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Rendiconto 2025, Taglieri-Alessandrini: Marsilio festeggia un risanamento che non ha fatto

21 luglio 2026 - 19:44

(ACRA) – “La Giunta Marsilio tenta di intestarsi un risanamento che non è frutto del proprio governo, ma di una legge nazionale che ha cambiato le regole contabili. Trasformare questa novità normativa in una medaglia politica è un'operazione di propaganda offensiva nei confronti degli abruzzesi, che in questi anni hanno pagato sulla propria pelle le conseguenze della cattiva gestione del centrodestra: più tasse, servizi ridotti, sanità in affanno e risorse sottratte ai territori». Lo dichiarano il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Francesco Taglieri e la consigliera regionale Erika Alessandrini, intervenendo sul Rendiconto generale della Regione Abruzzo per il 2025. “Marsilio può celebrare quanto vuole, ma non può cambiare la realtà”, aggiungono i consiglieri del M5S. “Il passaggio dal disavanzo del 2024 a un avanzo disponibile di oltre 78 milioni dipende in larghissima parte dalla legge nazionale che, a partire dal rendiconto 2025, consente alle Regioni di non accantonare più il Fondo anticipazioni di liquidità. Per l'Abruzzo significa liberare contabilmente quasi 163 milioni di euro. Senza questa nuova disposizione, il cosiddetto miracolo del centrodestra semplicemente non esisterebbe”. I consiglieri osservano che “i numeri del rendiconto cambiano sulla carta, ma la vita degli abruzzesi non è migliorata”. “Per coprire il disavanzo sanitario 2024 sono serviti oltre 113 milioni di euro, recuperati anche attraverso l'aumento dell'addizionale IRPEF e le altre manovre fiscali regionali. In parole semplici, il fallimento della gestione sanitaria è stato pagato direttamente dai cittadini. Gli stessi cittadini che, dopo aver versato più tasse, continuano ad aspettare mesi o anni per una visita, trovano pronto soccorso al collasso e sono costretti a rivolgersi alla sanità privata o a rinunciare alle cure. Questo è il vero bilancio politico della Giunta Marsilio: le famiglie pagano di più e ricevono di meno” rilevano. “Mancano risposte per le persone con disabilità, per gli anziani, per chi vive in condizioni di fragilità e per chi ogni giorno combatte contro il caro vita. I Comuni aspettano risorse, le aree industriali hanno bisogno di manutenzione, il trasporto pubblico continua a mostrare carenze profonde e il diritto allo studio viene finanziato con difficoltà. Nel frattempo, la maggioranza presenta come una propria vittoria una modifica decisa dal legislatore nazionale. Anche dietro i numeri apparentemente positivi restano problemi che non possono essere nascosti”, sottolineano. “I debiti della Regione verso i fornitori sono più che triplicati in un anno, passando da circa 80 a oltre 245 milioni di euro. I debiti complessivi superano i 3,4 miliardi, il patrimonio netto rimane negativo per quasi 180 milioni e nei conti regionali restano oltre 3 miliardi di crediti ancora da riscuotere. A questo si aggiungono 3,65 milioni di pignoramenti eseguiti presso il tesoriere regionale e 7,7 milioni di crediti stralciati». Sono dati incompatibili con i toni trionfalistici della maggioranza. Una Regione realmente risanata paga puntualmente chi lavora, sostiene i Comuni, programma gli investimenti, garantisce servizi dignitosi e non accumula miliardi di crediti e debiti. Soprattutto, non aumenta le tasse per coprire i buchi prodotti dalla propria gestione. Per anni il centrodestra ha utilizzato i problemi di bilancio come alibi per giustificare tagli, ritardi e mancate risposte. Oggi, grazie a una legge nazionale, prova a presentarsi come artefice del risanamento. Ma non si può governare male, scaricare i costi sui cittadini e poi appropriarsi dei meriti di una decisione assunta a Roma” proseguono. “Il rendiconto non cancella sette anni di fallimenti. Dietro l'avanzo contabile restano una sanità che costa di più e offre meno, servizi pubblici impoveriti, fornitori in attesa, territori abbandonati e famiglie sottoposte a una pressione fiscale sempre più pesante. La propaganda può modificare il racconto, ma non la realtà quotidiana degli abruzzesi. Ed è su quella realtà, non sulle cifre celebrate nelle conferenze stampa, che deve essere giudicata la Giunta Marsilio”, concludono Taglieri e Alessandrini. (com/red)

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