "È tutto fermo al complesso sportivo le Naiadi di Pescara. Al netto dei proclami e delle dichiarazioni d’impegno della destra, che si sono rinvigorite con la recente promozione in A2 dell’Asd Pescara nuoto e pallanuoto, la gestione delle piscine e i lavori di efficientamento energetico non hanno fatto alcun passo in avanti. Una struttura sportiva, forse la più importante del pescarese, che rimane imbrigliata nella matassa della propaganda di Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia, mentre la Regione Abruzzo continua a pagare ogni anno quasi 2 milioni di euro di soldi pubblici per tenere aperta la struttura in uno stato di precarietà e con accesso riservato ai soli tesserati. Il tutto con buona pace di lavoratori, atleti e cittadini che rischiano di annegare in una tempesta di burocrazia, pressapochismo e propaganda". Ad affermarlo è il Vice Presidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, che questa mattina in una conferenza stampa ha fatto il punto della situazione sulla gestione del complesso sportivo.
"La Regione Abruzzo – spiega – spende direttamente 980mila euro per utenze, manutenzioni, Imu e Tari. A ciò vanno aggiunti 900mila euro di spese di gestione che vengono erogati attraverso la finanziaria regionale Fira. La gestione Fira decretata dopo le chiusure, le inchieste, gli affidamenti revocati a causa di polizze fideiussorie emesse da società che non potevano prestarle, sarebbe dovuta essere temporanea. Anche perché la finanziaria regionale tra i suoi compiti statutari non ha certo la gestione di un impianto sportivo, tra l’altro per una somma così elevata, con il solo fine di tenerlo aperto per sopravvivenza, senza risolvere le annose criticità che tengono in ostaggio la struttura".
La stabilizzazione della temporaneità
Una temporaneità che però sembra sempre più stabile, visto che la gestione di Fira sta per essere ulteriormente prorogata, questa volta addirittura attraverso l’emanazione di una legge regionale. Si tratta precisamente di un emendamento al progetto di legge 112/2026 sulla Leale collaborazione, che andrà in aula il prossimo martedì 16 giugno. Una scelta che pone più di un dubbio e che appare come una sorta di stabilizzazione della temporaneità. Infatti, quando nel febbraio 2024 la gestione fu affidata a Fira, lo si fece attraverso una Delibera di Giunta e per soli 6 mesi. Che poi furono prorogati per ulteriori 6, sempre attraverso una Delibera di Giunta. E la stessa formula fu utilizzata l’anno successivo, nel 2025, per il rinnovo della convenzione per altri 6 mesi. Quest’ultima scaduta lo scorso 31 dicembre e attualmente in proroga fino al 30 giugno prossimo. Proprio in prossimità di questa scadenza la Regione decide quindi di intervenire con una legge regionale per prorogare di ulteriori sei mesi la gestione. L’articolo proposto prevede anche che, con apposita Delibera di Giunta, questa proroga possa essere estesa per ulteriori sei mesi “qualora non sia ancora intervenuta l’effettiva operatività della società in house”.
La tutela del personale
Un grande dubbio riguarda i lavoratori, e su questo la nostra attenzione sarà altissima. Attualmente i dipendenti in servizio sono stati assunti tutti da Fira con contratto di somministrazione lavoro: una tipologia contrattuale che non può essere utilizzata per un tempo superiore ai ventiquattro mesi. Di fatto, a inizio anno nuovo, questi lavoratori si troverebbero senza poter essere ulteriormente prorogati da Fira. Come mai le richieste sindacali di un confronto sono state lasciate cadere nel vuoto? Su questo chiederemo chiarimenti e impegni stringenti.
Chiarezza sulle proroghe
Dal settembre 2024, la Giunta regionale ha proposto di costituire una società in house “Abruzzo sport e salute” proprio per gestire Le Naiadi. La costituzione di questa società è stata autorizzata con la legge n. 1 del 6 febbraio 2025, la cosiddetta legge di stabilità, stanziando virtualmente 110mila euro per le operazioni di costituzione (capitale sociale e spese di costituzione etc); e poi 150mila euro l’anno per il triennio 2026/2028. Le somme però sono state individuate solo ad agosto 2025, con una modifica legislativa. Prima, a ottobre, il capitale sociale è stato portato a 170mila euro e poi a novembre è stato ridotto a 110mila, somma cui sono stati aggiunti altri 60mila euro per l’affidamento di una consulenza necessaria all’avvio della società, anche questi finanziati con gli introiti della gestione Fira. Nel frattempo gli altri introiti, per circa 120mila euro, prevedevano altre destinazioni e venivano quindi tolti al territorio pescarese.
L’iter costitutivo della società passo dopo passo
A novembre 2025 è stato affidato a una società di consulenza l’incarico, per un importo pari a 49mila euro, per la redazione di tutta la documentazione necessaria alla costituzione della società (Pef, schema atto costitutivo, schema statuto, relazione della sussistenza delle motivazioni per fondare una società in house e regolamento per il controllo analogo). La documentazione prodotta dovrà essere poi approvata dalla Giunta con una apposita delibera, il cui contenuto dovrà anche superare i dubbi espressi dalla Corte dei Conti sulla sostenibilità economica della società. Intanto, sappiamo che alla società vogliono già cambiare nome. Diverrà “Abruzzo sport e benessere”. Nell’atto di indirizzo approvato dalla Giunta Regionale a settembre 2024 è stato chiarito che la società avrebbe iniziato la gestione alle condizioni in cui sta operando Fira, procedendo a una graduale estensione delle attività che vada di pari passo con l’esecuzione dei lavori di efficientamento. Tuttavia, mentre come già detto la Regione paga da ormai due anni quasi 2 milioni di euro per la gestione della struttura, sul fronte degli “improrogabili” lavori di efficientamento energetico è tutto fermo.
Se a Pescara Energia manca l’energia
Abbiamo un documento di indirizzo alla progettazione elaborato da Pescara Energia che, nonostante la narrazione propagandistica della destra, non è in possesso delle competenze necessarie per fare il progetto. Nel documento, comunque, si stima una spesa di 5,5 milioni di euro per abbattere i costi energetici della struttura, che al termine di questi interventi passerebbero dagli attuali 1,1 milioni di euro a 167mila euro annui. La Regione vorrebbe finanziare questi lavori con fondi POR FESR, ma non c’è alcuna gara in corso, né per la progettazione dei lavori (che non può essere fatta da Pescara Energia), né per i lavori stessi. Proprio lo scorso 25 maggio, la Regione sembrava aver trovato i fondi mancanti con una variazione di bilancio, ma ad oggi, a distanza di oltre due anni, non si sa se si procederà con una gara d’appalto o si continuerà a insistere con Pescara Energia che, come detto, non avrebbe le competenze statutarie e le certificazioni per progettare. Al netto quindi dei successi sportivi, per i quali vanno ringraziate le società sportive che nel settore del nuoto e della pallanuoto a Pescara da anni stanno facendo moltissimi sacrifici, occorrerebbe dire la verità e cioè che Le Naiadi in questi sette anni sono stati l’ultimo degli argomenti dell’agenda politica di Marsilio e del centrodestra. Ora inizierò un martellamento e un controllo continui. Le Naiadi non meritano un buco nell’acqua. Anzi un tuffo, neanche ben riuscito. (com/red)