Commissione Pari Opportunità su PdL istituzione del Garante per le donne vittime di violenza
15 luglio 2026 - 14:01
(ACRA) - La Commissione Regionale per le Pari Opportunità, nella seduta di lunedì 13 luglio, si è espressa sul Progetto di Legge n. 140/2026, "Istituzione del Garante Regionale per i diritti delle donne vittime di violenza”. Prima firmataria della proposta è la consigliera regionale, Erika Alessandrini: il testo è stato, inoltre, sottoscritto da tutte le donne elette in Consiglio regionale.
“Il parere - spiega la presidente di Commissione, Rosa Pestilli - è il frutto di settimane di lavoro collegiale. La I Sottocommissione Legislazione e Sviluppo Economico ha condotto l'analisi normativa, evidenziando a maggioranza le sovrapposizioni con gli organismi esistenti. La II e la III Sottocommissione hanno contribuito nelle rispettive aree di competenza. L'Ufficio di Presidenza ha coordinato l'intero percorso, garantendo completezza e rispetto dei tempi”. “La Commissione - sottolinea Pestilli - ha ritenuto doveroso ascoltare chi opera in prima linea. Sono intervenuti i Centri Antiviolenza regionali, i coordinamenti delle CPO territoriali e rappresentanti della rete antiviolenza, che hanno chiesto con fermezza di non procedere all'approvazione del PdL, esprimendosi contro qualsiasi ipotesi di emendamento per la natura strutturale delle criticità rilevate”.
Il Difensore Civico Regionale, Umberto Di Primio, ascoltato dalla Commissione, ha rilasciato una dichiarazione a margine della seduta: “Ringrazio la Commissione per aver voluto ascoltare anche la difesa civica in questo percorso. Credo che l'iniziativa politica del Consiglio regionale vada rispettata per la forma che ha assunto. Quello che auspichiamo, però, è che ci sia sempre una maggiore armonizzazione e che non vi sia una duplicazione delle funzioni ma anche dei percorsi. Siamo sicuri che sia la Commissione pari opportunità che il Consiglio regionale sapranno trovare un momento di sintesi, nella certezza che la scelta finale servirà a rafforzare la tutela delle persone vittime di violenza di genere, tutelandone il percorso di recupero”.
Queste le motivazioni che hanno indotto la Commissione a esprimere parere non favorevole: il PdL istituisce una figura monocratica di nomina politica con indennità annua di 15.840 euro, attribuendole 12 funzioni già esercitate dalla CPO (L.R. 26/2012), dalla Consigliera di Parità (D.Lgs. 198/2006) e dai CAV (L.R. 31/2006); il residuo operativo, dedotta l'indennità, ammonta a meno di 350 euro al mese per l'intero territorio regionale; la creazione di un organo retribuito con funzioni analoghe a quelle di un organismo statutario che opera gratuitamente configura una violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione e un contrasto con le Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500.
“La CPO - precisa la Pestilli - ha indicato una strada concreta: riprendere la riforma della L.R. 31/2006, ferma da vent'anni, i cui cantieri erano stati aperti dal Comitato per la Legislazione e poi abbandonati. Le direttrici: aggiornamento normativo, rafforzamento finanziario dei CAV, istituzione dell'Osservatorio regionale, potenziamento della CPO. Armonizzare il sistema, non frammentarlo”, e dichiara: “Per la prima volta questa Commissione ha dimostrato di essere un organo imparziale, con una grande capacità di ascolto. Mi associo alle colleghe, ai CAV e al Difensore Civico: non è in discussione la bontà dell'azione e confermo la mia stima nelle Consigliere del nostro Consiglio Regionale. All’Assemblea chiediamo però di raccogliere la nostra proposta: riprendiamo il percorso della riforma della L.R. 31/2006, istituiamo l'Osservatorio, continuiamo ad investire sui Centri Antiviolenza e diamo dignità agli organismi di parità già esistenti dove è gia normato. Questa è la strada”. “Preme evidenziare che dietro il parere votato oggi c'è un lavoro che non si vede ma che esiste: riunioni ad orari improponibili, nel weekend, notte e giorno, senza alcuna formalizzazione se non qualche seduta di Sottocommissione. Tutto questo senza percepire alcun compenso, mosso unicamente dal senso di responsabilità verso le donne e la comunità abruzzese. È mio dovere portare alla luce questo impegno silenzioso e costante. Questa è la cultura del rispetto”, conclude la presidente Rosa Pestilli. (red)